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POLITICA | sabato 17 febbraio 2018, 17:31

Imperia: Claudio Scajola candidato a Sindaco “Forza Italia e Berlusconi sono con me” (Foto e Video)

"Pronto a fare un passo indietro se mio nipote Marco sarà effettivamente deciso a candidarsi. Con Toti ho parlato ma confermo che il partito è con me".

Claudio Scajola con un messaggio di Settimio Benedusi

Claudio Scajola con un messaggio di Settimio Benedusi

Come previsto dal programma della giornata, Claudio Scajola ha incontrato i media nel suo ufficio di via Matteotti dopo il pranzo con i circa 120 fedelissimi in un agriturismo di Cesio. L'ex Ministro ha ufficializzato il suo ritorno alla politica attiva con la candidatura a Sindaco di Imperia, ruolo che ricoprì già nel 1982 all'età di 32 anni.

Io spero non ci sia nessuna rottura, la mia candidatura è contro nessuno, ma non è neanche delimitata – ha detto Claudio Scajola a margine della conferenza stampa – è aperta a tutti coloro che vogliono collaborare rimboccandosi le maniche per risollevare le sorti della mia città che ha bisogno di unire e non di dividere. La mia candidatura è la risposta a una richiesta molto vasta che c’è in questa città. E penso che questa città non accetterebbe delle prevaricazioni da parte di altri”.

Forza Italia appartiene alla mia storia, l’ho costruita insieme a Berlusconi – ha aggiunto – nell’immaginario collettivo è vicina a me, non sarà mai contro di me. Io non voglio fare polemiche, la posizione della lista Toti faccia quello che vuole, Forza Italia è un’altra cosa. Mio nipote Marco? Se volesse fare seriamente il Sindaco e non volesse fare più l’Assessore in Regione faccio fare a lui il candidato e io mi ritiro. Ma dev’essere una cosa seria, non una boutade”.

L'intervista a Claudio Scajola a margine della conferenza stampa

 

La conferenza stampa di Claudio Scajola

 

Il suo discorso introduttivo ha spaziato su vari argomenti, nazionali e locali: “E’ molto tempo che non faccio una conferenza stampa e non ci sono più abituato. Ma poiché ritengo che un ruolo pubblico debba avere nelle sue prerogative, quello di essere a disposizione della comunicazione, mi è sembrato giusto dopo il pranzo di oggi, incontrare i media. Io volevo parlare della situazione locale e di quella nazionale. Per locale intendo le prossime elezioni amministrative di Imperia e vorrei chiarire alcune cose. Tutto cio che mi è girato per la mente in queti mesi ho provato a stenderlo in una serie di argomentazioni veloci. Da tempo e soprattutto da quando è esplosa la crisi amministrativa in Comune, che in diverse persone hanno pensato che potessi fare il Sindaco della mia città. In un anno e mezzo ho incontrato tante persone per la strada, ho ricevuto lettere da persone conosciute o meno. Anche da alcuni avversari politici imperiesi. Ho sempre sostenuto che ci potessero essere altre persone a svolgere questo compito e, dopo, è aumentata la ‘pressione’ della gente che me lo chiedeva e, contestualmente, è cresciuta la crisi in Amministrazione. Agli occhi di tutti è emersa la necessità di risollevare la città”.

Scajola ha confermato di aver parlato con molte persone, prima di prendere questa decisione: “Ho letto dichiarazioni di alcuni che io avessi l’ambizione di fare al Sindaco ma mi affido all’intelligenza dei miei concittadini. Fare il Sindaco ovunque è un’avventura, difficile ed anche pericolosa. Fare il Sindaco oggi ad Imperia lo è molto di più, per la situazione difficile che la città si è trovata di fronte sul piano del bilancio (a rischio di default) e su quello della principale iniziativa della città, ovvero il porto, che è rimasta sospesa e necessita di una soluzione. Molte persone che hanno insistito sulla mia candidatura, mi hanno detto con sincerità di non aver mai avuto simpatia politica e personale nei miei confronti, ma di confidare in me per la mia esperienza che può risollevare la città. Si sono sommati due tipi di richieste, ovvero i sostenitori e quelli che non lo sono ma che non individuano persona migliore. E’ evidente a tutti che pur avendo svolto ruoli importanti (4 volte il Ministro e per 20 anni il parlamentare) non ho capacità sovrumane e quindi è evidente che riuscire a risolvere i problemi della città sarà opera immane. E non so se riuscirò a farlo, ma ho deciso di rompere gli indugi e, quindi, visto che potesse passare il pensiero di volermi far pregare, ho pensato di dare una risposta per chiudere questa ansia. Tra le motivazioni che mi hanno spinto a chiudere questa vicenda, c’è stata quella di levare subito interpretazioni malevoli. Non cerco una poltrona e non ho chiesto come mia ambizione di fare il candidato a Sindaco. Credo che oggi fare il Sindaco sia fare un servizio alla comunità di Imperia. E non voglio che si possa pensare che, questa ipotesi di candidatura punti a cercare un ‘qualcosa’ che mi induca a rinunciare”.

