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ATTUALITÀ | mercoledì 12 luglio 2017, 07:41

I migranti di San Bartolomeo al Mare curano un orto insieme all’insegnante in pensione Jacopo Damonte “Un’emozione lavorare con loro”

“Hanno subito dimostrato di capire come si crea e si gestisce un orto. È bello perché si sono sentiti utili. Hanno creato qualcosa. Siamo diventati amici, ci diamo del tu e sono orgoglioso di questo".

Una bella storia di integrazione arriva da San Bartolomeo al Mare, dove Jacopo Damonte, insegnante dianese in pensione, ha messo a disposizione la propria esperienza al servizio di un progetto che vede al centro i quattordici migranti della cooperativa Jobel, in collaborazione con l’associazione “Mappamondo”, dedicato all’insegnamento della lingua italiana, ma non solo. Damonte insieme ai migranti cura infatti anche un orto realizzato in un terreno adiacente alla chiesa, messo a disposizione dalla parrocchia di don Renato Elena.

Tutto è iniziato – racconta Damonte a Sanremo News – nel corso dell’incontro sull’integrazione dei migranti che si tenne alla sala don Piana di Diano Marina lo scorso 22 marzo. (Leggi QUI) In quell’occasione mi sono interessato chiedendo a un dirigente della Jobel come poter dare una mano. Così mi hanno proposto di insegnare ai ragazzi l’italiano, non propriamente la mia materia di insegnamento, ma devo dire che in quarant’anni di esperienza a scuola non ho mai trovato una ‘classe’ così desiderosa di apprendere. Siamo diventati amici, ci diamo del tu e sono orgoglioso di questo. Così sono entrato a far parte dell’associazione di volontariato ‘Il Mappamondo’ la cui referente a Diano Marina è Chiara Bianchi e di cui fa parte anche la referente Aifo Susanna Bernoldi”.

Da quel momento hanno preso il via le lezioni di italiano, ma Jacopo ha deciso di coinvolgere i quattordici ragazzi anche nella piantumazione e la cura di un orto, ricavato da un terreno donato da don Elena, e realizzato con piante di vario tipo donate dall’azienda agricola di Diano Marina “Solo Blu” di Enzo Martino.

E’ stata davvero una bella sorpresa, perché ci siamo recati con l’intenzione di acquistare le piante, ma al momento del pagamento, Enzo ci ha detto che avrebbe offerto lui. È un amico di lunga data, e quando riesci a coinvolgere altre persone a un progetto a te caro è davvero emozionante. Si tratta di un orto ‘ricco’, abbiamo centocinquanta piante di pomodori, duecento di peperoni, una trentina di piante di meloni, prezzemolo, sedano, un centinaio di piante di melanzane e centocinquanta di insalata”.

La piantumazione è avvenuta lunedì. Damonte non nasconde la gioia nell’aver lavorato insieme ai quattordici richiedenti asilo. “Hanno subito dimostrato di capire come si crea e si gestisce un orto. È bello perché si sono sentiti utili. Hanno creato qualcosa. Io andrò a controllare la situazione ogni settimana e ho affidato ai ragazzi, al termine di ogni lezione teorica, anche con altri insegnanti, il compito di bagnare il campo tutti i giorni, fondamentale per via della siccità di questi giorni”, conclude l’insegnante.

Francesco Li Noce

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