Leggi tutte le notizie di INSIDER ›

INSIDER | venerdì 16 giugno 2017, 17:00

Il surriscaldamento addosso

Era inevitabile.

Con l’estate imminente, per riempire i silenzi e i vuoti di notizie, l’argomento non poteva che essere il caldo. L’aumento delle temperature, l’afa, il foehn, il rischio incendi, la siccità, si raccomanda di bere tanta acqua (non fredda), di mangiare tanta frutta e verdura (ecco, pensavo magari al cotechino con le lenticchie), attenzione a non esporre bambini e anziani al sole nelle ore centrali del giorno.

Tutto ciò si collega agli ammonimenti sul surriscaldamento globale.

I cambiamenti climatici, ci dicono eminenti scienziati, stanno rovinando il nostro Pianeta con una velocità incredibile. Perciò, essi affermano, è necessario limitare il global warming entro 2 gradi centigradi nei prossimi decenni, altrimenti gli impatti saranno devastanti: innalzamento dei mari, desertificazione dei suoli, inondazioni, tornado, tutto quel filone di eventi che a noi pare Hollywood-catastrofismo e invece rischia sul serio di spazzarci via.

Poi però.

Gli americani hanno votato Trump, che in campagna elettorale sosteneva che il cambiamento climatico è una bufala (hoax) partorita dai cinesi, e da presidente continua a sostenere che il cambiamento climatico è una stupidaggine, di conseguenza ha appena deciso di uscire dagli accordi di Parigi sul clima.

I cinesi, dal canto loro, non si sono mai sognati di affermare che il climate change è un’invenzione, anche se sono i principali inquinatori mondiali e i principali consumatori di carbone. Anzi, i cinesi hanno criticato il clima-scetticismo di Trump e stanno continuando a investire miliardi su miliardi di yuan in tecnologie pulite e fonti rinnovabili.

D’altra parte, se chiedete a qualunque analista o economista come stia procedendo la beneamata transizione energetica (leggi: progressiva sostituzione dei combustibili fossili con risorse alternative a basse o nulle emissioni di CO2), la risposta sarà sempre “male”, oppure “in ritardo”, o “vai a sapere”.

Di certo è che gli impegni sottoscritti da quasi 200 paesi a Parigi nel 2015 per de-carbonizzare l’economia (traduci: ridurre la produzione di sostanze inquinanti), sono ampiamente insufficienti per centrare il citato obiettivo dei 2 gradi.

Intanto.

Se comunico a qualche amico l’idea (solo l’idea) di acquistare in futuro un’auto non dico elettrica ma almeno ibrida, la reazione è invariabile: Non sarai mica tu a salvare il mondo, comprati un diesel!

Idem se l’argomento è la pallosa raccolta differenziata. O utilizzare di meno l’auto e andare a piedi.

Eccetera eccetera.

Non saremo noi a salvare il mondo.

Tanto pulisce qualcun altro.

Tanto non è casa mia.

Tanto sono bambini (le mamme tranquille mentre i loro figli fanno pipì in strada).

Il problema è che il surriscaldamento globale ci scivola addosso, come questo caldo che domani o dopo evaporerà in un temporale estivo, et voilà.

Luca Re

Ti potrebbero interessare anche:

In Breve

venerdì 15 dicembre
lunedì 27 novembre
(h. 17:00)
mercoledì 22 novembre
lunedì 13 novembre
mercoledì 08 novembre
(h. 17:00)
lunedì 30 ottobre
venerdì 27 ottobre
(h. 17:00)
lunedì 23 ottobre
lunedì 16 ottobre
venerdì 13 ottobre
(h. 17:00)
mercoledì 11 ottobre
(h. 17:00)
venerdì 06 ottobre
(h. 17:00)
mercoledì 04 ottobre
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore