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POLITICA | domenica 10 dicembre 2017, 07:11

Rapporti tra Liguria ed Europa tra pesca, spiagge e tutela dei prodotti tipici: un focus con l’Europarlamentare Renata Briano (VIDEOINTERVISTA)

“L’Europa è una grande opportunità ma si dia un’accelerata alla richiesta dei fondi europei. Nella pesca se ne spende solo il 3,5% ed è un dato inquietante”

Renata Briano, Europarlamentare 'S&D'

Nei mesi e negli anni i rapporti tra il territorio ligure e l’istituzione europea non sono stati sempre idilliaci. Specie nella salvaguardia dei prodotti tipici Bruxelles è sempre stata vista come la ‘matrigna’ che vuole imporre regole senza la minima salvaguardia delle tradizioni secolari della nostra Regione. Ma è davvero così o è solo un passo verso la modernità che alcuni devono ancora capire?

Ne abbiamo discusso a fondo con l’Europarlamentare genovese Renata Briano (S&D) che abbiamo incontrato nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles. Dal pesto all’oliva taggiasca, dalla pesca ai balneari. Tutti temi che hanno portato allo scontro tra istituzioni locali ed europee. 

 

Sembrano istituzioni distanti, ma in realtà sarebbe impossibile immaginare la Liguria fuori da un contesto europeo – ci spiega l’On. Briano – occorre avvicinare le istituzioni perché l’Europa è una grandissima opportunità. Lo è anche per i fondi europei e sono tantissime le realtà locali che riescono ad ottenerli”.

Capitolo prodotti locali – “Sui prodotti del territorio la percezione che si ha dell’Europa spesso è giusta, anche se alcune volte si fa troppo presto ad addossare le colpe. L’Europa deve dare delle regole generali senza però entrare nel particolare. Regioni come la nostra che non hanno grandi produttori, è tutto quasi a produzione artigianale, non possono avere le stesse regole che valgono per le grandi pianure del Centro Europa. La sensazione è che le multinazionali la facciano da padrone e vadano ad appiattire le nostre realtà locali. La globalizzazione, però, non è un fenomeno che si può fermare, la competizione ormai esiste. Il problema è come la politica possa incidere nelle regole del mercato”.

Capitolo balneari – “In questo campo cerchiamo di essere il più europeisti possibile ma facendo anche squadra come italiani. I balneari sanno bene che siamo compatti per difenderli, la loro è una tradizione italiana. Anche qui dobbiamo, con regole chiare, salvaguardare chi ha investito in modo che ci sia anche un buon servizio per i cittadini. Senza dimenticare che il mare è di tutti, non è privato”.

Capitolo pesca – “E’ un tema importantissimo perché inserisce anche il tema della sostenibilità ambientale. Senza pesci non potrebbero sopravvivere i pescatori. Ma anche qui interviene la globalizzazione, basti pensare che l’80% del pesce che mangiamo viene dall’estero. Dobbiamo quindi lavorare sulla politica estera, non possiamo solo dare regole ai nostri pescatori senza verificare che coloro dai quali lo importiamo non rispettino le loro. I consumatori hanno il diritto di sapere dove, come e quando è stato pescato il pesce che mangiano”.

Infine un augurio e un consiglio – “Il mio augurio ai cittadini e alle istituzioni liguri è di spendere meglio i fondi europei perché sarebbero una grande boccata d’ossigeno per il territorio. Sulla pesca siamo al 3,5% rispetto alla programmazione ed è un dato inquietante. Noi dobbiamo semplificare, ma bisogna anche darsi una mossa sul territorio”.

Pietro Zampedroni

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