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CRONACA | 11 gennaio 2018, 13:15

Imperia: ecco l'istanza di dissequestro della piscina presentata dall'avvocato della Rari Nantes: "Quadro generale del tutto fuorviante"

L’istanza è stata depositata questa mattina, prima che il Gip Massimiliano Rainieri decidesse di non convalidare il sequestro proprio perché non sarebbe ipotizzabile l’ipotesi di reato di disastro colposo ambientale formulata dal Procuratore Aggiunto Grazia Pradella che aveva portato al sequestro dell’impianto lo scorso martedì

Imperia: ecco l'istanza di dissequestro della piscina presentata dall'avvocato della Rari Nantes: "Quadro generale del tutto fuorviante"

La rilevanza dei fatti contestati non è tale, per gravità ed estensione, da poterli considerare un ‘disastro’”. Inizia così l’istanza di dissequestro della piscina Felice Cascione di Imperia presentata dall’avvocato Mario Leone, fratello del presidente della Rari Nantes Rodolfo, per conto della società alla Procura di Imperia.

L’istanza è stata depositata questa mattina, prima che il Gip Massimiliano Rainieri decidesse di non convalidare il sequestro proprio perché non sarebbe ipotizzabile l’ipotesi di reato di disastro colposo ambientale (leggi QUI) formulata dal Procuratore Aggiunto Grazia Pradella che aveva portato al sequestro dell’impianto lo scorso martedì. (leggi QUI)

Il provvedimento cautelare – si legge ancora nell’istanza – è stato emesso sulla base di presupposti forniti principalmente dalla Relazione dell’ARPAL, non conformi alla reale situazione in cui versa l’impianto natatorio e come lo stesso viene gestito dalla Sco. RARI NANTES, ingerendo così ulteriore confusione nella vicenda”.

La società contesta il provvedimento di sequestro, in particolare per quanto riguarda la manutenzione che, secondo la Procura e la relazione del direttore del dipartimento prevenzione ASL di Genova Carlo Canossa, non verrebbe effettuata in maniera adeguata.

Per Leone, però, “Vengono effettuati annualmente nella Piscina Comunale molti interventi di manutenzione dell’impianto come risulta da documentazione acquisita il 4/12/2017 dagli agenti di PG. […] Si fa riferimento a contratti di pulizia ‘mai stipulati’.

Al riguardo, si chiarisce che è destinato alla pulizia delle tribune, degli spogliatoi e locali in genere,  n. 1 dipendente e a tempo pieno […] come da contratto di lavoro subordinato annuale (sempre prorogato).

Inoltre, come accade normalmente nelle piscine, la pulizia dei bordo-vasca è assicurata dai n. 3 bagnini dipendenti della RARI NANTES, i quali la effettuano con prodotti specifici messi a loro disposizione e ritenuti congrui dalla stessa ARPAL
”.

Un’altra contestazione mossa alla Procura è la parte riguardante le piastrelle staccate dal fondo vasca.

Si fa riferimento a molteplici piastrelle staccate a fondo vasca. – scrive Leone – A riguardo, si producono n. 4 foto della piscina comunale fatte proprio il giorno 9/01 u.s. in occasione del sequestro, dalle quali si evince che non sussiste alcuna piastrella distaccata.

Effettivamente nei giorni scorsi vi era stato qualche distacco (foto pubblicate anche sui giornali on-line), ma era già stata prevista l’immediata riparazione in tempi brevi, come peraltro comunicato più volte allo stesso Dott. Canossa dell’ARPAL
(Il dottor Canossa è in realtà direttore del dipartimento prevenzione ASL di Genova ndr).

Circa l’impossibilità ad ottenere una adeguata igienizzazione della vasca natatoria grande e relativo bordo vasca per piastrelle rotte e/o staccate, si fa sommessamente presente che ciò è una affermazione assolutamente personale e priva di riscontri effettivi, posto che i macchinari e i prodotti usati per la pulizia sono stati dichiarati idonei dall’ARPAL la quale ha rilevato che i valori dell’acqua delle vasche natatorie sono conformi ai parametri di legge.
E’ di tutta evidenza la contraddizione sul punto
”.

