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AL DIRETTORE | sabato 17 marzo 2018, 15:38

'Pietro Agosti. Primo podestà di Sanremo', recensione di Andrea Gandolfo sull'opera del presidente della Famija Sanremasca

"Il volume rappresenta senza dubbio un'opera di grande rilevanza non solo per la conoscenza dell'attività di architetto e politico di Agosti, ma anche per una puntuale ricostruzione della storia di Sanremo"

Pietro Agosti

Lo storico matuziano Andrea Gandolfo invia una recensione dell'opera del presidente della Famija Sanremasca Leone Pippione su ‘Pietro Agosti. Primo podestà di Sanremo’, edito dalla Famija Sanremasca nel marzo 2018 nella collana "I Quaderni della Memoria", diretti dallo stesso Pippione. Ecco il testo della recensione:

«L'importante volume dedicato da Leone Pippione, già noto per una serie di accurati studi di carattere locale, alla figura del primo podestà di Sanremo Pietro Agosti (Bordighera, 1873 - Roma, 1930), appena uscito a cura della Famija Sanremasca, rappresenta senza dubbio un'opera di grande rilevanza non solo per la conoscenza dell'attività di architetto e politico di Agosti, ma anche per una puntuale ricostruzione della storia di Sanremo nel periodo in cui lo stesso Agosti ha ricoperto la carica di podestà della città dei fiori, ossia dal 26 maggio 1927 al 29 aprile 1930.

    Per ritessere la trama prima della sua geniale attività di architetto e ingegnere, e poi di quella di attento e oculato pubblico amministratore, l'autore si è basato in particolare su un'ampia mole di documentazione inedita, reperita presso gli Archivi di Stato di Imperia e di Roma, che gli hanno consentito di gettare nuova luce sulla campagna denigratoria scatenatasi contro Agosti e che lo avrebbe portato alla tragica decisione di togliersi la vita. Degna di nota è anche la prima parte del volume, che ricostruisce, con dovizia di particolari, gli "antecedenti" della podesteria di Agosti, dalla fine della prima guerra mondiale al maggio 1927. Di grande interesse è anche il capitolo dedicato all'attività di Agosti come architetto e ingegnere, da cui si evince come siano veramente tanti e importanti i palazzi, gli alberghi e le ville di Sanremo da lui progettati.

   Vorrei anche ricordare alcuni capitoli dell'opera particolarmente curati: la questione dell'autorizzazione a praticare il gioco d'azzardo nelle sale del Casinò Municipale al Comune di Sanremo, grazie al R.D. 22 dicembre 1927, n. 2448; l'acquisto della villa e del parco di Villa Ormond nel febbraio 1928; i rapporti con l'allora gestore del Casinò Luigi De Santis; l'impulso alle opere pubbliche (si devono all'iniziativa di Agosti il Campo Golf, lo Stadio Comunale, la Funivia Sanremo-Monte Bignone e l'Ospedale Civile); la sua tragica fine nelle catacombe di San Callisto a Roma; i suoi imponenti funerali a Sanremo, e alcune interessanti notizie sul "dopo" Agosti. Da segnalare, anche, una preziosa curiosità "scovata" dall'autore: una rivelazione sulla fine di Agosti da parte di Mussolini, contenuta nell'edizione integrale dei Colloqui con Mussolini di Emil Ludwig, pubblicata nel 1970, da cui si apprende che il "duce" riteneva il podestà del tutto innocente. Per concludere, ritengo l'opera di Pippione veramente completa ed accurata non solo per quanto riguarda la trattazione della figura di Pietro Agosti, ma anche per l'intero periodo della storia di Sanremo tra il 1919 e il 1930, per cui mi sento di consigliarla caldamente a  chiunque volesse approfondire tale periodo o semplicemente conoscere un po' meglio la figura del primo podestà di Sanremo».

Redazione

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