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ATTUALITÀ | 24 gennaio 2018, 14:35

Criticità nella casa circondariale di Imperia e casa di reclusione Sanremo, la denuncia del Sappe

"È evidente che in mancanza dì interventi tesi a modificare la gestione dei suddetti istituti non potrà che portare all'ennesimo detrimento delle condizioni di sicurezza dei due istituti"

Criticità nella casa circondariale di Imperia e casa di reclusione Sanremo, la denuncia del Sappe

Il Sindacato autonomo di polizia Sappe richiama l'attenzione sulla situazione degli istituti penitenziari liguri.

“A fronte di circa 1100 posti disponibili sono attualmente ristretti una media di 1400 detenuti, con picchi di sovraffollamento di oltre il 30% negli istituti di Genova Marassi e Imperia”. Ad affermarlo è il vice segretario Sappe Vincenzo Tristaino che spiega: “Nel panorama soprarappresentato, il dato più allarmante, è rappresentato dalla piccola Casa Circondariale di Imperia che nonostante una capienza di 61 posti detetiene quotidianamente una media di 100 detenut, nella quale i compiti di vigilanza e prevenzione sono affidati a un numero di poliziotti del tutto insufficienti, costretti quotidianamente a svolgere lavoro straordinario per garantire continuità al servizio, nel medesimo periodo la C.C. di Sanremo veniva trasformata in Casa di Reclusione con la conseguenza che il suddetto istituto, stante tale modifica non riceve più arrestati, con l effetto che la circondariale di Imperia  movimenta circa 800 detenuti all'anno".

"Di fatto l'aggravio di lavoro ricaduto sulla C.C. di Imperia non si è tradotto in un miglioramento delle condizioni operative presso la C.R. di Sanremo, poiché presso quest' ultimo, si susseguono una serie eventi critici che spaziano dalle reiterate aggressioni nei confronti del personale di Polizia, alle aggressioni, fisiche e verbali nei confronti dello staff sanitario, sino al recentissimo episodio di molestie nei confronti di personale della locale Asl. Peraltro la condizione della C.R. Sanremo è destinata a peggiorare, atteso che per effetto dell'imminente apertura di un nuovo padiglione detentivo, che porterà la capienza dell' istituto a circa 270/280  posti a fronte di una capienza regolamentare di poco più di 200 posti. È evidente che in mancanza dì interventi tesi a modificare la gestione dei suddetti istituti, a cominciare dalla restituzione alle sedi di appartenenza delle oltre quaranta unità di Polizia distaccate altrove e l'ulteriore aumento numerico dei ristretti non potrà che portare all'ennesimo detrimento delle condizioni di sicurezza dei due istituti. Il tutto in un clima di apparente silenzio e disinteresse da parte degli uffici centrali e regionali”.

C.S.

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