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POLITICA | mercoledì 26 aprile 2017, 07:54

Taggia: il PUC viene approvato tra le polemiche, l'opposizione abbandona l'aula. LE REAZIONI

Nel consiglio comunale di ieri è stato presentato il PUC. Ecco alcune delle novità che saranno introdotte.

E’ stato approvato tra le polemiche il nuovo PUC di Taggia. L’opposizione, il gruppo consigliare Insieme, costituito dai consiglieri Mauro Albanese, Mario Conio e Lucio Cava, ha abbandonato il consiglio comunale dove poco prima era stato presentato il nuovo piano urbanistico comunale.

Le interviste a Mauro Albanese e Vincenzo Genduso



Il botta e risposta tra Albanese ed il sindaco Genduso, si è svolto intorno alla tempistica che interesserà il PUC dopo l’approvazione. Come rilevato dal consigliere di minoranza, il nuovo piano andrà presentato alla cittadinanza con degli incontri che molto probabilmente si terranno nel periodo ormai imminente della campagna elettorale, ovvero tra l’ultima metà di maggio e le urne del 11 giugno.

“Chiediamo se sia opportuno che il consiglio comunale adotti questo strumento ora che potrà cambiare amministrazione. - spiega Albanese - Non abbiamo remora a dire che l’assessore Manni ha fatto un buon lavoro. Riconosciamo nella difficoltà la capacità dell’assessore a portare a compimento questo strumento. Chiediamo che si prenda atto del lavoro svolto e che venga lasciato in dote affinché sia approfondito e portato a compimento”.

Di diverso avviso invece il primo cittadino. “Il nostro è un dovere morale nei confronti della città. Qualsiasi sia la nuova amministrazione questo è un progetto che vedrà anche una fase interlocutoria, di confronto, modifica e miglioramento. La nuova amministrazione potrà modificare questo piano urbanistico. Riteniamo sia importante consegnare questa eredità e sia doveroso adottarlo stasera”.

La  minoranza ha dovuto fare i conti anche con il consigliere Massimo Alberghi. Lui ha confermato la sua intenzione di voler arrivare alla votazione del PUC stasera. Quesa presa di posizione ha confermato la scissione interna.“Parteciperò alla votazione sul PUC. - ha affermato Alberghi - Dall’inizio anni ’90 si è cementificato pesantemente la città senza avere alcunché in contropartita per la città pubblica. Questo è un obiettivo di mandato importante ed è importante adottarlo ora. Erano obiettivi fondanti del nostro impegno dal 2007 (Quando il consigliere si trovava tra le fila della maggioranza, durante il primo mandato di Genduso ndr) visto che non ci riconoscevamo in quella politica urbanistica antecedente”.

L’Amministrazione Genduso non ha voluto accogliere le motivazioni del consigliere Albanese ed ha posto in votazione la questione sollevata dall’opposizione. La votazione si è chiusa a favore del primo cittadino e della sua maggioranza. Di fronte a questo esito, i consiglieri, Albanese, Conio e Cava, hanno abbandonato l’aula prima della discussione vera e propria del PUC. 

“Non adottarlo sarebbe stato atto improprio per un’amministrazione che ha lavorato su questo tema per anni in un clima di difficoltà crescente. Affermare il nostro pensiero penso sia l’unica strada percorribile” - ha commentato l’assessore Manni.

Dello stesso parere anche un altro membro della giunta, Luca Napoli. “Mi spiace che alcuni consiglieri abbiano abbandonato questa votazione. Se si è contrari si vota contro. Un’occasione persa. Apprezzo l’onesta intellettuale invece del consigliere Alberghi”.

Polemiche a parte, viene da chiedersi come sarà questo PUC che arriverà dopo 36 anni dall’adozione del Piano Regolatore Generale. Il nuovo strumento è stato ampiamente studiato considerando che l’iter era stato avviato nel 2009 con l’ascolto di oltre 500 cittadini.Il PUC di Taggia è stato presentato dall’ing.Giampiero Lupatelli del gruppo CAIRE, una coop di architetti ed ingegneri incaricata di redigere il documento. 

“Il PUC nasce in un momento dedicato per Taggia. La zona ha patito il forte dimensionamento dell’economia del florovivaismo e c’è stato lo spostamento della ferrovia a monte, la nascita della nuova stazione dei treni e della ciclabile. Il PUC si è confrontato con questo e con l’Ospedale Unico, spostato nell’area a sud di Levà per garantire un migliore accesso alla stazione e come elemento che concorre alla ricucitura del tessuto urbano”.

Su quest’ultimo aspetto verrà introdotta una novità significativa quella dei distretti di trasformazione. “Saranno la novità principale. Garantiranno operazioni di ricucitura degli insediamenti esistenti e l’occupazione di nuove aree. Un disegno ordinato ed uno strumento operativo efficace all’istanza di tenere in equilibrio città privata e città pubblica” - ecco come li ha spiegati l’ing.Lupatelli.

A conti fatti si tratta dell’istituzione di quattro aree ricavate principalmente su Arma e Levà, con un 'bonus' sulle Caserme Revelli.

I ‘distretti’ nasceranno:

- al di sotto della stazione ferroviaria, dove sarà ospitato l’Ospedale Unico e ulteriori processi di ricomposizione;

- nell’area che si affaccia sull’Argentina. Qui sono previsti processi di urbanizzazione di ricucitura del territorio con le aree già esistenti;

- l’area tra via San Francesco e villa Rossat;

- Area a valle, tra la ciclabile ed la zona darsena, qui si punterà allo sviluppo turistico di questo territorio, con possibilità di volumi alberghieri significativi.

A questa novità si aggiungerà un generico carattere di 'premialità' su progetti che promuovano il miglioramento della qualità energetica ed ambientale. Verrà proposto un approccio contro il consumo di suolo e con attenzione allo snellimento ed alla velocizzazione dei processi di riqualificazione. Un concetto che subentrerà proprio verso la creazione di imprese che facciano servizi e turismo da tutti quei terreni in parte abbandonati che oggi ospitano ad esempio serre non utilizzate. Infine, verrà salvaguardato il Centro Storico, dove per ciò che è già esistente saranno rese più facili ulteriori trasformazioni sempre nella salvaguardia delle caratteristiche architettoniche.

Queste sono alcune delle principali novità contenute nel PUC. Il documento adesso sarà trasmesso alla Regione ed agli enti preposti. Successivamente sarà pubblicato e quindi diventerà oggetto di possibili osservazioni ed integrazioni. In questa fase andrà anche presentato alla popolazione con incontri pubblici, molto probabilmente sul finire della campagna elettorale. Il nuovo strumento non sembra avere carattere vincolante ed autodeterminante rispetto a progetti importanti, come l’ospedale unico. Quel che è certo è che sarà ereditato da una nuova amministrazione.

Stefano Michero

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