Ha poi parlato delle necessità di Imperia e degli imperiesi ed ha fatto vedere un foglio con su scritto 'SalviAMO Imperia', lasciatogli dal noto fotografo Settimio Benedusi: “Nella mia vita non ho mai mercanteggiato nulla ed oggi offro la mia candidatura per tentare di risollevare le sorti della città. Imperia chiama ed io rispondo. Non ho bisogno di una poltrona ma di una squadra con persone per bene che, senza nessun interesse o ‘retro pensiero’, che abbia voglia di rimboccarsi le maniche per una legislatura e non di più, in modo da risolvere i grandi problemi e le incompiute della nostra città. Sono passati davanti alla Italcementi ed alla Agnesi, ho visto la vecchia sede dell’ente provinciale del turismo, del genio civile, della sede della Banca d’Italia e della Camera di Commercio, tutti chiusi. Non è possibile e si deve usare qualunque strumento, magari anche i poteri forti in mano all’Amministrazione ed al Sindaco per risolvere i problemi. In questi mesi, prima di sciogliere questa riserva, mi sono guardato le carte del comune ed i suoi bilanci, ma anche le Leggi e mi sono rinfrescato le idee sulle competenze del Sindaco e dell’Amministrazione. Ci sono poteri che devono essere utilizzati, senza essere ‘servi’ di nessuno, per ridare ad Imperia il ruolo di capoluogo di provincia e di autorevolezza, di cui questa città ha bisogno. Molte persone mi hanno chiesto di fare il Sindaco ma so che molte non mi vogliono. Questo è il bello della democrazia. Io offro questa candidatura e, a metà marzo, riunirò i cittadini che vogliono partecipare a questa avventura. Oggi a pranzo c’erano 120 persone, con Sindaci del comprensorio imperiese, imprenditori importanti e significativi dell’industria ed artigianato. Io non ho chiesto loro che tessera hanno in tasca perché non mi interessa. Sono con chi vuole lavorare ed il 15 o 16 di marzo, troverà il luogo idoneo per parlare e confrontarsi con le persone, per capire se ci possono essere delle liste di appoggio autorevoli, espressione di questa città”.

Scajola è stato anche tirato in ballo sulle dichiarazioni del Presidente della Regione, Giovanni Toti: “Io Forza Italia, a fianco di Berlusconi, l’ho costruita e non mi sono mai spostato. L’ho sentito nei giorni scorsi e non mi allontanerò. Gli elettori di Forza Itlaia sono sicuramente contenti della mia candidatura, così come Berlusconi. Ho letto che ci sono anche non contenti, come Toti e suoi collaboratori. Io non ho parlato di lista Toti o lista arancione ma ho parlato di Forza Italia, che oggi è con me”. Anche suo nipote Marco? “Sono scelte personali ed ognuno può fare quello che vuole. Se Marco avesse seriamente l’intenzione di candidarsi a Sindaco, e se si confronterà con me, io mi tiro indietro”. 

Con Toti vi siete visti anche alcune settimane fa, cosa vi siete detti? “Nell’incontro abbiamo parlato dei massimi sistemi e sfiorato il tema di Imperia. Ma siccome nessuno dei due è sciocco, abbiamo capito entrambi che, per motivazioni sue, Toti non gradisce che io faccia il Sindaco. E’ libero di farlo, ma anche io sono libero di candidarmi e di dire che Forza Italia sarà sicuramente con me. La lista arancione faccia la sua strada, ma io non chiudo a nessuno perché questa candidatura la offro agli imperiesi, che non è contro nessuno ma aperta a tutti coloro che credono che sia necessario, ed anche difficile, rilanciare la città di Imperia. Io non ho capito il modello Toti ed odio ipocrisie e falsità”.

Francesco Li Noce

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