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FESTIVAL DI SANREMO | 10 febbraio 2018, 14:00

A #Sanremo2018, la grande fotografia antiviolenza a firma di Michele Simolo

Colonna sonora del video fotografico che tutela le donne il capolavoro "2 Luglio" del Maestro Giorgio Bolognese, opinionista di Sanremonews.it

A #Sanremo2018, la grande fotografia antiviolenza a firma di Michele Simolo

Perché Sanremo 2018? ‘Obiettivo No Violence’ non poteva mancare in una manifestazione così importante. La nobile iniziativa si riferisce a un progetto fotografico esclusivo per dire ‘Stop!’ alla violenza sulle donne attraverso la fotografia come mezzo di sensibilizzazione, che ha visto il coinvolgimento di più di 50 attrici, e da ben 5 anni viene presentato nelle scuole, nelle carceri, in Parlamento e in tantissimi altri luoghi istituzionali, inclusa la ‘Festa del Cinema’ di Roma.

Valeria Di Pace, stimate attrice televisiva e cinematografica italiana, Responsabile del progetto per Liguria, Piemonte e Val D’Aosta, ha portato il messaggio nei vari eventi collaterali di Sanremo 2018: combattere la violenza con corsi di autodifesa, e non trascurare mai le difficoltà dei disabili. Quindi, non esitare mai: ma denunciare, denunciare, denunciare.

Importantissima la presenza a Sanremo 2018 del valente Maestro Giorgio Bolognese, stimato compositore, pianista e Direttore D'Orchestra – opinionista di Sanremonews.it - cui l’intero progetto deve moltissimo, che ha fatto omaggio del noto brano strumentale ‘2 Luglio’, utilizzato quale intensa colonna sonora convincente e commovente nella realizzazione di un video fotografico contro la violenza sulle donne.

 

Il progetto fotografico ‘Obiettivo No Violence’ di Michele Simolo è un metodo di tipo psicoanalitico, una forma nuova e inusuale di ‘psicodramma’, un laboratorio in cui un regista-fotografo realizza e coglie degli accadimenti relazionali ispirati alla violenza di genere, che consentono alle partecipanti attrici, artisti o semplicemente persone che hanno aderito all’idea di farsi fotografare: mettendoci la faccia, sperimentandosi nella globalità del proprio ‘esserci’, generando così un efficace percorso di consapevolezza. 

Roberta Scalise

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