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Sanremo Ospedaletti | giovedì 08 marzo 2018, 15:30

Sanremo: perfetto tempismo e fiuto per il business, i venditori di mimose fanno affari d’oro dal semaforo dell’Aurelia al faro di Bussana (Foto)

Da due giorni vendono ramoscelli di mimosa a chi resta fermo per diversi minuti in attesa del verde

I venditori di rose dal semaforo del faro di Bussana

Serve tempismo perfetto e un certo fiuto per gli affari per sopravvivere in mezzo alla concorrenza più spietata. E così due dei tanti cosiddetti ‘venditori di rose’ in questi giorni si sono dati da fare per aggiornare il loro business alle richieste più attuali del mercato. Festa della Donna, 8 marzo, per tanti vuol dire l’immancabile ramoscello di mimosa. E se molti venditori continuano a battere le popolose vie del centro, un paio si sono ingegnati per cercare una zona alternativa e non di meno fruttuosa.

Ecco che da qualche giorno i venditori di mimose sono comparsi dal semaforo del cantiere all’altezza del faro di Bussana, sull’Aurelia. Un semaforo dai tempi non certo brevi, che costringe gli automobilisti a rimanere fermi per diversi minuti. Ed ecco che dal finestrino compaiono i venditori con il ramoscello in mano, ben confezionato e pronto per la consueta trattativa con il potenziale cliente. Immaginiamo che molti mariti, questa sera, tornando a casa e rendendosi conto di aver dimenticato il ramoscello di mimosa per la moglie, sapranno trovare il rimedio dell’ultimo minuto proprio stando in coda dal semaforo del faro.

Un business che vive sull’orlo della legalità. Da una parte immaginiamo che i ramoscelli arrivino dal mercato ‘regolare’ e che non siano certo frutto di canali paralleli. Dall’altro alla vendita certo non viene rilasciata la fattura e, quindi, si tratta di un incasso pieno per chi vende.
A tutti gli effetti si tratta di una forma alternativa di ‘temporary shop’, come vengono spesso chiamati i negozi che aprono per un limitato lasso di tempo. E, allo stesso modo, tra qualche ora i venditori di mimose del semaforo torneranno alla tradizionale vendita in città, magari con qualche euro in più in tasca.

Pietro Zampedroni

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