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INSIDER | mercoledì 19 aprile 2017, 17:00

Latte a lunga informazione

Da dove viene il cibo che compriamo? Da oggi il carrello della “spesa anonima” diventa un po’ più leggero, con l’entrata in vigore delle regole per l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine dei prodotti lattiero-caseari. Latte a lunga conservazione, burro, formaggi, yogurt: tutte le confezioni dovranno riportare, in modo facilmente leggibile, i nomi dei paesi in cui avvengono le diverse fasi di lavorazione (mungitura, condizionamento o trasformazione, sul sito del ministero tutte le informazioni).

Se il latte è stato munto e confezionato nello stesso paese, si potrà utilizzare una dicitura unica, ad esempio “Origine: Italia”. L’indicazione chiara della provenienza delle materie prime alimentari è una battaglia storica di Coldiretti, come ha ricordato il suo presidente, Roberto Moncalvo. Una battaglia che ha più di un fondamento, perché l’Italia importa quotidianamente milioni di litri di latte, che poi finiscono nelle false mozzarelle made in Italy, nei cartoni UHT spacciati per nostrani, nei formaggi di dubbia qualità, penalizzando gli allevatori delle varie regioni, Liguria compresa. Rileggi Insider: Le mucche di Genova

Il problema però è assai più ampio. A fronte delle conquiste ottenute negli ultimi anni verso una maggiore trasparenza delle etichette - pensiamo alle indicazioni obbligatorie per le carni bovine e di pollo, le uova, l’olio extravergine di oliva - restano parecchi prodotti esclusi dalle norme più severe sulla tracciabilità, dalla pasta al riso, passando per i salumi, i sughi pronti, il pane e tanti altri.

Scrivere l’origine della materia prima, è certamente un passo molto importante per promuovere le produzioni agroalimentari italiane. Tuttavia, mi chiedo, quanti di noi leggono l’etichetta di una mozzarella, prima di riporla nel cestino della spesa? Ora faremo più attenzione? Acquisteremo il prodotto italiano, anche se costerà un pochino di più di quello straniero? Il punto decisivo è che ognuno di noi dovrà compiere uno sforzo maggiore, per trasformarsi da consumatore distratto in acquirente consapevole e informato.

Luca Re

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