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EVENTI | venerdì 14 luglio 2017, 09:18

Santo Stefano al Mare: Festival del Libro e degli Scrittori Liguri, tre presentazioni per la prima giornata

Si parte alle 16 in Piazza Baden Powell con “Le radici del mirto” dell’autrice genovese Maria Grazia Corradi.

In questa prima giornata del Festival del Libro e degli Scrittori Liguri di Santo Stefano al Mare, ben tre saranno gli autori della Erga Edizioni a presentare i propri libri nei vari Salotti Letterari.

Si parte alle 16 in Piazza Baden Powell con “Le radici del mirto” dell’autrice genovese Maria Grazia Corradi. Insegnante e dirigente scolastico a Genova, a Stresa e a Ginevra, nel corso della sua carriera scolastica, oltre ad approfondire tematiche a carattere psicologico e pedagogico, si è dedicata alla letteratura per l’infanzia. Ha pubblicato il racconto breve “La mia storia con Sacha” (2009 Campanotto Editore).

“Le radici del mirto” è il suo primo romanzo, dove s’intrecciano tre storie parallele, vite di donne ribelli di fronte alla violenza durante gli anni del Fascismo e della Guerra e un antieroe maschile. Un “ciclo” della nostra storia che ritorna, oggi più che mai attuale. “Le radici del mirto” (pianta afrodisiaca e mitologica legata alla femminilità, alla fertilità, alla fortuna, al vigore), è un esempio nuovo e genuino di letteratura al femminile, incisiva e discreta al tempo stesso, in cui viene puntato il dito contro gli istinti maschilisti di sopraffazione e, al tempo stesso, viene riconosciuto ed esaltato il valore dei veri uomini.

La violenza subita dalle donne è di diverso stampo: Norma, giovane e bella emiliana, aspirante “sarta” di lusso diviene escort ante litteram e poi prostituta delle case chiuse; Perla, ereditiera genovese e futura imprenditrice dell’azienda di laterizi del padre, subisce la violenza psicologica dal fidanzato ed una brutale aggressione da parte di un balordo. Episodi di guerra partigiana sono vissuti da Jean, intellettuale antifascista di origini ebraiche, attraverso la traduzione di documenti preziosi per la Resistenza. Resistenza che la sua famiglia pagherà cara, con lo stupro della adorata figlia Ale. Differente status sociale, situazione economica, culturale e differenti destini. I protagonisti sono però accomunati da un’identica passione, lo stesso fuoco sacro che  li anima e li attrae: la ribellione. Nei luoghi della narrazione, Genova, Milano, Firenze e Parma, l’ideologia e la politica militare del Regime fascista conferisce  ai grandi eventi e  alle piccole quotidianità il proprio imprimatur.

Seguirà alle 17, sempre in Piazza Baden Powell, la presentazione dei libri “Le Mura del Barbarossa” e “La caduta di Costantinopoli” di Giorgio Bertone, per la collana di romanzi storici su Genova. Il primo, “Le Mura del Barbarossa”, prende l’avvio nell’estate del 1155, quando accadde a Genova un avvenimento che rappresentò un raro esempio di orgoglio popolare e di come dovrebbe essere governata una nazione. In quel tempo i Consoli dei Comuni che formavano la grande città marinara e il popolo genovese decisero di difendere con le armi la propria libertà e le istituzioni repubblicane contro un esercito venuto da Nord che aveva già spadroneggiato a Milano e Asti e aveva conquistato e distrutto Tortona perché si era rifiutata di fare atto di sottomissione all’impero.

Per questo riguardo mi piace aggiungere alla parola “Romanzo” l’aggettivo “popolare” perché il vero protagonista di quella impresa fu il popolo e appartenevano al popolo i personaggi che vi recitarono una parte. Nel secondo volume, “La caduta di Costantinopoli”, la storia della conquista della capitale bizantina da parte del Sultano Maometto II nel 1453 s’intreccia, per una delle misteriose spirali del tempo che legano i comuni mortali ai grandi avvenimenti storici, a quella di Giovanni Giustiniani. Ma chi era veramente Giovanni Giustiniani? Un predestinato, un eroe, un sognatore, un avventuriero? Probabilmente un po’ di tutto ciò, ma soprattutto un uomo che percorse senza incertezze la strada che il destino aveva tracciato per lui. Questo libro cercherà di dare delle risposte alle domande che ci si pone sulla caduta della città e sul personaggio, dopo aver conosciuto le gesta, le vicissitudini, gli amori e le leggende nate intorno al condottiero genovese. Si sentiva destinato a grandi imprese ed il suo nome è ricordato da oltre 500 anni quale esempio di eroe che visse e morì inseguendo un sogno glorioso di soldato e difensore della capitale dell’Impero Romano d’Oriente.

Da sempre attratto dallo studio della storia medioevale, lo scrittore genovese Giorgio Bertone ha partecipato a varie pubblicazioni ed ha contribuito alla realizzazione del volume “Gli sport del mare”, sezione motonautica, con il pezzo “I cavalieri del mare”. È autore di: “Antichi proverbi e detti genovesi”, “Antiche ballate, cantari, canti popolari e canzoni in genovese”, “Poesie antiche e moderne in genovese”, “Andrea Doria  Ammiraglio Condottiero Principe genovese”, editi da Microarts/Le Mani e distribuiti come supplemento dei quotidiani Il Secolo XIX e Il Corriere Mercantile/La Stampa.

Infine, alle 18 in Piazza Scovazzi, il Presidente di Prato Onlus, Roberta Antonello, presenterà il libro “Dichiarati matti si raccontano”, curato da Gabriella Veardo e contenente le testimonianze di: Federico Migone, Silvia Fiorentini, Gabriele Magnani, Emilia Vento, Andrea Viacava, Chiara Sbardella, Valter Marsano, Giovanna Rossi. Il laboratorio di scrittura autobiografica, da cui è nato questo libro, è una delle molte iniziative dell’Associazione PRATO onlus per il sostegno di persone con disagio psichico, psicologico ed esistenziale. Persone con un passato di profonda sofferenza, a lungo ospiti di comunità terapeutiche e reparti psichiatrici, trovano un luogo e delle chance che rispondano ai loro bisogni. In questo libro – finalmente – possono parlare di sé in prima persona.

“Questo libro è la sintesi di un percorso durato anni, nel quale ognuno a suo modo si racconta… Non siamo persone normali, non abbiamo avuto la scelta di una vita normale e questa ‘non vita’ assurda per certi versi è la nostra fotografia. Tra deliri e realtà delinea il nostro mondo nel quale traghettiamo il lettore sino ad avvicinarlo a noi, alla nostra follia vissuta.” “Questo libro è il frutto del lavoro di persone che hanno vissuto la follia, hanno combattuto finché la follia è evaporata, godiamo in questa emancipazione… dal non essere all’essere… come individui, persone finalmente reali.” “È la follia vista da dentro, storie di vita, vi stupirà questo libro…” Si rivolge a chi è curioso, a chi vuol andare oltre gli stereotipi, a chi è interessato alle persone e non alle etichette, a chi sente di appartenere all’umanità tutta. Ed è una straordinaria testimonianza di vita, di speranza, di comunione di emozioni, oltre la sofferenza, oltre la solitudine, oltre la diversità.

C.S.

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