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CRONACA | giovedì 08 marzo 2018, 14:08

Imperia: "Un complotto" ai suoi danni, secondo la dottoressa Simona Del Vecchio, l'inchiesta sulle autopsie fantasma

La dottoressa, assistita dall’avvocato Marco Bosio, questa mattina ha rilasciato alcune dichiarazioni. Dalle domande del Pubblico Ministero Grazia Pradella, che l’ha incalzata facendo emergere diverse anomalie tra quanto riscontrato dagli uomini della Guardia di Finanza che l’hanno seguita nel corso delle indagini con intercettazioni telefoniche e ambientali, e quanto dichiarato dalla dottoressa in aula, la dottoressa ha riferito di un complotto ordito alle sue spalle

“Un complotto”, così l’ex primaria della struttura complessa di medicina legale Simona Del Vecchio, a processo con l’accusa di truffa ai danni dello Stato, falsità ideologica e peculato, per il caso delle cosiddette autopsie fantasma, definisce l’intera inchiesta della Procura che ha portato alla sua imputazione e allo smantellamento della struttura con molti medici e vari operatori nelle agenzie funebri e nelle camere mortuarie, imputati in un processo parallelo.

La dottoressa, assistita dall’avvocato Marco Bosio, questa mattina ha rilasciato alcune dichiarazioni. Dalle domande del Pubblico Ministero Grazia Pradella, che l’ha incalzata facendo emergere diverse anomalie tra quanto riscontrato dagli uomini della Guardia di Finanza che l’hanno seguita nel corso delle indagini con intercettazioni telefoniche e ambientali, e quanto dichiarato dalla dottoressa in aula, la dottoressa ha riferito di un complotto ordito alle sue spalle.

“Un pomeriggio mi recai in segreteria negli uffici Asl, trovai i computer accesi, mi sedetti e appena toccato il mouse si aprì una schermata dove venivano riportati una serie di insulti molto pesanti a mio carico”.

La dottoressa, riguardo ai certificati necroscopici che risultano essere falsi, ha dichiarato che ne esistono almeno una decina in cui la sua firma sarebbe stata falsificata, in quanto, in quei giorni, la Del Vecchio si trovava in ferie.

Nel corso dell’udienza non sono mancati i momenti di tensione tra la dottoressa e il Pubblico Ministero. “Quando non sa cosa rispondere tira fuori il complotto, oggi 8 marzo 2018, a tre anni dall’indagine”, ha detto il Pm in aula.

Il magistrato ha riferito alla dottoressa che sia i titolari delle onoranze funebri, che i colleghi dell’Asl, che i familiari dei defunti, hanno dichiarato a processo che l’ex primario non effettuava le visite ai cadaveri per accertarne il decesso. “Del perché lo abbiano fatto i titolari delle agenzie e i colleghi dell’Asl mi sono fatta un’idea, avevo discusso con loro, ma non mi sono data ancora una spiegazione sul perché anche i parenti delle vittime abbiano dichiarato le stesse cose”, ha risposto la dottoressa, che, rispondendo a una domanda sui certificati firmati in bianco, posta dal presidente del collegio Donatella Aschero, ha risposto che spesso firmava i certificati necroscopici per compilarli in seguito, ma in alcuni casi, essendo oberata di lavoro, lasciava i certificati sulla scrivania ancora da compilare.

Francesco Li Noce

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