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EVENTI | mercoledì 14 febbraio 2018, 07:05

Inaugurata sabato scorso a Torino la mostra del pittore ventimigliese Biagio Valente (Foto)

Vincitore del premio intitolato alla memoria del giornalista Cesare Roccati, durante la quarta edizione del concorso "Sunday Painters" a cui hanno preso parte circa mille pittori non professionisti.

E’ stata inaugurata sabato scorso a Torino, presso il Museo della ‘Stampa’ in via Lugaro 21, la mostra del Ventimigliese Biagio Valente, vincitore  del premio intitolato alla memoria del giornalista Cesare Roccati, durante la quarta edizione del concorso "Sunday Painters" a cui hanno preso parte circa mille pittori non professionisti.

La mostra ha per oggetto le opere che sono state selezionate da una giuria composta da Ilaria Bonacossa, direttrice di Artissima, Rocco Molitierni, giornalista della "Stampa" e da Francesco Bonami, critico d'arte. Valente ha vinto con "La luce che ti abbaglia" un acquarello dedicato alla Sindone: una luce su cui tutti cercano risposte, dagli scienziati ai fedeli; l'uso della luce come materia (rif. Arch. Renzo Piano). La seconda nuova opera esposta si intitola "Torino, luce dal decumano" ed è un omaggio alla storia ed alla bellezza della città, dove città e civiltà sono la stessa cosa, culla dell'arte povera. La terza è "La luce di Piero della Francesca": una tela che mette a fuoco ed interpreta la luce aulica dell'artista quattrocentesco.

E' presente anche una installazione "Les boules de petanque" che rappresenta in modo simbolico i quattro elementi della natura (acqua, fuoco, aria e terra), nella teoria,  del filosofo Empedocle, appartenente ai fisici pluralistici, secondo la quale la vita esiste solo se questi quattro elementi sono governati dall'odio e dall'amore. L'installazione del monolite riprende il film  "2001 Odissea nello Spazio" di Kubrik nel completare la teoria dell'evoluzione dell'uomo. La natura infinita, il piccolo ecosistema rappresentato, l'uomo superato, non più centro del creato, ma piccolissima parte dell'Universo.

Valente sostiene che la pittura è per lui soprattutto un divertimento e fa parte della sua quotidianità. E' il modo migliore che conosce per esprimere se stesso e per cercare quella bellezza, che non è estetica o cosmetica, ma è profonda e rappresenta ciò che è bello e buono, con la difficoltà  come diceva Norberto Bobbio  di arrivare spesso  alla soglia del tempio ma di non riuscirvi ad entrare. La mostra proseguirà fino al 25 febbraio, con il seguente orario: lunedì-venerdì 9-13, sabato e domenica 15.30-19 (ingresso libero).

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