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POLITICA | 23 novembre 2017, 18:35

Crisi politica e dimissioni degli Assessori PD ad Imperia: quali gli scenari futuri dopo la frenetica giornata?

Saranno giorni, settimane o forse mesi difficilissimi per Imperia sul piano amministrativo e politico. Cosa accadrà ad oggi è difficile a dirsi, ma il mese di dicembre sarà sicuramente cruciale. La via del Commissariamento è una delle possibilità, mentre in molti tra gli esponenti politici, il pensiero è già alle prossime elezioni.

Crisi politica e dimissioni degli Assessori PD ad Imperia: quali gli scenari futuri dopo la frenetica giornata?

Dopo le dimissioni dei quattro Assessori del Partito Democratico ad Imperia, quali sono gli scenari sul futuro politico ed amministrativo della città capoluogo? Difficile al momento fare delle previsioni, anche se quello che è certo che l’eventuale caduta dell’Amministrazione potrà arrivare solo dalle dimissioni del Sindaco, dalle eventuali dimissioni di massa dei Consiglieri o dalla mozione di sfiducia, che al momento non è però ancora stata decisa.

Questa mattina, come prima decisione del dopo dimissioni, il Sindaco Carlo Capacci ha nominato in qualità di vice Guido Abbo, ma al momento non sono previste nomine di nuovi Assessori in luogo dei dimissionari, oppure ridistribuzione delle deleghe verso quelli che sono rimasti. Ci sono le due date di Consiglio comunale, già fissate ieri dalla Conferenza dei Capigruppo ma, secondo i ben informati non dovrebbero portare a scossoni politici importanti. Giovedì 30 l’assise imperiese tratterà i finanziamenti dei progetti per la piscina, il teatro, la zona di Montegrazie e le scuole di largo Ghiglia. Il 1° dicembre, invece, l’unica pratica in discussione sarà la pratica presentata dal Sindaco, nella quale chiederà di posticipare di 60 giorni, l’ingresso del Comune di Imperia in Rivieracqua, alla luce dell’istanza di fallimento presentata da Amat.

Quindi, senza dimissioni del Sindaco o le eventuali dimissioni di massa dei Consiglieri, l’unico modo per la eventuale caduta dell’Amministrazione è la mozione di sfiducia. Ma, tecnicamente, qual è l’iter? Innanzi tutto serve ovviamente la condivisione tra i partiti che rappresentano i Consiglieri comunali. Quindi deve essere presentata nella Conferenza dei Capigruppo e, entro 10 giorni viene portata in Consiglio e, quindi, con i tempi tecnici necessari non potrà essere votata prima di Natale.

La giornata odierna, sul piano politico per la città di Imperia, è stata sicuramente da ricordare. All’inizio la vicenda Rivieracqua, per la riunione del Consiglio Provinciale e poi per il blitz della Finanza nella sede dell’azienda pubblica. Quindi la riunione di Giunta e la decisione delle dimissioni degli Assessori, presa al termine di una rapida riunione nella sede del PD: “Abbiamo ribadito la nostra decisione – ha detto il Segretario provinciale, Pietro Mannoni - ed i nostri Assessori consegneranno le dimissioni, mentre domani in una conferenza stampa spiegheremo le nostre strategie dei prossimi giorni”.

Per gli Assessori dimissionari ha parlato l’ex vice Sindaco Zagarella (che ha anche inviato una lettera aperta, cliccando QUI): “Abbiamo tentato di fare del nostro meglio e cercheremo di farlo sempre. L’auspicio è quello che anche altri possano fare questa esperienza che arricchisce sul piano umano e professionale. Abbiamo del personale con una altissima professionalità ed è stato un onore lavorare con loro. C’è un po’ di tristezza, anche perché è un lavoro fatto volentieri e con passione. Sono molte le cose lasciate da fare perché ci sono molti aspetti che si volevano portare avanti”.

Proprio per l’incontro di domani c’è interesse, per capire come verranno motivate le dimissioni degli Assessori (ovviamente legate alla volontà di ‘attesa’ del Sindaco per l’ingresso di Amat in Rivieracqua) e come si svilupperanno i prossimi mesi in chiave politica ad Imperia, che in primavera andrà pure al voto. Il Sindaco, dopo le dimissioni, non le ha mandate a dire ed ha aperto anche a scenari apocalittici per la città.

“Non so ancora cosa accadrà all’Amministrazione da qui alla scadenza naturale del mandato – ha detto Capacci - ma mi auguro che, per il bene della città, i Consiglieri abbiano a cuore la situazione e mi consentano di arrivare alla fine dello stesso. Il Comune, infatti, si trova in una situazione finanziaria critica dal 2012 e siamo spesso chiamati dalla Corte dei Conti, in relazione al piano di risanamento che la mia Amministrazione ha portato avanti. Se venisse un commissario, la prima cosa che potrebbe fare, sarebbe quella di porre l’ente in ‘dissesto economico’, con la conseguenza che, per i prossimi 10 anni ci sarebbe un piano di risanamento che impedirebbe di fare investimenti per la città”.

Saranno giorni, settimane o forse mesi difficilissimi per Imperia sul piano amministrativo e politico. Cosa accadrà ad oggi è difficile a dirsi, ma il mese di dicembre sarà sicuramente cruciale. La via del Commissariamento è una delle possibilità, mentre in molti tra gli esponenti politici, il pensiero è già alle prossime elezioni.

(Sotto tutte le notizie pubblicate oggi sulla crisi politica ad Imperia, con le interviste ai protagonisti)

Carlo Alessi

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