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INSIDER | venerdì 29 dicembre 2017, 17:00

Happy New Diesel

Buon anno, è finita la pacchia, basta ubriacature di gasolio oltreconfine. Dal primo gennaio, come conseguenza della politica fiscale voluta dal ministro della Transizione ecologica, Nicolas Hulot, il carburante in Francia costerà molto di più, grazie ai nuovi aumenti della “taxe carbone” e della tassa sul consumo dei prodotti energetici (TICPE, taxe intérieure de consommation sur les produits énergétiques), per un totale di 7,6 centesimi al litro, Iva esclusa.

Automobilista avvisato, mezzo salvato: chi vuole approfittare dell’ultimo weekend di prezzi più convenienti, farà bene a programmare una scappata a Mentone o Nizza, con la scusa di una passeggiata sui mercatini di Natale, con annesso cartoncino ripieno di churros alla Nutella.

Rimembro ancora quel dì di spesa al grande centro commerciale transalpino, quando il gasolio alla pompa era venduto a meno di un euro al litro, zerovirgolanovecentoequalcosa, cifra immortalata da una foto sul cellulare, prima che i guastatori della mobilità inquinante e insostenibile trionfassero all’Eliseo.

La ricetta del governo francese è la seguente: il gasolio entro pochi anni dovrà costare quanto la benzina (tecnicamente, si parla di “convergenza fiscale” dei due carburanti) nell’ambito di una lotta senza quartiere ai veicoli con motori a combustione interna, per i quali già si prospetta il divieto di commercializzazione in una data lontana lontana ma non troppo, forse il 2040.

Eppure, hanno ragione, Hulot e il presidente Emmanuel Macron. Il diesel è sporco, bisogna ridurre con urgenza le emissioni inquinanti nei trasporti, il futuro dell’auto è nella componente elettrica, ibrida, più difficilmente a idrogeno. Perché poi il gasolio dovrebbe essere avvantaggiato rispetto alla benzina?

La logica della moderna fiscalità ecologica è che le tasse dovrebbero rispecchiare il “contenuto” di sostanze inquinanti dei prodotti che consumiamo. Diffidate, quindi, delle stupidaggini in stile berlusconiano, di chi promette di eliminare il bollo sulla prima auto, che sarebbe un grossolano errore. Il costo del bollo, piuttosto, andrebbe calibrato sulla quantità delle emissioni medie di anidride carbonica per chilometro, azzerandolo per i veicoli 100% elettrici.

Luca Re

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