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CRONACA | 24 gennaio 2017, 19:47

Ventimiglia: 17enne di Torino tenta la fuga in Francia per amore, fermata al confine e riconsegnata ai genitori

Terminati gli accertamenti di rito e sentito il Tribunale per i minorenni di Genova, gli Agenti del Dott. Santacroce conducevano la ragazzina alla stazione dei Carabinieri dove il padre, fortemente provato, dopo aver ripetutamente ringraziato i poliziotti, poteva riabbracciare la figlia.

Ventimiglia: 17enne di Torino tenta la fuga in Francia per amore, fermata al confine e riconsegnata ai genitori

Aveva ‘conosciuto’ qualcuno su FB. Non si sa se un ragazzo o un uomo. L’unica cosa certa è che Mary (nome di fantasia), diciassettenne residente in provincia di Torino ma di origine guineana, si era follemente innamorata ed era disposta a tutto.

Di quell’amore ‘virtuale’ ne aveva accennato al padre, confessando, altresì, che il suo lui era di colore. Il genitore, un operaio di cinquanta anni da tempo trapiantato in Italia, preoccupato all’idea che la figlia potesse frequentare persone magari pericolose aveva messo, come unica condizione, quella di poter conoscere personalmente l’uomo prima di consentire alla figlia di frequentarlo. La richiesta però non era mai stata soddisfatta dalla ragazzina che anzi, complice la temporanea assenza della madre (occhio costantemente vigile sulla giovane) aveva continuato a chattare con lo sconosciuto.

Giovedi scorso Mary, dopo aver atteso che il padre andasse al lavoro, abbandonava furtivamente la casa, ma solo ieri prendeva un pullman di linea a Torino diretto a Nantes per raggiungere, verosimilmente, l’oggetto dei suoi sogni.

Alla barriera autostradale però gli Agenti del Settore di Frontiera, sempre molto attenti nel controllare i documenti, dubitavano fortemente di quella ragazzina che viaggiava sola e con un passaporto da poco scaduto. Condotta in ufficio per più approfonditi accertamenti, scoprivano che i Carabinieri di Chieri avevano ricevuto, giorni prima, la denuncia di allontanamento della minore e che il padre era particolarmente preoccupato per la figlia.

Terminati gli accertamenti di rito e sentito il Tribunale per i minorenni di Genova, gli Agenti del Dott. Santacroce conducevano la ragazzina alla stazione dei Carabinieri  dove il padre, fortemente provato, dopo aver ripetutamente ringraziato i poliziotti, poteva riabbracciare la figlia.

Redazione

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