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INSIDER | lunedì 19 giugno 2017, 17:00

Vele, bandiere e fantasia

Un mesetto fa - era l’inizio di maggio - la Liguria era celebrata come la “regina del mare” perché aveva meritato il più alto numero di Bandiere Blu assegnate alle regioni italiane dalla FEE (Foundation for Environmental Education). Dalle coste spezzine a quelle di ponente, 27 vessilli potevano sventolare in altrettante località, considerate il top dei litorali puliti e organizzati dalla fondazione con sede in Danimarca.

Ora, invece, la geografia del mare illustrata dalle cinque vele di Legambiente e Touring Club Italiano sposta il mutevole concetto di bellezza verso la Sardegna, seguita da Sicilia e Toscana, mentre la Liguria può contare solamente su un giudizio da prima della classe, grazie alle Cinque Terre.

Non è la prima volta che succede né sarà l’ultima, semplicemente perché cambiano criteri e parametri di valutazione. Giova ripeterlo, per non assimilare il tema della “sostenibilità ambientale” a una specie di Risiko delle spiagge. In effetti, c’è tanto marketing dietro l’assegnazione di una Bandiera Blu, perché tutta la trafila burocratica parte dall’autocandidatura di un singolo comune, interessato a ottenere un premio che attesti il suo buon comportamento e diventi un veicolo di promozione turistica.

L’amministrazione compila il questionario della FEE e allega i documenti richiesti, poi la giuria nazionale italiana esamina e valuta le informazioni fornite per 32 requisiti di educazione/gestione ambientale, qualità delle acque, servizi e sicurezza. La classifica di Legambiente, all’opposto, parte dalle rilevazioni annuali di Goletta Verde e dai dati raccolti dall’associazione sulle caratteristiche dei territori e dei servizi ricettivi.

Alla domanda su quale sia il voto finale più attendibile, beh evidentemente non può esserci una risposta. L’unico suggerimento è diffidare di chi trasforma una bandierina in un mezzo di conquista turistica a scapito di un “avversario”. Quest’anno Legambiente ha deciso di assegnare le sue vele a interi comprensori turistici, anziché realtà individuali, proprio per rimarcare quanto sia importante la collaborazione tra comuni vicini, chiamati a far fruttare un patrimonio condiviso di natura, arte, gastronomia.

Allora ogni classifica va presa per quello che è, un condensato di criteri che non possono né pretendono di avere un valore assoluto. Quanto è bello realmente il mare della Liguria? Spulciate pure le graduatorie, ponderate i punteggi, ma affidatevi soprattutto alla vostra esperienza e fantasia di esploratori costieri: magari scoprirete che il “vostro” scoglio, quello senza voto, è l’unico che vale un dieci e lode.

Luca Re

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