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ECONOMIA | domenica 03 dicembre 2017, 07:45

Quanto costano i figli

Un recente studio di Federconsumatori ha analizzato quali siano i costi che maggiormente incidono sulle spese di una famiglia in Italia.

Un recente studio di Federconsumatori ha analizzato quali siano i costi che maggiormente incidono sulle spese di una famiglia in Italia. I fattori da prendere in considerazione sono il reddito e patrimonio dei genitori; il luogo di residenza; lo stile di vita e la composizione del nucleo familiare (negli ultimi anni è triplicata la percentuale delle famiglie con un solo genitore, dal 9 al 30 per cento). Ne ’I costi per crescere un figlio da 0 a 18 anni’ (questo il nome dello studio pubblicato da Federconsumatori) è stata analizzata come parametro di riferimento una famiglia composta da madre, padre e due figli, residente in un appartamento da 100 metri quadrati, sito in una grande città del centro-nord Italia.

Le spese che una famiglia tipo deve sostenere ogni mese sono:

· la gestione della casa: il mutuo o l’affitto, le varie bollette, i costi di manutenzione;

· l’ alimentazione: la spesa e eventuali pasti fuori;

· i trasporti: costi sostenuti sia per l’auto che i mezzi pubblici;

· i vestiti;

· la salute: nei quali sono compresi i costi non coperti dallo Stato;

· l’educazione, dato che andare a scuola ha un costo tra libri, gite e doposcuola.

A questo si aggiungono l’intrattenimento, lo sport, e i regali.

Ben si comprende come i figli vadano a contribuire notevolmente nei costi mensili di una famiglia.  La ricerca sottolinea come per crescere un figlio da 0 a 18 anni servono 113 mila euro alle famiglie che hanno un reddito basso (fino a un reddito di 22.100 euro annui), 171 mila euro alle famiglie con un reddito medio (37.500 euro/anno), 271 mila per quelle con un reddito alto (sopra i 68.000 euro/anno).

Tanto più che il sistema scolastico italiano non va certamente incontro ai genitori che lavorano full time non prevedendo un servizio di custodia oltre le 17.30/18. L’indagine Eurispes del Rapporto Italia 2017 mostra come il 23% delle giovani famiglie si rivolge ai nonni per il doposcuola. Secondo Sitter Italia by Sitly, portale che mette in contatto famiglie e aspiranti baby sitter , più del 40% dei genitori possono contare su una tata. Certo questa rappresenta una spesa aggiuntiva, ma non tutti hanno la possibilità di avere i nonni a disposizioni e molti preferiscono uscire dalla dinamica alcune volte viziosa ‘nonni-nipoti’. Senza contare l’estrema flessibilità che una baby sitter garantisce in caso di imprevisti come malattie o intoppi lavorativi last minute, o per uscire la sera.

Qualche esempio di tariffe per la Liguria? Secondo Sitter Italia by Sitly, le baby sitter che lavorano nei capoluoghi liguri sono piuttosto care: a parte a Savona con 7,8 euro di tariffa oraria (la media nazionale è 7, 67 euro), le baby sitter di La Spezia chiedono 8,07 euro, quelle di Genova 8,26 eruo e quelle di Imperia 8,29 euro. Per non parlare di San Lorenzo Al Mare, sempre in Liguria, dove vengono chiesti 12 euro all’ora, mentre a Sanremo e a Portofino la media si aggira su 8. Certamente accordarsi per una collaborazione continuativa porta vantaggi da entrambe le parti.

cs

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