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CRONACA | mercoledì 13 settembre 2017, 18:22

Reggio Calabria: ripreso il processo Scajola, Fiordelisi "Non c’erano rapporti fra il ministro Scajola e i coniugi Matacena-Rizzo"

Il processo 'Breakfast' è stato rinviato al 27 settembre sempre a Reggio Calabria; sarà ancora una volta la Fiordelisi a rispondere alle domande delle parti. La donna continuerà il controesame da parte del proprio legale e si sottoporrà alle domande degli altri difensori.

"Non c’erano rapporti fra il ministro Scajola e i coniugi Matacena-Rizzo. Ne sono sicurissima al 100 per cento". È Mariagrazia Fiordelisi, la storica segretaria dell’armatore reggino ad averlo detto oggi al pm antimafia Giuseppe Lombardo. La donna, imputata nel processo 'Breakfast' insieme a Claudio Scajola, Chiara Rizzo e Martino Politi, ha continuato l’esame condotto dall’accusa il cui inizio si è registrato nella scorsa udienza del 19 luglio.

Assistita dall’avvocato Cristina Dello Siesto, la Fiordalisi ha raccontato al Tribunale di Reggio Calabria, presieduto da Natina Pratticò con a latere i togati Arianna Raffa e Stefania Rachele, le occasioni in cui i coniugi Matacena-Rizzo si sarebbero rapportati con l’ex ministro dello sviluppo economico. "Non conoscevo l’onorevole Scajola e non conoscevo la sua segretaria- ha dichiarato la Fiordelisi- Sapevo che loro si conoscevano perché erano stati nello stesso partito, Forza Italia, ma io non ha mai visto rapporti fra di loro. Non ho mai preso appuntamenti. L’unica cosa che ho visto sono stati due episodi. Uno quando  in ufficio  a Montecarlo la signora Rizzo mi disse di fare un numero di telefono perché doveva ringraziare tale Claudio. Ho digitato il numero che mi diede la signora Rizzo ed  comparsa la voce “segreteria Scajola".

Mi rispose la segretaria e non feci altro che passare la telefonata alla signora che doveva ringraziare l’onorevole per i biglietti del festival di Sanremo. Ciò avveniva nel febbraio 2011. Un’altra volta invece, sentì che i coniugi si preparavano per andare a casa di Scajola in quanto c’era un evento. Suonava una pianista, un’artista insomma. Questi sono stati gli unici due episodi che io ho visto. Mai fatto telefonate, mai inviato email- ha dichiarato sicura Maria Grazia Fiordelisi-  non ho mai scritto qualcosa. Per me Scajola non esisteva o meglio esisteva per conoscenza come poteva esistere per la signora Rossi, chi è che non lo conosce? Ma io non ho mai avuto rapporti con lui, né ho visto che i coniugi Matacena avevano alcun rapporto con l’onorevole. Sono sicurissima al 100 per cento".

Stando a quanto dichiarato oggi dalla storica segretaria dell’ex parlamentare del Pdl (attualmente latitante a Dubai) e della moglie questi sarebbero stati gli unici due contatti fra i Matacena e l’ex ministro Scajola. La donna era in stretto contatto con gli armatori e in quell’ufficio di Montecarlo ci ha lavorato parecchi anni e quindi conosceva tutte le attività della famiglia. Mariagrazia Fiordalisi, originaria di Lauria, in provincia di Potenza, vive  da tempo a Sanremo, ma nel Principato curava le principali attività del gruppo Matacena.

Per il gip del Tribunale di Reggio Calabria Olga Tarzia, che ordinò gli arresti domiciliari nei suoi confronti, ormai più di tre anni fa, la segretaria di Matacena "E' detentrice di ogni informazione, impegnata nelle movimentazioni economiche e persona a cui si rivolge sistematicamente, senza necessità di spiegazioni, Chiara Rizzo, evidentemente delegata dal marito". La Fiordelisi è accusata inoltre, di aver tentato di 'salvaguardare' il grande patrimonio dei coniugi Rizzo-Matacena da un’eventuale procedura di misure di prevenzione patrimoniali. Anche per lei, come per tutti gli altri imputati, le accuse contestate dall’Antimafia sono aggravate dall’aver agevolato la ‘ndrangheta. Rizzo, Politi, Scajola e Fiordelisi poi sono accusati di aver messo in piedi un tentativo per favorire la latitanza dell’ex esponente di FI.

In particolare per la Dda Scajola, insieme agli altri imputati del processo 'Breakfast', avrebbe programmato il suo spostamento dagli Emirati Arabi in Libano, precisamente a Beirut. Un tentativo che non si concretizzò mai, ma che è costato per tutti un’ordinanza di custodia cautelare. “Quando lessi - ha dichiarato la Fiordelisi - che nelle accuse ero associata al ministro Scajola rimasi sorpresa, scioccata. Io non l’ho mai visto né sentito e né ho mai visto e sentito i coniugi Matacena avere rapporti con lui”.

Il processo 'Breakfast' è stato rinviato al 27 settembre sempre a Reggio Calabria; sarà ancora una volta la Fiordelisi a rispondere alle domande delle parti. La donna continuerà il controesame da parte del proprio legale e si sottoporrà alle domande degli altri difensori, nello specifico dei legali Corrado Politi e Tonino Curatola, difensori di Martino Politi, dell’avvocato Candido Bonaventura che assiste Chiara Rizzo, e del collegio dei difensori di Claudio Scajola, composto dai legali Giorgio Perroni, Elisabetta Buisito, Elisabetta Buisito e Patrizia Morello. Anche l’ex ministro a breve salirà sul banco degli imputati per rispondere alle domande dell’accusa e degli avvocati. Il suo “esame” infatti, è previsto il quattro ottobre. 

dal nostro corrispondente Angela Panzera

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