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CRONACA | lunedì 12 febbraio 2018, 17:11

Reggio Calabria: oggi al processo 'Breakfast' l'ex onorevole della Dc Emo Danesi (Foto)

Il processo “Breakfast” è stato aggiornato al 26 febbraio quando continueranno gli esami dei testimoni citati dalle difese Rizzo, Politi, Fiordelisi e Scajola. Tra questi renderà testimonianza Giuseppe Caminiti, politico calabrese di lungo corso eletto fra le fila di Fi nel maggio del 2001.

“Vincenzo Speziali aveva la fissazione di diventare parlamentare. Lo sapevano tutti. Di queste ambizioni però, l'ex presidente Gemayel non mi parlò mai”. È l'ex onorevole della vecchia Dc, Emo Danesi, ad averlo detto oggi al Tribunale di Reggio Calabria. L'ex politico toscano è stato chiamato a testimoniare dalla difesa di Claudio Scajola, imputato in riva allo Stretto nell'ambito del processo “Breakfast”. Alla sbarra ci sono, oltre a Scajola, anche Chiara Rizzo, Martino Politi e Maria Grazia Fiordelisi.

Tutti sono accusati, a vario titolo, del reato di procurata inosservanza di pena e nello specifico di aver programmato lo spostamento dagli Emirati Arabi in Libano, precisamente a Beirut, di Amadeo Matacena, l’ex parlamentare di FI attualmente latitante a Dubai in seguito alla sentenza definitiva a tre anni di carcere per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Un tentativo che non si concretizzò mai, ma che è costato a Scajola, nonché a Chiara Rizzo, Maria Grazia Fiordalisi e Martino Politi, ossia ex moglie, segretaria e collaboratore di Matacena, un’ordinanza di custodia cautelare. Rispondendo alle domande dell'avvocato Elisabetta Busuito, e successivamente delle altre parti, Danesi ha riferito di aver conosciuto Speziali nella capitale e di aver compreso fin dal principio che il nipote omonimo dell'ex senatore aveva la passione per la politica. Speziali, secondo il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo- titolare dell'inchiesta- è stato il trait d'union fra i massimi vertici della politica libanese – in particolare l'ex presidente Amin Gemayel, del quale ha sposato una nipote – e Scajola, all’epoca secondo l’accusa impegnato a far “trasferire” Amedeo Matacena.

Dopo mesi alle Seychelles, l’ex politico armatore era approdato in Arabia Saudita, ma secondo i piani nel giro di poco avrebbe dovuto far rotta su Beirut, dove – stando a quanto assicurato da Speziali – avrebbe goduto di un esilio dorato, con tanto di documenti che ne garantissero la piena operatività. Anche Speziali junior quindi è finito al centro dell'inchiesta “Breakfast” e il 29 gennaio scorso ha patteggiato la pena di un anno per il reato di procurata inosservanza di pena. Stando alla ricostruzione dell'accusa Speziali avrebbe anche inviato all’ex ministro Scajola una missiva autografa dello stesso Gemayel, con cui l’ex presidente libanese si mostrava disponibile alla concreta realizzazione del progetto, nonostante i ritardi dovuti alle consuete fibrillazioni politiche nel paese dei cedri. Una fax di cui però, l'ex presidente ha negato la paternità, subito dopo la divulgazione della notizia dell'arresto di Scajola and company e il coinvolgimento del nipote acquisito. Danesi quindi oggi ha riferito in aula di aver  sentito telefonicamente Speziali molte volte e di averlo incontro anche nella capitale.

“Tramite Speziali ho  conosciuto Gemayel a Roma d una sera è venuto anche a cena a casa mia. Speziali mi disse che in precedenza aveva un appuntamento con Berlusconi e questo appuntamento era a Roma. Il giorno prima che arrivasse Gemayel in Italia, Speziali mi riferì- ha continuato Danesi- che l'appuntamento era saltato poiché Berlusconi non poteva più venire a Roma e però chiese di spostare l'incontro ad Arcore. Gemayel, che era stato un presidente della Repubblica, riteneva questa cosa come un'offesa. Speziali quindi mi disse che era libero e mi chiese se si poteva fare una cena a casa mia e questa cena infatti si fece. Speziali faceva l'interprete e né in questo contesto, né il altri, Gemayel non mi parlò mai delle ambizioni politiche di Speziali”. In tutta la cena poi - come ha riferito il teste - non si parlò né di Matacena, né di Scajola né di vicende legate a questo processo: “Posso solo dire- ha concluso Danesi- di aver appreso che l'incontro fra l'ex presidente del Libano e Berlusconi saltò, tanto che poi i due vennero a cena a casa mia”.

Interrogato dal procuratore aggiunto Lombardo, Danesi ha riaperto vecchie pagine della storia italiana come lo scandalo della cosiddetta lista massonica della Loggia P2. L'ex segretario elettorale della Dc infatti, fu travolto dallo scandalo dopo che fu rinvenuta la sua iscrizione alla lista della P2. Una circostanza che lo portò, negli anni Ottanta, a dimettersi dal partito e a uscire definitivamente di scena dalla politica italiana e dai vertici dirigenziali del partito. «Lo dissi all'epoca- ha affermato oggi in aula l'ex parlamentare- e lo ripeto anche oggi. Io non sono massone né sapevo di questa P2. Lo giuro sulla cosa a me più chiara, ossia su mia nipote. Avessi commesso questa cosa direi “sì è vero, ho sbagliato ma è vero”. Invece continuo ad affermare che io non ho mai avuto la consapevolezza di essere iscritto in nessuna loggia né tantomeno in quella di Licio Gelli”.

Il processo “Breakfast” è stato aggiornato al  26 febbraio quando continueranno gli esami dei testimoni citati dalle difese Rizzo, Politi, Fiordelisi e Scajola. Tra questi renderà testimonianza Giuseppe Caminiti, politico calabrese di lungo corso eletto fra le fila di Fi nel maggio del 2001. Caminiti sarebbe stato “preferito” dallo stesso Scajola che avrebbe fatto ritirare la candidatura di Matacena, indagato per reati mafiosi. Una scelta che porterà all'elezione di Caminiti alla Camera e che di fatto segnerà la “fine” politica dell'armatore reggino, successivamente condannato per concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito del processo “Olimpia”. Per la difesa di Scajola la sua testimonianza è fondamentale; fondamentale per dimostrare come già all'epoca l'ex ministro Scajola non aveva alcun legame personale con Matacena tanto da defenestrarlo dalla candidatura elettorale.

dal nostro corrispondente Angela Panzera

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