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Arma Taggia Valle Argentina | 30 aprile 2017, 07:11

A tu per tu con Mattia Paco Rizzi, l'architetto-artista che sogna di rilanciare la Valle Argentina

Mattia Paco Rizzi è nato a Mentone, è cresciuto nella frazione di Grattino ed oggi lavora a Parigi. Un talento internazionale pronto ad esprimere le sue competenze qui in provincia di Imperia.

I giovani della provincia di Imperia residenti all'estero per lavoro, hanno spesso un desiderio nel cuore: dare un contributo al territorio d'origine. Mattia Paco Rizzi è un architetto artista di 33 anni, nato a Mentone ma cresciuto a Grattino, una piccola frazione nella Valle Argentina.

Un talento trasversale, dall'identità di frontiera con il sogno di poter realizzare un progetto nella sua amata valle. Mattia oggi vive e lavora a Parigi da libero professionista. Insieme a Luigi Greco, ha fondato 'Grriz' uno studio di architettura, design e spazio pubblico con cui nel 2016 ha realizzato un'installazione per il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia.

La sua sensibilità artistica lo ha portato in giro per il mondo, esponendo in diversi contesti internazionali come il Tallinn Architecture Biennale, Lisbon Architecture Triennale e Istanbul Design Biennale per citarne alcuni. Tanti risultati, frutto di una grande passione e una scelta: varcare i confini per potersi realizzare lavorativamente. “Sono partito subito dopo essermi laureato a Genova perché sapevo che qui non ci sarebbe stata possibilità per me – afferma l'artista – volevo fare qualcosa di mio e così ho deciso di cercare lavoro all'estero”.

Ma in cosa consiste il lavoro di Mattia Paco Rizzi? “Realizzo una pratica innovativa che sta prendendo piede in Europa, specie in Francia – spiega l'intervistato – è legata al concetto di architettura artigianale, partecipativa, nello spazio pubblico con le persone e per le persone”.

Un concetto di microarchitettura che utilizza principalmente materiali come il legno e unisce l'aspetto umano a quello artistico trovando espressione in vari ambienti. Come quello che nel 2015 ha portato l'architetto Rizzi nei parchi verdi di Medellin in Colombia per un progetto di installazione realizzato con i residenti locali. "E' stata un'esperienza emozionalmente molto forte, professionalmente stimolante che mi ha dato una chiave di lettura da attuare ai nuovi progetti” conferma.

Tra maggio e giugno, l'architetto della Valle Argentina sarà infatti impegnato in un laboratorio di autocostruzione con la Fondazione Pistoletto a Biella. “Un progetto sociale, pragmatico e innovativo di cui vado fiero - aggiunge - un laboratorio rivolto ai giovani residenti del territorio e ai migranti ospitati nei centri di accoglienza della provincia che avrà l'obiettivo di insegnare loro a costruire e progettare arrivando alla fine ad un oggetto di design”.

Ma non è l'unico evento all'orizzonte. L'artista è stato coinvolto nell'ideazione di un progetto pensato per la Valle Argentina, in particolare per Badalucco in collaborazione con l'associazione PuntodiFfusione. Un ritorno alle origini, tanto atteso da Rizzi convinto della possibilità di una rigenerazione rurale per l'entroterra del ponente ligure.

Badabum, questo il nome dell'idea, è un cantiere aperto a tutti, volto alla riqualificazione di uno spazio pubblico del paese. Si tratta di una piazza oggi usata per le sagre che potrebbe essere riattivata attraverso delle microinstallazioni per essere sfruttata anche nei periodi non festivi. “Vorremmo fare una serra per ridare del verde allo spazio - conferma Rizzi – Si tratterebbe di un primo intervento, un progetto pilota che intende coniugare le esigenze di tutti e speriamo possa realizzarsi per essere riproposto in futuro nella vallata o al resto della provincia. Con gli anni – aggiunge - sarebbe bello far capire che è possibile un altro tipo di intervento sul territorio”.

Un nuovo modo di fare partecipativo, realizzato con materiali a basso costo e capace di attirare turismo. “Vorrei creare un'offerta di accoglienza alternativa con una serie di capanne in giro per la valle. – commenta Rizzi – In Francia è una realtà consolidata e non vedo perché non debba andare qui visto che ci sono le potenzialità. Si tratta di rifugi insoliti, molto richiesti dal Nord Europa”.

Si parla di un potenziale turismo, di posti di lavoro. Iniziative che potrebbero rimettere in moto l'economia. In Francia ci sono persone che vivono di questo. Perché nessuno ha mai pensato ad un hotel diffuso in tutta la vallata? -conclude – Sono disponibile al confronto e allo scambio con le persone volenterose. Le idee ci sono, bisogna crederci e dare la possibilità di esprimersi”.

Silvia Iuliano

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