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CRONACA | giovedì 19 ottobre 2017, 12:55

Imperia: chiede aiuto in A10 per un guasto ma viene denunciato per furto e detenzione di materiale pedopornografico

Un marocchino di 30 anni aveva pannelli fotovoltaici rubati all'interno del camion e, sullo smartphone filmati raccapriccianti e pedopornografici.

Gli agenti della Polizia Stradale di Imperia hanno indagato e segnalato all’Autorità Giudiziaria di Imperia per il reati di riciclaggio, nonché alla Procura della repubblica di Genova per il reato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, in formato digitale, un 30enne marocchino (Y.N.).

Domenica scorsa, una pattuglia Stradale servizio in A10, è stata inviata sulla piazzola di sosta in corrispondenza del chilometro 113 (carreggiata nord), sul territorio del Comune di Imperia, per un autocarro in panne. La pattuglia ha identificato il conducente (il trentenne marocchino, regolare e residente a Salerno). Agli agenti ha riferito di aver avuto problemi al motore e di aver provveduto a richiedere soccorso tramite il personale autostradale. Ma gli accertamenti sulla banca dati, hanno permesso di stabilire che l’uomo era già stato indagato per furto di pannelli fotovoltaici.

E’ stato quindi controllato  il vano di carico dell’automezzo, che ha permesso ai poliziotti di scorgere uno strano sbarramento verticale eretto con la sovrapposizione di parti di mobilio, per nascondere il rimanente carico. Il personale della Polizia ha perquisito il marocchino ed il veicolo. All’interno sono stati trovati 200 pannelli fotovoltaici, presumibilmente di provenienza furtiva. Non solo, nella parte retrostante il sedile del conducente veniva rinvenuto un pacchetto contenente 231 etichette adesive riportanti i dati tecnici di pannelli fotovoltaici, da applicare su di essi, una volta venduti. Il tutto è stato sottoposto a sequestro penale.

A seguito di attente e certosine ricerche per diversi giorni, oggi è stata stabilita con certezza la provenienza illecita dei pannelli fotovoltaici, da alcuni furti avvenuti in Puglia. Al momento della perquisizione, il cittadino marocchino è risultato in possesso di uno smartphone che conteneva al suo interno diversi video. In particolare, l’attenzione degli agenti è stata attirata da un filmato raffigurante una scena in cui alcuni sconosciuti squartavano, con dei coltelli, dei cadaveri. Si tratterebbe della cosiddetta ‘sepoltura celeste’ antico rito funerario tibetano, ancora oggi praticato da alcune comunità. Il rito prevede che il corpo del defunto venga scuoiato ed esposto agli avvoltoi. Infatti, nel filmato appaiono tali rapaci.

Una più attenta analisi dei contenuti video presenti nello smartphone, permetteva di scoprire, la ulteriore presenza di un file pedopornografico dove una bambina della presunta età di 13/14 si denudava completamente. Ancora un altro video, mostrava il selvaggio pestaggio di un bambino nella pubblica piazza. Per questo l’uomo è stato denunciato.

Carlo Alessi

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