 L’istanza verte anche sulla contestata assenza di documentazione presente in piscina.

Viene contestata una ‘inspiegabile carenza documentale’ rinvenuta nell’impianto. Unica carenza, di cui si dirà meglio in seguito, riguarda l’assenza del ‘piano di rischio di valutazione della legionella’ per il quale con mail del 12/12/2017 è stata richiesta la relativa predisposizione.

Tutta la documentazione (interventi di manutenzione) o era già stata acquisita o non è stata richiesta (vedi contratti di pulizia).

Paradossale è poi il fatto che i registri di manutenzione dell’impianto non sono stati rinvenuti in quanto ancora in possesso della Polizia Postale di Imperia la quale ebbe a sequestrare molta documentazione in piscina in occasione di un procedimento penale contro l’ex Presidente Ramone (poi andato assolto). […]"
.

CAPITOLO LEGIONELLA

Posto che al di là di puri fattori estetici (qualche piastrella di diverso colore stante l’impossibilità a reperirne uguali) la pulizia e la manutenzione dell’impianto natatorio è assicurato dalla ASD RARI NANTES in maniera adeguata al bisogno, l’unica contestazione da meglio esaminare in profondità e che sostanzialmente e forse esclusivamente ha causato il sequestro preventivo, è il rinvenimento in n. 5 pigne delle docce (n. 2 maschili n. 2 femminili e n. 1 per disabili) di valori oltre la norma di Legionella Pneumofila Tipo 2-14.

Al riguardo, si produce attestazione della Tutto-Gas Klima del 9/01/2018 che oltre a dichiararsi disponibile a intervenire immediatamente per risolvere il problema delle docce, chiarisce che il tutto ‘è concentrato nelle pigne delle docce ormai ricche di calcare e sicuramente vetuste’.

Inoltre, in merito al pericolo per la pubblica incolumità, è bene sapere che in vari Paesi del Mondo, tra cui Australia e Francia, il limite è di 10.000 e quindi ben al di sopra di quanto rinvenuto negli spogliatoi maschili e per disabili, mentre per quelli femminili i valori rinvenuti di 26.000 e 27.000 derivavano dal fatto che le docce non erano ancora state utilizzate in mattinata.

Non essendovi alcun impianto di climatizzazione aeraulico con umidificatori o altro di similare e tenuto conto che l’acqua delle vasche non ha niente a che vedere con quella delle docce, è di tutta evidenza che sarebbe sufficiente inibire l’accesso ai locali docce sino a quando verrà effettuata la bonifica".
[…].

Nell’istanza di dissequestro, la società allega anche la relazione del Dott. Paolo Varano di Imperia, specialista in Medicina del Lavoro, il quale “riferisce che la presenza di Legionella Pneumofila è una nota costante e non infrequente negli impianti idrici pubblici, ma che la sicurezza può essere garantita – nel caso di specie -  impedendo l’accesso ai locali doccia in attesa della bonifica. Dopodiché, occorrerà procedere con nuovi esami di ricerca della ‘legionella’ i cui tempi sono di circa 10 gg”.

Prima delle richieste finali, – scrive ancora Leone – non si può omettere di rilevare che il quadro generale dato dell’impianto natatorio ‘F. Cascione’ è del tutto fuorviante e non reale, ad eccezione di quanto rinvenuto per la Legionella Pneumofila nei locali doccia. Basti pensare che negli ultimi anni la Piscina Comunale di Imperia è stata frequentata da atleti di rappresentative sia nazionali (a tutti i livelli) che internazionali, di vari Paesi europei ed extraeuropei; si sono svolti settimanalmente campionati di serie A maschili e femminili di pallanuoto con Team provenienti da molte città italiane; tecnici di varie nazioni hanno tenuto le loro riunioni periodiche, sicché qualora vi fossero stati dei problemi, certamente la FIN (Federazione Italiana Nuoto) o altri Enti sarebbero prontamente intervenuti con rilievi o quant’altro”.

Questa la motivazione con cui la società ha richiesto il dissequestro dell’impianto.

Francesco Li Noce

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