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INSIDER | lunedì 23 ottobre 2017, 17:00

Fotovoltaicum tremens

Medesima sorte accomuna i progetti delle “energie alternative” nella nostra Provincia: tutto finisce in un parcheggio, letteralmente, perché inutilizzato, abbandonato, con evidente spreco di denaro pubblico e false promesse ai cittadini, allungando la lista delle magnifiche fonti rinnovabili e regressive.

Vale per gli autobus a idrogeno di Riviera Trasporti, paladini della mobilità (in)sostenibile a zero emissioni di anidride carbonica, sempre fermi in un deposito, e vale per l’impianto fotovoltaico sul lungomare di Bussana, costruito anni orsono su un parcheggio di Area 24. Quel parcheggio, con annessa pensilina solare, avrebbe dovuto garantire degli introiti alla società che gestisce la ciclopista, grazie anche all’energia generata dai pannelli fotovoltaici, cedendo elettricità alla rete di giorno e prelevando chilowattora a credito durante la notte. I comuni potrebbero così ridurre i costi delle bollette per illuminare il tracciato.

L’impianto era stato realizzato con i fondi stanziati dal governo, in occasione dei 150 anni dell’unità nazionale nel 2011: la Liguria aveva ottenuto un pacchetto milionario per completare la riqualificazione dell’ex ferrovia tra Ospedaletti e S. Stefano al Mare, ma la copertura fotovoltaica non è mai entrata in funzione (vedi qui il servizio del nostro giornale). I cavi penzolanti nella brezza mediterranea segnalano che la connessione alla rete dei pannelli è rimasta nel libro dei sogni “puliti”.

Di soluzioni innovative s’è discusso più volte, quando il tema era il futuro della pista ciclabile. L’allora presidente di Area 24, Tullio Russo, nel 2010 parlava di tettoie solari, che sarebbero diventate il fiore all’occhiello verde del percorso, con numerosi punti di ricarica per le biciclette del bike-sharing elettrico. Questa è una delle tante, troppe visioni incompiute che si sono susseguite nella storia del parco costiero.

Il fotovoltaico è una tecnologia in rapidissima evoluzione: un impianto come quello parcheggiato a Bussana, installato oggi, costerebbe molto meno e sarebbe molto più efficiente, quindi è doppiamente assurdo che l’investimento - se così si vuol definire - non abbia dato alcun frutto energetico né economico. È stato solo un costo, salato e improduttivo.

Luca Re

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