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INSIDER | mercoledì 08 novembre 2017, 17:00

SpazzABC

Le telecamere puntate sui cassonetti, le nuove sanzioni per chi getta i sacchi della spazzatura senza seguire le regole, il rifiutometro con le indicazioni per separare in modo corretto i vari materiali: con tutti questi provvedimenti, non si capisce se gli imperiesi siano “furbetti” della rumenta (quindi svogliati, indifferenti al problema dell’accumulo di scarti) o siano colpiti da analfabetismo funzionale in tema di “rifiuti zero”. Probabilmente entrambe le cose.

Molti comuni hanno le loro colpe, questo è certo, perché non sono ancora riusciti a organizzare un servizio efficiente di raccolta differenziata. La Liguria in generale, quella di Ponente in particolare, è in ritardo cronico anche per la costruzione di moderni impianti di trattamento meccanico-biologico (il biodigestore di Colli ad esempio), indispensabili per ridurre al minimo lo smaltimento in discarica. Gli ultimi dati dell’Ispra sono avvilenti: Imperia è la Provincia più “sporca”, quella che differenzia meno rifiuti, in una Regione il cui tasso di recupero-riciclo è da profondo Sud. Solo sei realtà fanno peggio di noi: Lazio, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia.

A prescindere dagli errori a livello politico e imprenditoriale - le aziende dovrebbero fare la loro parte, realizzando confezioni più semplici e con minore quantità di materiali - non credo serva una laurea speciale per comprendere l’ABC del conferimento rifiuti (qui le regole: repetita iuvant).

Chiudo con la seguente osservazione: tutti i fumatori, con poche eccezioni, hanno imparato a rispettare il divieto di accendere le sigarette nei luoghi pubblici, eppure il vizio di buttare la cicca per terra, quello rimane. Lo stesso gesto di sempre, il mozzicone finisce nel tombino. Pare una bazzecola, ma è proprio un atteggiamento simile, di noncuranza, che continua a guidare i nostri lanci di sacchetti alla rinfusa nei bidoni, quando va bene, direttamente lungo le strade, in compagnia di materassi e oggetti di varia natura, quando va male. Più che l’economia circolare, facciamo l’economia dello spreco.

Rapporto Rifiuti Urbani 2017 Ispra (sintesi pdf)

Luca Re

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