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EVENTI | 24 gennaio 2017, 11:47

Il Polittico di Santa Devota di Dolceacqua in esposizione per la prima volta a Monaco

Domani alle 18.30 l'inaugurazione della mostra presso la Chiesa di Santa Devota

Il Polittico di Santa Devota di Dolceacqua in esposizione per la prima volta a Monaco

Grimaldi di Monaco e Doria di Dolceacqua, una storia mediterranea e un legame di 500 anni che saranno celebrati mercoledì 25 gennaio alle 18.30 presso la Chiesa di Santa Devota a Montecarlo con l’inaugurazione dell’esposizione 500 anni - Grimaldi e Doria a Dolceacqua. Protagonista il Polittico di Santa Devota, custodito e di proprietà della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate a Dolceacqua, che per la prima volta sarà esposto nella Chiesa di Santa Devota nel Principato di Monaco. In questa occasione speciale saranno anche resi noti gli studi scientifici effettuati sulle reliquie della Santa alla presenza di esperti, di padre Daniel Deltreuil, parroco della cattedrale di Monaco e dell’Arcivescovo Bernard Barsi. L’esposizione, resa possibile grazie al contributo della Compagnia San Paolo di Torino, si protrarrà fino al 28 febbraio 2017  e sarà arricchita da due postazione multimediali, realizzate da ETT S.p.A., azienda digitale e creativa leader di settore, che approfondiranno l’importanza storica, culturale, artistica e politica dell’opera e il forte legame ­della Famiglia Grimal­di con Dolceacqua.

Il Polittico di Sa­nta  Devota commissionato a Ludovico di Brea e realizzato nel 1517, fu voluto da Francesca Grimaldi di Monaco, sposa nel 1491 di Luca Doria di Dolceacqua per dare pace ad ­un territorio in cont­inua guerra tra le du­e famiglie. Da questa unione nacque un legame tra i due territori mai venuto meno. La storia comune di Doria e Grimaldi parla di porti e di spazi commerciali, come Genova, di fortezze ben difese come Dolceacqua e Monaco. È anche la storia di navigazioni costiere, dalla Provenza in Liguria, ma anche di sentieri e strade dell’entroterra percorribili ancora oggi. I ripetuti matrimoni tra componenti delle due famiglie sono il sigillo di legami sempre vivi e suggellati dalle recenti visite ufficiali di S.A.S. il Principe Alberto II a Dolceacqua nel 2013 e 2015.

“Questa esposizione  - sottolinea Fulvio Gazzola, Sindaco di Dolceacqua - rappresenta un g­esto di ringraziament­o da parte della Comunità di Dolceacqua verso la Famiglia Grimaldi, il Principato e i Monegaschi stessi. La fortuna economica di Monaco ha generat­o processi virtuosi per tutto il territo­rio di confine anche in tempi più recenti, a partire dagli anni ’60, fino alla donazione del governo monegasco per la realizza­zione della Pista Cic­labile e alla costante comunicazione indiretta che incrementa il turismo nella cittadina ligure”.

I rapporti attuali tra Monaco e Dolceacqua nella dimensione sociale, lavorativa, sportiva, turistica e in una comune identità saranno ulteriormente valorizzati con l’inaugurazione ad aprile di una sala multimediale nel Castello dei Doria a Dolceacqua che racconterà questo periodo storico e questo legame.

IL TRITTICO DI SANTA DEVOTA
Francesca commissiona l’opera a Ludovico Brea già nel 1513. La realizzazione giunge al 1517. Ludovico è un pittore amico dei Grimaldi, acclamato, aggiornato, famoso. Delinea figure preziose e allo stesso tempo delicate, piacevoli, presenti. Santa Devota, patrona di Monaco, “è” come Francesca Grimaldi. Tutti gli altri santi presenti sono collegabili alla profonda devozione personale della nobildonna. Sante esemplare per una visione del mondo di stampo femminile. I patroni dei conventi seguiti dai Grimaldi e dai Doria, i santi del territorio. Non è solo devozione, è anche identità religiosa e patria. 

DORIA DI DOLCEACQUA E GRIMALDI DI MONACO: UNA STORIA MEDITERRANEA
Due famiglie signorili e la necessità di un’alleanza, ai tempi incredibile. Nel 1491 il matrimonio tra Luca Doria di Dolceacqua e Francesca Grimaldi di Monaco segna l’unione tra due famiglie rivali. Si crea così un embrione di un’ ampia signoria regionale con sbocco sul mare. Il dipinto con Santa Devota è un omaggio di Francesca a una felice realtà. Poco dopo il figlio della coppia, Bartolomeo, armato da potenti vicini, tra cui Andrea Doria, ucciderà lo zio Luciano, sperando di ingrandire la signoria. Sono i fatti del 1523-1524, che termineranno con il bando e la sospetta morte di Bartolomeo. Ne consegue il rafforzamento dei Grimaldi a Monaco e dei Doria a Dolceacqua, pur se quest’ultimi sotto protettorato dei Savoia. I matrimoni Grimaldi, continueranno. Nel 1564 Giulio Doria sposa Cassandra Grimaldi del ramo di Antibes. Ancora, Imperiale III, nel 1597 sposa in seconde nozze Emilia Grimaldi di Modugno e Pietravairano, grande amatrice d’arte. Il legame tra la Dolceacqua dei Doria e i Grimaldi di Monaco non ha avuto soste e si è rinnovato in tempi recentissimi con le visite di S.A.S. il Principe Alberto di Monaco a Dolceacqua nel 2013 e nel 2015. che hanno posto riparazione anche ai fatti di sangue del 1523-1524

 

DOLCEACQUA
L’area di Dolceacqua è strategica. Si trova al centro della Valle Nervia è sempre stata una realtà di scambio culturale. Vive, dai Liguri alla colonizzazione romana, ai signori di Ventimiglia fino ai Doria, questi ultimi dal 1276 in avanti. Una capitale dell’entroterra della Liguria occidentale, Dolceacqua è per tutti l’immagine di due borgate originali legate dal filo magico di un ponte. Di un castello dominante. Una economia intelligente e a più voci, in cui oggi spicca il vino Rossese di Dolceacqua o semplicemente Dolceacqua, primo vino DOP della Liguria. Dolceacqua è tradizione con ricorrenze in cui il sacro è legato all’identità locale. 

Redazione

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