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INSIDER | mercoledì 02 agosto 2017, 17:00

La montagna, là fuori

Val Gardena - Sassolungo e Sassopiatto visti dall'Alpe di Siusi

SELVA DI VAL GARDENA - Lunedì 31 luglio, un’altra mattina di sveglia anticipata per cogliere la montagna nella sua veste più quieta. Silenzio, nessun escursionista in giro, la Vallunga tutta per me in una piacevole frescura. Quando raggiungo la testata della valle, sul ghiaione dove inizia la salita per il rifugio Puez, la corsa lascia il posto alla camminata veloce. Il sentierino piega a sinistra, s’inerpica a zig-zag, fiancheggia balconate rocciose, interrotto in certi punti da avvallamenti terrosi, ancora umidi, che raccolgono l’acqua dei temporali estivi. Dal rifugio mancano 400 metri di dislivello per toccare il Piz de Puez (2913 m).

La vista dalla cima riempie gli occhi a 360 gradi, spaziando dalla Val Badia alla Val Gardena; un numero incalcolabile di vette, guglie, torri, massicci, forcelle. Il cuore del Parco naturale Puez-Odle, patrimonio Unesco, è limpido - di notte ha piovuto - ma molto assolato, quasi arroventato. L’altopiano della Gardenaccia, dall’aspetto lunare, è un deserto di rilievi biancastri. Sulle vette più lontane si scorgono minuscole chiazze più chiare, rimasugli di nevai e ghiacciai; anche la Marmolada si fa notare per il suo progressivo scioglimento, con un’area marrone sempre più vasta.

Poche ore dopo, rientrato in albergo, adocchierò sul giornale una doppia pagina dedicata alle emergenze idriche. Il mitico rifugio Gonella (3071 metri), sulla via normale italiana del Monte Bianco, ha chiuso con oltre un mese d’anticipo, perché ha esaurito le scorte d’acqua e il nevaio ex perenne che lo approvvigionava non esiste più. I ghiacciai si stanno ritirando velocemente, venati da crepacci pericolosissimi.

Fa troppo caldo, che novità; giornalisti, gestori dei rifugi, guide alpine, chiunque tira in ballo i cambiamenti climatici, il surriscaldamento terrestre, le sue conseguenze che potrebbero divenire catastrofiche e di cui già vediamo segnali preoccupanti. Per inciso, consiglio il romanzo che sto leggendo in questi giorni: Qualcosa, là fuori di Bruno Arpaia, non so come finirà, ma assicuro che il suo realismo clima-apocalittico vi terrà incollati alle pagine.

L’altro articolo che vedo sul quotidiano fornisce consigli su come risparmiare 140 litri d’acqua giornalieri pro capite, ad esempio facendo la doccia al posto del bagno, accendendo la lavatrice solo se piena, cose così. Sembrano bazzecole, eppure i dati asseriscono che l’italiano medio consuma troppa acqua, pagandola molto meno che nel resto d’Europa, e che le reti idriche del Belpaese sono un colabrodo, con quasi 40 litri persi ogni cento immessi nei tubi.

Nella Val Gardena così verde, curata, fiorita, con centinaia d’alberghi, centri benessere, piscine, idromassaggi, giardini, piste da sci che d’inverno pretenderanno la neve artificiale sparata dai cannoni, la siccità non sembra essere un problema, non ancora perlomeno. Pessima idea, leggere il giornale in vacanza, rischia di farti incupire anche nelle isole felici.

Luca Re

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