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POLITICA | 24 gennaio 2017, 16:10

Privatizzazioni nel mondo della sanità ligure: il secco no del Fronte Nazionale di Ventimiglia

“Cosa ci aspetta, quindi – si chiede Lorenzo Graglia del Fronte Nazionale di Ventimiglia - e quanto vale il 15% di quota della sanità ligure che Giovanni Toti vorrebbe affidare ai privati?"

Privatizzazioni nel mondo della sanità ligure: il secco no del Fronte Nazionale di Ventimiglia

“Le privatizzazioni erano nel nostro programma elettorale” così Giovanni Toti presidente della regione Liguria, si esprime in merito alla questione dei tre ospedali che verranno privatizzati  nella regione  e cioè: Bordighera,  Albenga, e Cairo Montenotte, andando cosi incontro verso il modello Lombardia di sanità.

“Cosa ci aspetta, quindi – si chiede Lorenzo Graglia del Fronte Nazionale di Ventimiglia - e quanto vale il 15% di quota della sanità ligure che Giovanni Toti vorrebbe affidare ai privati? Seguendo questa logica la giunta su proposta dell’assessore Sonia Viale ha approvato la delibera ad oggetto ‘Indagine di mercato: conferimento incarico esplorativo ad Alisa’, che tradotto vuol dire che Alisa, l’Azienda Ligure Sanitaria della Regione Liguria, che cercherà entro maggio dei privati interessati ai  tre ospedali liguri, che nel corso degli anni sono già stati pesantemente ridimensionati”.

“Siamo totalmente contrari a questa scelta scellerata fatta dalla giunta di centrodestra anche perché noi non ricordiamo a differenza del presidente Toti nei suoi comizi pre elezioni regionali questa sua intenzione di privatizzare  gli ospedali, non l’abbiamo sentita gridare ai quattro venti, ma se ciò si rivelerà veritiera, sarebbe stata una ragione di più per bocciarli elettoralmente. Si è come al solito aspettato di andare al governo della regione per poi fare quello che gli frullava davvero nella mente e cioè non andare verso un mantenimento della sanità pubblica che per noi è il baluardo e cardine di ogni società civile, ma privatizzare creando  disparità fra i cittadini con cui chi ha i soldi si cura, e chi non li ha aspetta, sennò paga per un diritto fondamentale, cioè la salute, cosa abominevole.  Sottolineiamo che tutto ciò viene fatto da un partito come la Lega Nord, che dice di essere con il popolo, salvo poi andare contro di esso, dal momento che privatizzare le tre strutture, che comunque siamo sicuri saranno solo le prime di altre che seguiranno a ruota, non è certo andare incontro alle fasce più deboli, bensì crediamo che una volta privatizzate non ci saranno più certezze anche per i lavoratori del settore, perché il privato come tutti sappiamo guarda all’utile di esercizio, quindi la salute verrà mercificata”.

“Assurdo tutto ciò, pertanto ribadiamo che la privatizzazione della sanità in Liguria comporterebbe gravi disagi, per il personale pubblico e seri rischi per l'utenza. Sovente il privato offre le cure per lui più remunerative, anziché quelle più appropriate per il cittadino naturalmente noi crediamo che debbono essere potenziate le strutture già esistenti  pubbliche e che non si debba andare a privatizzare nulla dell’esistente, anche perché abbiamo già assistito a delle  privatizzazioni  che non sono il bene assoluto, come qualcuno vorrebbe far credere, per noi il mercato deve stare fuori dalla sanità, certo è che quando sentiamo le critiche del Partito Democratico che non ha brillato per capacità nella gestione sanitaria regionale ci meravigliamo alquanto (ricordiamo che l’ospedale di Bordighera voleva essere addirittura chiuso dal centrosinistra). Quello proposto dalla Giunta del centrodestra e dall’assessore alla sanità (privata)  Sonia Viale non è l'unico modello utilizzabile per contrastare difficoltà di ordine economico, come dimostrano le esperienze virtuose di altre regioni italiane, ma è senz'altro quello più gravido di effetti collaterali negativi. Per tutto questo non possiamo come Fronte Nazionale non schierarci apertamente contro  questa assurda e scellerata decisione naturalmente  appoggeremo ogni iniziativa attua a fare si che la sanità in Liguria  rimanga libera garantita, ed accessibile per tutti”.

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