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ATTUALITÀ | venerdì 26 maggio 2017, 11:51

Nuove droghe, gioco d’azzardo e Internet: tanti giovani imperiesi nella morsa delle dipendenze. Parola all’esperta

Ne parliamo con la dottoressa Sara Sartore, assistente sociale, criminologa e counselor professionale che si occupa anche di giovani e dipendenze.

Sara Sartore surante il suo intervento al 'Festival della Salute' al Palafiori di Sanremo (foto Tonino Bonomo)

Dimentichiamoci le “canne”, lo spauracchio delle famiglie anni ’90 e dei primi anni 2000. Ormai il “fumo” è socialmente accettato e spesso non viene considerato un problema di dipendenza così differente da quello delle sigarette. Il mondo degli adolescenti, i cosiddetti “millennials”, si sta confrontando con tutta una serie di nuove droghe sempre più diffuse anche tra i giovanissimi. E la provincia di Imperia non fa eccezione.

Le “nuove droghe” sono sostanzialmente di tre tipi: nuove sostanze stupefacenti, gioco d’azzardo e internet. Ne parliamo oggi con la dottoressa Sara Sartore, assistente sociale, criminologa e counselor professionale che si occupa anche di giovani e dipendenze.

Nuove sostanze: Cannabinoidi sintetici, ketamina, oppiacei sintetici sono solo alcune delle sostanze che si stanno facendo strada nelle vite dei giovani e dei giovanissimi. “Escono molecole nuove ogni anno ed è molto difficile per le forze dell’ordine individuarle – ci spiega la dottoressa Sara Sartore – se una persona viene fermata non è perseguibile perché la sostanza non è riconosciuta e il problema è anche a livello clinico perché molte di queste sostanze non possono essere individuate e sono difficili da curare anche in caso di overdose”.

Come si comprano? È semplice, estremamente semplice. Le si ordinano via Internet e arrivano a casa, come un qualsiasi altro acquisto sul web. Nessun controllo specifico (salvo qualche eccezione) e il pacco arriva a casa nel pieno anonimato. In provincia di Imperia si è registrato un massiccio sequestro di ketamina nella zona di Pieve di Teco, mentre a Genova e Savona è scattato l’allarme per l’arrivo di cannabinoidi sintetici.

Gioco d’azzardo: Più “macchinette” che gioco online. È quanto emerge dal focus di Sara Sartore su un’altra “droga” estremamente diffusa tra i giovani: il gioco d’azzardo. “C’è l’illusione che il gioco alle “macchinette” possa essere una fonte di guadagno – ci spiega la dottoressa Sartore – altre volte è un’evasione che si assorbe e diventa una dipendenza. Pochi casi, invece, per le scommesse via web, ma non significa che non ce ne siano. Ci sono poi molte situazioni sommerse di soggetti che ancora non hanno perso il controllo ma sono sulla strada della dipendenza”.
Una dipendenza che da una parte è figlia della crisi e dall’altra del guadagno facile. Guadagno che, come noto, non c’è. Ci possono essere le vincite, ma mai potranno portare a una vera rendita.

Internet: Internet non è ancora concepito come dipendenza, anche se ci sono degli studi a riguardo specie nei paesi orientali - così la dottoressa Sara Sartore commenta le possibili conseguenze di un uso smodato dei sistemi connessi da parte dei giovani e dei giovanissimi – a noi arriva qualche caso, il criterio quantitativo si basa sulle ore di navigazione alla settimana”. Sopra alle 38 ore settimanali, infatti, si può parlare di dipendenza ma dipende anche dalla qualità del tempo. Se un ragazzo ha una vita sociale normale, allora può anche permettersi un monte ore sul web superiore alla soglia. La problematica sorge quando un giovane (e anche in provincia di Imperia ci sono casi) ha solo relazioni sociali via web. 

Il numero di casi è in aumento – conclude la dottoressa Sara Sartore – i casi che arrivano ai servizi sono quelli di estrema gravità che sono delicati anche dal punto di vista sociale e famigliare”.
Come fare per chiedere aiuto? I ragazzi hanno difficoltà a chiedere aiuto, spesso nemmeno riconoscono le loro dipendenze. Ancor più difficile è il compito delle famiglie. Famiglie che sono quindi chiamate a tenere sotto controllo i figli, specie al ritorno dalle serate per verificare eventuali assunzioni di droghe o alcol. Serve poi un passo sociale non semplice: non vergognarsi a chiedere aiuto. I casi in provincia di Imperia sono in aumento, segno che tanti stanno superando lo scoglio della ritrosia alla richiesta di intervento. Ma tanti devono ancora affacciarsi su questo mondo. L’invito è ovviamente a farsi avanti. Le dipendenze si possono sconfiggere, ma devono essere riconosciute e affrontate per tempo. 

Pietro Zampedroni

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