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Sanremo Ospedaletti | venerdì 12 gennaio 2018, 21:13

Sanremo: con l'Unitre lezione insieme alla prof.ssa Buja "Ha ancora un senso studiare i classici oggi?”

Il viaggio nell’oceano dall'antichità spesso porta a pensare che le lingue “morte” siano di conseguenza inutili, ma in realtà ciò non è affatto vero: la loro “inutilità” si mostra uno strumento essenziale per comprendere le nostre origini.

Venerdì 12 gennaio alle 16.00, presso la sala degli specchi di palazzo Bellevue, si è tenuto con la professoressa Lucinda Buja il secondo degli incontri intitolati “Ha ancora un senso studiare i classici oggi?”. A seguito di un ringraziamento particolare da parte della professoressa Forneris, si è dato inizio alla conferenza con la presentazione di due documenti riguardanti l’attualità del mito e la notte nazionale del liceo classico.

Il viaggio nell’oceano dall'antichità spesso porta a pensare che le lingue “morte” siano di conseguenza inutili, ma in realtà ciò non è affatto vero: la loro “inutilità” si mostra uno strumento essenziale per comprendere le nostre origini. Basato specialmente sulla politica, questo incontro ha messo in luce come l'Europa odierna sia frutto di una triplice collaborazione urbana fra Atene, Roma e Gerusalemme che ha portato alla ricerca del sapere, alla brama di libertà e agli ideali socratici. Assieme, questi, sono da sempre esercitati con libertà per un unico fine: giungere alla verità.

A tal proposito, nella civiltà greca, si elevò una personalità importante ,ossia Erodoto, rilevante appunto per la sua libertà di parola. Ripercorrendo vari autori greci, si è discusso anche del padre della medicina, Ippocrate, che verso la fine del V secolo, non solo si limita a trattare tematiche mediche, ma anche geografiche e specialmente climatiche, con cui evidenzia gli odierni archetipi di pregiudizi. Infatti, è lui stesso a dichiarare che il clima instabile europeo, ha determinato una forte temperanza nei suoi abitanti, mentre il clima stabile asiatico ha contribuito alla loro debolezza caratteriale. Sembra invece, che gli Elleni possiedano entrambe le virtù, affermate dal dominio su vasti territori.

Tra ipnotizzanti racconti e spiegazioni, la lezione è stata accompagnata da noti quadri come il “Ratto di Europa” di Fernando Botero, con il quale la professoressa ha narrato il bizzarro mito della principessa fenicia unitasi al divinità suprema Zeus. L’attualità del mito, come accennato prima, pare si riscontri anche alla base della fondazione del continente in questione. Infatti, due sono i miti principali che lo caratterizzano: quello di Enea, il simbolo per eccellenza dell’obbligo alla responsabilità, e Ulisse, rappresentante la dignità di inchiesta. Al termine, gli spettatori sono stati deliziati da innumerevoli dipinti, statue e filmati per chiarire meglio i concetti.


C.S.

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