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AL DIRETTORE | mercoledì 14 febbraio 2018, 22:40

Sanremo: lo storico Andrea Gandolfo traccia il profilo del poeta e scrittore sanremasco Pio Carli

Domani cade il 125° anniversario della nascita dello scrittore nostrano

Lo storico Andrea Gandolfo

In occasione del 125° anniversario della nascita dello scrittore e poeta dialettale sanremasco Pio Carli, che cadrà domani, trasmetto una mia breve nota biografica di tale illustre nostro concittadino, celebre, tra l’altro, per aver curato un famoso dizionario sanremasco-italiano, pubblicato dalla Famija Sanremasca all’inizio degli anni Settanta. Ecco dunque il mio profilo del poeta e scrittore sanremasco Pio Carli.

Pio Carli nacque a Sanremo il 15 febbraio 1893 dall’avvocato Alessandro e da Maria Gerolama Cassini, discendente della famiglia del celebre astronomo Gian Domenico Cassini di Perinaldo. Terminati gli studi, si dedicò soprattutto all’amministrazione dei beni familiari. Partecipò quindi alla prima guerra mondiale con il grado di sergente d’artiglieria ininterrottamente dal 1° giugno 1915 al giorno della battaglia di Vittorio Veneto. Nel corso dei tre anni del conflitto passò dalla difesa della piazza marittima di Brindisi al Carso e al Grappa, meritandosi anche una Croce di guerra per le ferite riportate al Col dell’Orso nel giugno del 1918.

Rientrato a Sanremo, sentì sorgere il desiderio di tramandare ai posteri il maggior numero possibile di vocaboli dialettali, corredati dalla più scrupolosa etimologia, ed iniziò allora a raccogliere vocaboli, proverbi e modi di dire del dialetto sanremasco. Da tale imponente lavoro di ricerca e collazione nacque il suo Dizionario Sanremasco-Italiano, pubblicato nel 1971 con il concorso della Famija Sanremasca, completato in seguito dal Dizionario Italiano-Sanremasco, che rappresentano ancora oggi un punto di riferimento per gli studiosi del nostro dialetto. Un’altra sua importante opera è Ina mandià de giargun sanremascu, un’ampia collezione di proverbi e modi di dire, raccolti dalla viva voce della gente; tra le altre sue opere in dialetto si ricorda anche A foura de Matüta, oltre a numerose poesie pubblicate su giornali locali e a vari articoli che illustrano la Sanremo dei suoi tempi.

Per questi suoi meriti, in occasione della festa patronale del 13 ottobre 1972, l’Amministrazione comunale lo proclamò “Cittadino benemerito” con la seguente motivazione: «Di antico ceppo sanremasco, fa rivivere, attraverso lo studio del dialetto, la nostra storia e l’antica civiltà matuziana». Nel 1980 venne anche insignito del prestigioso “Premio Luigi De Martini”, che l’associazione «A Compagna» di Genova assegna alle persone che si sono particolarmente distinte nella difesa del patrimonio linguistico e folcloristico nell’area dialettale ligure. Morì a Sanremo all’età di 96 anni il 15 gennaio 1990.

Redazione

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