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POLITICA | mercoledì 21 febbraio 2018, 18:50

Arma di Taggia: il candidato Giorgio Mulè firma il patto per i balneari "No alla Bolkestein" (Foto e Video)

Nel documento viene chiesto ai Partiti, ai candidati alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, l’impegno di salvare il settore balneare italiano, attivandosi presso tutte le istituzioni nazionali e comunitarie per fare in modo che le concessioni demaniali marittime siano estromesse dall'applicazione della Direttiva 2006/123/CE.

Il candidato di Forza Italia alle prossime elezioni Politiche del 4 marzo, Giorgio Mulè ha sottoscritto ad Arma di Taggia il patto per i balneari. La firma è stata apposta all’interno dello stabilimento Playa Manola durante l’incontro organizzato da ‘Donnedamare’ insieme all’associazione delle spiagge armesi.

Nel documento viene chiesto ai Partiti, ai candidati alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, l’impegno di salvare il settore balneare italiano, attivandosi presso tutte le istituzioni nazionali e comunitarie. Il fine è di far si che le concessioni demaniali marittime siano estromesse dall'applicazione della Direttiva 2006/123/CE, facendo prevalere l’interesse nazionale garantito dalla Costituzione Italiana primigenia, diritto originario, sui Trattati e Direttive Europee, diritto derivato, secondo il virtuoso esempio di quanto già avviene in Germania, dove tutte le normative comunitarie sono indistintamente di livello inferiore a quelle costituzionali tedesche.

All'incontro erano presenti: Mario Conio, sindaco di Taggia, accompagnato da quasi tutti i rappresentanti della sua amministrazione; Simone Baggioli, consigliere comunale di Forza Italia a Sanremo; Bettina Bolla presidente di Donnedamare; Raffaella Panizzi, presidente dell'associazione che riunisce gli stabilimenti balneari di Arma di Taggia. Oltre a loro molti balneari arrivati un po' da tutta la Liguria ma anche diversi sostenitori ed attivisti del centrodestra locale. 

Mulè è candidato alla Camera dei Deputati, nel collegio unoninominale Liguria 1 (Sanremo-Imperia) e capolista di Forza Italia nel collegio plurinominale per il ponente ligure. L'incontro odierno è servito a presentare alla categoria un esponente di spicco della coalizione di centrodestra in vista delle elezioni del 4 marzo. Vicino a lui Marco Scajola, rappresentante provinciale del partito ma qui in veste soprattutto di assessore regionale al demanio. 

La Liguria del presidente Giovanni Toti sta portando avanti una strenua battaglia a fianco dei balneari e dei loro diritti, tanto da essere considerata una Regione simbolo per ciò che riguarda l'avversa questione Bolkenstein. In questo contesto, Mulè ha deciso di sposare pienamente la causa di queste famiglie che vivono e lavorano grazie alle spiagge, da sempre volano dell'economia ligure. 

Con il documento sottoscritto dal candidato di centrodestra, le due associazioni promotrici dell'incontro propongono che: "...con apposita iniziativa normativa, nella futura legislatura, la revisione ed il riordino della materia relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo, attraverso la proposizione di misure in grado di tutelare l'attività delle imprese interessate, con tutti quei principi giuridici nazionali ed europei, quali il diritto al lavoro, il diritto di proprietà aziendale, i motivi imperativi di interesse generale, nonché il valore aziendale, al fine di garantire la reciproca e leale concorrenza tra i balneari europei e assicurare il diritto acquisito alla continuità imprenditoriale delle concessioni in essere con un titolo sicuro e certo, perché è irragionevole e 'contra Costitutionem', l’applicazione retroattiva della stessa alle concessioni sorte anteriormente al suo recepimento e all’affermazione del principio di evidenza pubblica comunitaria".

“La nostra è una posizione chiara e netta accanto ai balneari contro un disegno criminoso - ha rimarcato il candidato di Forza Italia, Giorgio Mulè. - per avviare e procedere, come hanno tentato di fare nella scorsa legislatura, con un progetto di legge che era devastante per la nostra economia. Noi saremo orgogliosamente difensori non dei balneari ma saremo a protezione di generazioni di imprenditori che vanno protetti. C’è un regime transitorio che deve affondare le radici nel rispetto di chi ha rischiato e di chi da generazioni ha impiegato capitali nello sviluppo di questo territorio. Serve un doppio binario che per almeno 30 anni accompagni una transizione che mano a mano nel tempo arriverà ad una risoluzione sulla scorta di quanto fatto in altri Paesi europei”.

Risoluto anche Marco Scajola che sull’attuale situazione di Regione Liguria aggiunge: “Come Regione siamo stati capofila in Italia. Abbiamo  presentato due leggi regionali per dare un futuro e delle  certezze alle imprese balneari che vengono prese in giro da troppo tempo. La direttiva Bolkenstein non è stata applicata in nessun Paese europeo non vedo perché la si debba proprio applicare in Italia. Non  vedo perché le nostre spiagge, le nostre aziende, debbano essere messe in mano a multinazionali straniere con delle gare ingiuste ed inopportune che per noi non hanno motivo di esistere. Al di là di quello che decideranno i governi nazionali, noi in Liguria le gare non le faremo mai”.



Stefano Michero

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