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CRONACA | 21 febbraio 2018, 11:31

Sanremo: sequestro e botte alla fidanzata a Capodanno, richiesta di patteggiamento dopo un risarcimento

Il giudice Laura Russo ha rinviato la conclusione del processo al prossimo 19 marzo.

Sanremo: sequestro e botte alla fidanzata a Capodanno, richiesta di patteggiamento dopo un risarcimento

Aveva sequestrato e malmenato la fidanzata la notte di Capodanno in un appartamento di corso Garibaldi a Sanremo. Questa mattina S.D.M., assistito dall'avvocato Luca Fucini, ha presentato una richiesta di patteggiamento, previo il versamento di un risarcimento al Gaslini di Genova. La violenza si era consumata la notte di Capodanno.

Ad avvertire gli Agenti del Commissariato di Sanremo, come ricostruito dalla Questura, un uomo che, percorrendo a piedi la centrale corso Garibaldi, ha sentito le urla di una donna la quale, dalla finestra della sua abitazione, chiedeva disperatamente aiuto.

La vittima, soccorsa dagli agenti, ha riferito di essere stata ripetutamente percossa nella notte dal compagno il quale, per evitare la fuga o richieste d’aiuto, l’aveva segregata all’interno dell’abitazione, sottraendole cellulare e copia delle chiavi dell’appartamento. L’aggressione, avvenuta con inaudita violenza, sarebbe scaturita a seguito di una banale discussione che i due avrebbero avuto in un ristorante di Sanremo, durante i festeggiamenti del Capodanno. Rientrati a casa l’uomo avrebbe continuato ad aggredire verbalmente la compagna per poi passare alle vie di fatto.

Il racconto della vittima, sotto shock e con in volto i segni della aggressione, è stato particolarmente dettagliato e cruento. La donna, infatti, ha riferito ai poliziotti di essere stata afferrata di peso dal compagno, presa per i capelli più volte e scaraventata sul divano, battendo violentemente il capo contro una parete della sala da pranzo. Nella circostanza il compagno sarebbe giunto al punto di stringerle la gola, tapparle la bocca e il naso per poi allontanarsi dall’abitazione, privandola del suo cellulare e della chiavi di casa, impedendole, di fatto, di chiamare i soccorsi. La donna una trentatreenne sanremese è stata malmenata dal proprio compagno a seguito di un litigio probabilmente nato per motivi di gelosia e avvenuto in un locale dove i due avevano festeggiato l’arrivo del nuovo anno.

Alcuni minuti dopo l’uomo è rientrato nell’appartamento e ha continuato a inveire contro la compagna, colpendola con la medesima violenza e l’inaudita ferocia. Poi, come se nulla fosse successo, se ne è andato a lavorare, in un bar non lontano dalla casa che divideva con la compagna. L’uomo, un giovane sanremese di 27 anni, con piccoli precedenti, è stato tratto in arresto con l’accusa di sequestro di persona e lesioni personali gravi.

Ma da quello che era un banale litigio, nell’ambiente domestico la situazione è degenerata, tanto che la donna appena giunta a casa è stata scaraventata sul divano dove ha battuto violentemente la testa, poi afferrata per i capelli la donna è stata lanciata a terra ricevendo numerosi colpi alla fronte e alla nuca. In alcuni momenti il compagno le ha afferrato il collo quasi per strangolarla e per non far sentire le sue urla a nessuno,  tappandole la bocca e perfino il naso. Dopo la violenza inaudita dell’uomo alla quale la donna ha cercato di sottrarsi e difendersi invano, lo stesso durante la notte ha lasciato l’abitazione per recarsi a lavoro, per impedire i soccorsi e la richiesta di aiuto della donna, le ha sottratto il proprio cellulare e l’ha letteralmente segregata in casa chiudendola a chiave e portando via con sé tutte le copie delle chiavi.

La vittima sequestrata in casa e ferita ha cercato con tutte le sue forze di chiedere aiuto dalla finestra nelle prime ore della notte, ma forse a causa dei frastuoni di Capodanno e del fatto che più persone forse pensavano che fosse in preda ai fumi dell’alcool, nessuno le ha prestato aiuto. Dopo circa un’ora l’autore della violenza ha pensato di rientrare a casa per scusarsi con la propria compagna, ma la stessa per i dolori e anche perché compresa la gravità delle azioni che già in passato più volte aveva perdonato al proprio uomo, aveva deciso di andare avanti per la propria strada e denunciare quanto accaduto e allontanarsi dalla via del silenzio che l’aveva condotta questa volta a un così grave epilogo tanto da mettere in pericolo la propria stessa vita. Ma l’”orco” non comprendendo la sua reazione ha ripreso a percuoterla decidendo nuovamente di chiuderla in casa nonostante il tentativo della donna di scappare ed è rientrato tranquillamente a lavoro.

Solo dopo cinque ore di una notte infernale, grazie all’uomo che passeggiava a Capodanno nelle vie della città nelle prime ore della mattina, la donna riusciva a ottenere un intervento da parte del personale del 118 e della volante e vedeva in queste persone la propria salvezza. Il sopralluogo presso l’abitazione ha espresso in modo chiaro la violenta lite appena trascorsa, vi erano diversi suppellettili rotti, oggetti versati sul pavimento, cassetti aperti e diverse ciocche di capelli sul pavimento.

La ragazza disperata e affranta veniva immediatamente trasportata in ospedale per le cure del caso e sottoposta ad approfonditi esami a seguito dei numerosi colpi ricevuti alla testa, a seguito degli esami, la donna è stata dichiarata guaribile in venticinque giorni. Il giudice Laura Russo ha rinviato per la conclusione del processo al prossimo 19 marzo.

Francesco Li Noce

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