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CRONACA | lunedì 22 maggio 2017, 17:31

Ventimiglia: numeri in leggero calo alle Gianchette, ma don Rito non ci sta all'eventuale chiusura “Finché non ci sarà un'alternativa continueremo a dare disponibilità” (Videointervista)

"Io questo non lo accetto, proprio non ci sta, questo ragionamento non esiste né in cielo, né in terra, non si può chiudere la chiesa di Sant'Antonio senza avere un'alternativa concreta. Se il Sindaco ha una soluzione diversa, a me piacerebbe conoscere i tempi."

Ventimiglia: numeri in leggero calo alle Gianchette, ma don Rito non ci sta all'eventuale chiusura “Finché non ci sarà un'alternativa continueremo a dare disponibilità” (Videointervista)

Finché non ci sarà un'alternativa continueremo a dare disponibiltà”. A dirlo è don Rito Alvarez, parroco della chiesa di Sant'Antonio nel quartiere delle Gianchette a Ventimiglia in risposta alle dichiarazioni rilasciate la settimana scorsa dal Sindaco Enrico Ioculano sulla necessità di chiudere il centro che accoglie minori e famiglie, nonché trovare una soluzione alternativa per la loro assistenza. Lo abbiamo incontrato questa mattina alla chiesa di Sant'Antonio che, ad oggi, accoglie un numero sicuramente ridotto di persone, soprattutto rispetto alla scorsa settimana.

All'interno della chiesa e di questi locali la situazione è tranquilla – spiega don Rito - la nostra organizzazione sta funzionando. Oggi non abbiamo grandi numeri, le presenze sono limitate ad una cinquantina di persone, anche se la settimana scorsa ne avevamo un centinaio. Grazie al volontariato e alle persone che vengono qui ogni giorno stiamo venendo incontro nel modo migliore alla necessità di queste persone.”

Si può già parlare di emergenza?Io direi di sì, non per quanto riguarda la chiesa, perché qui possono avere un piatto caldo, dormire e avere l'assistenza medica. L'emergenza è per la città, per tutte le persone che non possono avere accesso al campo della Croce Rossa o ad altre strutture. Per coloro che devono mangiare e dormire fuori è davvero emergenza e per la città questo è insostenibile. Dal punto di vista umano non è accettabile una situazione del genere.”

Da venerdì scorso il campo della Croce Rossa può accogliere un maggior numero di persone, fino a quota 300, capienza raggiunta nella notte fra venerdì e sabato, ma che è scesa a quota 241 tra ieri ed oggi.

E' una cosa molto bella che il campo abbia aperto e ospitato 300 persone – continua don Rito - così si va ad evitare che molti migranti di passaggio debbano dormire nel fiume e ridursi alla situazione che vediamo ogni giorno.”

L'INTERVISTA

Alla chiusura delle Gianchette, però, don Rito non ci sta, a meno che non vi sia un'alternativa precisa e vi siano delle tempistiche sull'eventuale spostamento di minori, famiglie e malati in altre strutture d'accoglienza: “Le Gianchette devono essere chiuse per poter tornare ad essere quello che erano prima, è vero – continua don Rito - ma nel momento in cui ci sarà una proposta concreta per le famiglie, i minori non accompagnati e gli ammalati.

Finché non ci sarà un'alternativa continueremo a dare disponibilità. Non esiste nella testa di nessuno, soprattutto nella nostra, nel mio caso e in quella di tutti i volontari, di chiudere la chiesa delle Gianchette, mandare fuori i ragazzi, le famiglie e i minori non accompagnati. La domanda è, dove vanno? Ritornano alla stazione? Devono andare sotto al ponte? Io questo non lo accetto, proprio non ci sta, questo ragionamento non esiste né in cielo, né in terra, non si può chiudere la chiesa di Sant'Antonio senza avere un'alternativa concreta. Se il Sindaco ha una soluzione diversa, a me piacerebbe conoscere i tempi, sarebbe molto bello sapere a partire da quando ci sarà il centro per le famiglie, per i minori e anche un luogo dove accogliere gli ammalati che dovrebbero avere anche una particolare attenzione.”

Con la temporanea chiusura del campo Roja per alcuni lavori di ristrutturazione che stanno via via giungendo al termine, il Sindaco Ioculano ha sospeso l'ordinanza che vietava la distribuzione di cibo sul territorio comunale, cosa che da qualche sera avviene regolarmente nel piazzale antistante il cimitero di Roverino.

E' una cosa bella che le associazioni possano venire liberamente – commenta don Rito – e lo fanno in un modo ordinato e lasciando pulito. Penso che l'ideale sia chiedere questo a tutti quanti, avere un posto adatto, quindi con un regolamento, è giusto che le associazioni e gli ospiti lascino pulito. Sarebbe anche importante avere dei servizi igienici, magari una fontana dove poter prendere l'acqua. Non possiamo prendere che queste persone non facciano i loro bisogni sotto i piloni di un'autostrada, se non hanno un'alternativa. Lo farebbe chiunque si trovasse in una situazione così, senza avere un servizio. Quello che ci auguriamo è che il campo della Croce Rossa venga aperto per tutti in modo che la città non debba trovarsi in questa situazione, soprattutto per la loro dignità, perché queste persone dovrebbero riuscire ad avere un luogo adatto dove poter andare e mangiare. A Ventimiglia abbiamo grandi numeri, quindi qualcosa bisogna fare per il bene loro, ma anche della città.”

C'è qualcosa di cui avete bisogno? “Abbiamo bisogno che la gente conosca la verità su quello che stiamo facendo – conclude don Rito. Ultimamente anche di un po' di vestiti, ma questi bisogna portarli direttamente alla Caritas dove si fa la distribuzione. Le cose fondamentali servono sempre, non avendo sovvenzioni da nessuno.” 

Simona Della Croce

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