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APPUNTI DI LIBERESO | martedì 30 gennaio 2018, 00:00

'Il giardiniere di Calvino': negli 'Appunti di Libereso' ecco come 'dipingere' con i fiori del giardino

Una lettera di Libereso agli studenti di una scuola media di Firenze.

Il disegno allegato alla lettera inviata agli studenti

Tutti i giorni, servizio postale permettendo, Libereso riceveva delle lettere di amici o ammiratori, che gli scrivevano per chiedere un consiglio o invitarlo a qualche iniziativa. Ma i corrispondenti cui era più legato e da cui si aspettava di conoscere le novità, erano i ragazzi delle scuole, che lo avevano ospitato.

Alle loro lettere, che arrivavano da ogni parte del nostro paese, Libereso rispondeva sempre, scrivendo a mano ed allegando i suoi bellissimi disegni.

Alcuni anni fa ha inviato una lettera insieme ad alcuni semi agli studenti di una scuola di Firenze, che partecipavano ad un progetto presso l’Orto Botanico. La lettera, contenente preziose indicazioni sui colori dei fiori ed i loro accostamenti, è stata successivamente pubblicata sul mensile della scuola “Il piccolo giornale” e molti adulti hanno così potuto seguire i suoi consigli nella realizzazione dei giardini.

Disegnare col sole

Il giardino è una tela, dove l’uomo dipinge usando il colore e la forma dei fiori, gli effetti di luci ed ombre date dagli alberi, dai cespugli. I colori non devono mai urtarsi. I colori troppo violenti si attenuano con i grigi o i bianchi. Gli effetti di macchie di piante devono tener conto della grandezza della superficie. Lo sfondo scuro di una siepe è ottimo per i primi piani di cespugli a foglie dorate o argentate a fiori chiari. Mentre una siepe di piante con foglie più chiare è sfondo ideale per fiori dalle tinte difficili come il viola o il cremisi. I colori scuri nei fiori si metteranno nei primi piani mentre in lontananza pianteremo cespugli o bulbose di fiori pallidi o gialli. La natura ci insegna, da brava maestra, a unire nel sottobosco il bianco dei mughetti, le spiree dalle lunghe spighe bianche setacee, piumose, i bucaneve anch’essi candidi, i gerani pratensi, rosa pallido dei petali lucenti; il Doronicum giallo dorato rompe come un raggio di luce il tappeto smagliante degli Oxalis acetosella bianco rosata con foglie verdi pallido.

Anche negli arbusti di collina o montagna ritroviamo il maggiociondolo dai lunghi rami penduli ricchi di fiori gialli che ci colpiscono. Nelle radure dove la vegetazione è meno rigogliosa, il rosso acceso dei frutti attira l’attenzione. Troviamo il Sorbus degli uccellatori dai frutti arancio vivo, il sambuco racemoso anch’esso con frutti scarlatti e foglie molto scure, che danno risalto al lucente delle bacche.

il Corbezzolo attrae per i piccoli fiori a forma di orcio , bianche e i frutti simili a fragole mature. Un susseguirsi di tinte dal verde chiaro dei frutti giovani al vermiglio dei frutti maturi sullo sfondo di un fogliame verde metallico. Il contrasto deciso dei colori ci fa notare la bellezza dei frutti, cosicchè gli uccelli o gli animali del bosco se ne possono cibare e continuare a disseminarli.

Viva madre natura che ci offre la possibilità di usare le sue meravigliose tinte, per usarle nella creazione di piccoli o grandi capolavori nei nostri parchi o giardini

Libereso

 

 

Claudio Porchia

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