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ATTUALITÀ | 08 maggio 2017, 14:07

Ventimiglia: Liceo Aprosio contro le mafie, incontro con Rocco Mangiardi, testimone di giustizia e i genitori di Dodò Gabriele, vittima innocente

Ai lavori hanno preso parte anche la senatrice Donatella Albano, membro della commissione parlamentare antimafia, il Sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano e Maura Orengo, referente di Libera contro le mafie per la Provincia di Imperia.

Ventimiglia: Liceo Aprosio contro le mafie, incontro con Rocco Mangiardi, testimone di giustizia e i genitori di Dodò Gabriele, vittima innocente

Il silenzio uccide” questo il tema della giornata contro le mafie promossa dal Liceo Aprosio di Ventimiglia, con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Ventimiglia e di Libera. Due gli appuntamenti in programma: il primo questa mattina alle 11, nell’auditorium “Angelo Aprosio” dell’Istituto, riservato agli studenti, il secondo, aperto alla cittadinanza, sarà questo pomeriggio alle 15, nell’oratorio della chiesa di Sant’Agostino, sala del Chiostro, in piazza Cesare Battisti.

All'incontro hanno preso parte Rocco Mangiardi, testimone di giustizia, l’imprenditore di Lamezia Terme che una decina d’anni fa si rifiutò di pagare il pizzo, di cedere alla logica criminale delle estorsioni per poter semplicemente lavorare e dare da lavorare a chi ne aveva bisogno.

Insieme a lui, Francesca e Giovanni Gabriele, mamma e papà del piccolo Domenico “Dodò” Gabriele che nel giugno del 2009 venne colpito mortalmente durante un agguato di mafia mentre stava giocando a calcetto con gli amici a Crotone. Vittima innocente della follia criminale.

Presenti anche la senatrice Donatella Albano, membro della commissione parlamentare antimafia, il Sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano e Maura Orengo, referente di Libera contro le mafie per la Provincia di Imperia.

“Vi invito ad approfondire la materia – ha detto agli studenti il Sindaco Enrico Ioculano – le persone che incontrerete questa mattina vi daranno degli spunti, ma il resto toccherà a voi.

“Il silenzio uccide”, proprio per far riflettere i ragazzi sul tema della legalità e di quanto sia importante combattere l'omertà, perché vivere nella legalità diventi una regola di vita, un impegno del singolo e collettivo. Una presenza importante, quella di Mangiardi e dei coniugi Gabriele in una terra, quella del Ponente, dove la presenza delle mafie, e della ‘ndrangheta in particolare, è una realtà con la quale si convive a tutti i livelli, indipendentemente dall’età, dalla professione, dalla cultura, dal censo.

“Io sono un cittadino normale – ha aperto così il suo intervento Rocco Mangiardi - non ho fatto nulla di straordinario, solo il mio dovere. Vivo sotto scorta dal 2006, ma devo dirvi che è proprio in questi anni che, io e la mia famiglia, stiamo vivendo i momenti migliori della nostra vita. Nelle aule dei tribunali ho imparato che i mafiosi sono vigliacchi, hanno paura del nostro dito puntato, perché è più forte delle loro pistole.

La vita è talmente bella e deve essere vissuta da abitanti, non da turisti. Nella bilancia della mia vita ho messo da un lato la paura, dall'altra l'amore per la vita e poi la fede, se fate così, esce fuori tanto di quel coraggio che ne potete dare a chiunque. Arrabbiatevi con chi vi dice 'tanto il mondo dovete cambiarlo voi'. Non vi abbiamo lasciato un presente molto bello, potevamo fare di più. Non pagando il pizzo, ho voluto dire a mia figlia 'io no pago e il futuro, se mai fosse possibile, lo cambieremo insieme'.”   

L'incontro si è concluso con la toccante testimonianza dei coniugi Gabriele che dal 2009 girano nelle scuole di tutta Italia per raccontare la storia del piccolo Domenico, detto Dodò, ucciso per sbaglio e colpito da una pallottola non destinata a lui. “In voi rivedo gli occhi di mio figlio” ha detto mamma Francesca agli studenti del Liceo Aprosio invitandoli a continuare a credere sempre nelle proprie idee.

Simona Della Croce

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