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INSIDER | mercoledì 16 agosto 2017, 17:00

Surreale d’agosto

Sogni artistici d’estate. Allora, io ci proverei, a chiamare Christo, proprio lui, l’artista di fama mondiale, quello dei Floating Piers, le passerelle galleggianti di tre chilometri e mezzo, adagiate sulle acque del lago d’Iseo a giugno dell’anno scorso. Gli manderei una mail, farei un po’ di stalking telefonico, gli suggerirei nell’orecchio, con tono lievemente dimesso ma convinto, di dedicare un giretto a Imperia.

Gli direi: vedi Christo, qui in città abbiamo una serie interminabile di cose chiuse, una teoria di elementi postindustriali, post culturali, post apocalittici, mica male per un piccolo capoluogo di una post provincia senza soldi, al pari del suo bistrattato comune. Vedi, potresti impacchettare la biblioteca, imballare il teatro, avvolgere nel Domopak il museo del Presepe, confezionare con teloni dorati le gru del porto, incartare questo e quello - anche l’ufficio turistico e Villa Grock - aggiungere un fioccone rosso sul pastificio Agnesi, magari nel frattempo installare un gigantesco profumatore d’ambiente (il depuratore puzza), stendere veli semi pietosi, tappeti tappabuchi, perché Imperia nemmeno ha voluto il drappo rosso di Toti.

Christo, aiutaci, salvaci, con una delle tue grandiose opere omnicomprensive, land-art, coinvolgenti, mirabili, stupefacenti. Ti diamo in dono mezza città da coprire nella foggia che riterrai più opportuna, quale altro comune ti offrirebbe tanto! Imperia diventerebbe un monumento diffuso alla crisi d’identità, allo spaesamento dell’uomo contemporaneo di fronte all’incertezza per l’avvenire; ma anche un dono inatteso, una temporanea esibizione di ottimismo.

Le cose chiuse, auto consumate, abbandonate, deliranti, sbriciolate, consunte, in cerca di una collocazione spaziotemporale che solo l’arte può dare. Il comune si accontenterebbe di una modesta percentuale dei guadagni, certamente ingenti, che deriverebbero dalla vendita di schizzi, bozzetti, materiali, modellini. Migliaia, forse milioni, di persone arriverebbero in città, in preda alla curiosità e al desiderio di sentirsi appagate, di appartenere a qualcosa di meraviglioso, quasi ultraterreno. Pensieri sul toboga. Stop. Dimentica.

Luca Re

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