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ATTUALITÀ | venerdì 21 aprile 2017, 14:46

Taggia: nasce la Banca della Terra, il Comune vuole far incontrare chi ha un terreno incolto con chi sogna di darsi all'agricoltura

Il progetto è ambizioso e si tradurrà nella nascita di due archivi pubblici e liberamente consultabili, dove saranno raccolti i nominativi di chi ha a disposizione dei terreni incolti da almeno 5 anni e di chi sta cercando delle porzioni di terra da coltivare.

A Taggia nascerà la banca della terra. L’annuncio è stato dato quest’oggi in Comune dal sindaco Vincenzo Genduso, affiancato per l’occasione da Slow Food, con il segretario regionale Sergio Tron ed Andrea Falzone, in rappresentanza della condotta locale Riviera dei Fiori - Alpi Marittime.

Il progetto è ambizioso e si tradurrà nella nascita di due archivi pubblici e liberamente consultabili, dove saranno raccolti i nominativi di chi ha a disposizione dei terreni incolti da almeno 5 anni e di chi sta cercando delle porzioni di terra da coltivare. L’obiettivo è di mettere in comunicazione questi due mondi in modo da incentivare l’agricoltura a km0, la tutela del territorio e della ricchezza rappresentata dalle coltivazioni.

Per arrivare a questo, l’ufficio attività produttive ed agricoltura sta studiando una sorta di bando informale, una manifestazione di interesse, che porti a farsi avanti tutte quelle persone che hanno dei terreni gerbidi. Dall’altra parte chi vorrà avviare la propria attività professionale in campo agricolo potrà farlo, attraverso un contratto, che il comune auspica nella forma del comodato d’uso pluriennale. Insomma un’opportunità lavorativa per chi abbia voglia di avvicinarsi alla terra.
 
Soddisfatto il primo cittadino di Taggia che ha affermato: “Il titolo di questa iniziativa ‘E’ tempo di semina… per i coltivatori di sogni’, racchiude nella sua sintesi i contenuti. Consiste nella possibilità di incrociare due importanti risorse che appartengono al nostro territorio ed al tessuto sociale che sulla consapevolezza di una criticità vogliono costruire opportunità. Con una sinergia tra proprietari di terreni incolti e delle risorse di lavoro, faremo incrociare delle persone che hanno bisogno e voglia di occuparsi di questi terreni in senso produttivo. Noi vogliamo vedere se è possibile creare virtuosamente questo incrocio”.

Il progetto si muove nell’ambito di un consolidato rapporto tra l’amministrazione comunale di Taggia e Slow Food. Sui valori di questa iniziativa il segretario regionale Tron ha speso importanti parole: ”Il nostro apporto è una filosofia di progettualità. Parliamo del recupero del territorio e del ‘buono, pulito e giusto’ che Carlo Petrini declama da anni. E’ un progetto che va avanti e che parte da qui e che rientra in un discorso più ampio di valorizzazione dell’intero ecosistema. Il nostro scopo è ridare un certo tipo di prestigio alla figura del contadino, che per anni è stato concepito in maniera squalificante. Oggi c’è un ritorno all’agricoltura da parte dei giovani, persone che hanno studiato. Noi vogliamo invogliare i ragazzi con significati culturali, personali ed economici”.

Una chiosa su questa iniziativa che prenderà il via a Taggia arriva da Falzone che ha detto: “Questo è sempre stato un territorio volto alla coltivazione. Abbiamo una cultivar che tutti cercano di scipparci. Abbiamo tantissima domanda e pochissima offerta. Vogliamo unire il sogno del proprietario con quello di chi cerca uno sbocco occupazionale. Questo percorso virtuoso con il comune di Taggia è iniziato 7 anni fa con i primi orti in condotta, poi la raccolta fondi per gli orti in Africa ed ora mancava lo step per gli adolescenti. Volevamo intercettare la loro domanda. Volevamo allargarci ad un mercato sempre più ricco come richiesta e sempre più povero come offerta.Da un seme nasce una pianta. Noi abbiamo buttato il seme vediamo che pianta nascerà”.

Stefano Michero

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