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INSIDER | venerdì 21 luglio 2017, 17:00

Imperia-Londra in 400 metri

Quando penso all’ultima gara sui 400 metri di Davide Re, con le dovute differenze, penso a quell’atleta sloveno, Primoz Roglic, diventato un fortissimo ciclista (ha appena vinto un tappone di montagna al Tour de France) dopo aver passato anni a lanciarsi con gli sci dai trampolini.

Anche Davide è cresciuto sportivamente sulla neve. Da ragazzino non ha visto altro che porte, paletti, giganti e slalom sui tracciati di sci alpino in tutta Italia, accarezzando il sogno di entrare nel gruppo che conta, la squadra nazionale. Ricordo che a Limone Piemonte, in cantina, c’erano più paia di sci che in un negozio di articoli invernali: lunghi, corti, moderatamente sciancrati, da gara, semi-gara, allenamento, per nevi morbide o ghiacciate, da fancazzismo pistaiolo della domenica, ma quello era il mio paio.

Poi mio cugino ha capito che la sua strada era un’altra. Ha chiuso il percorso “bianco” come maestro di sci, al pari della sorella Elena, anche lei ex sciatrice agonista, poi ha iniziato ad allenarsi con dedizione crescente sulla distanza più massacrante che l’atletica leggera conosca, i 400 metri piani, infernale giro di pista che richiede velocità e resistenza. Ieri Davide sul campo del Terminillo ha centrato un 45.40 che vale da record personale (16 centesimi meno del precedente cronometro), ottavo miglior tempo italiano in assoluto, qualificazione ai Mondiali di Londra.

Il primato nostrano sui 400 appartiene al compagno di squadra, Matteo Galvan, che nel 2016 a Rieti ha corso in 45.12 una prova particolarmente ostica per i velocisti azzurri. Al quarto posto della classifica assoluta resiste il tempo segnato nel 1981 a Roma da Mauro Zuliani (45.26), imbattuto per più di vent’anni.

Per Davide, qualificarsi ai Mondiali è stato come per Roglic vincere sulle Alpi al Tour de France: una bellissima impresa, e lo stesso vale per il titolo di campione italiano conquistato poche settimane fa a Trieste. Gara dopo gara, il 24enne delle Fiamme Gialle ha acquisito fiducia, concentrazione, capacità di correre al massimo della condizione fisica e mentale. Certo a Londra arriverà qualche legnata, destino inevitabile per chi, come il quattrocentista imperiese, dovrà competere con mostri inarrivabili. Tanto per dare una misura: il record mondiale del sudafricano Wayde van Niekerk è 43.03. In bocca al lupo!

Luca Re

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