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ECONOMIA | domenica 22 gennaio 2017, 07:11

Sanremo, associazioni di categoria contro il mercatino del Festival: “Siamo favorevoli agli eventi collaterali, diciamo ‘no’ alla vendita di prodotti”

Le categorie non approvano il ‘Sanremo Village’ che si terrà a Pian di Nave nella settimana della kermesse

Ormai il mercatino di Pian di Nave è una realtà. La procedura sta andando avanti e l’area verrà assegnata entro fine mese. Il programma prevede due tipologie di eventi. Un palco per esibizioni live chiamato ‘Sanremo Open Theatre’ e un mercatino con circa 30 casette e 10 pagode denominato ‘Sanremo Village’. Per un totale di una superficie di circa 600 metri quadrati coperta da una tensostruttura.

Come previsto in questi giorni sta trapelando tutto il dissenso delle categorie per una struttura che attirerà sì centinaia di persone a Pian di Nave ma che, secondo gli operatori del settore, potrebbe sottrarre lavoro alle attività del centro.
A fine mese è in programma una riunione con Confesercenti, Confartigianato, Confcommercio e Cna e sembra che tutti siano intenzionati ad impugnare la convenzione che qualche anno fa venne firmata con il Comune proprio in vista di eventualità simili.

Siamo favorevoli agli eventi collaterali al Festival, lo dico chiaramente – afferma Andrea Di Baldassare per Confcommercio – ma non lo siamo quando ci propongono mercatini che vendono salumi, formaggi o abbigliamento. Di norma il Comune chiede l’opinione alle associazioni, ma anche se diamo parere negativo non abbiamo il potere di dire ‘no’. Noi pensiamo che un mercatino così non possa portare lavoro alle attività produttive. Vogliamo sì concerti ed eventi, ma dobbiamo anche tutelare coloro che lavorano tutto l’anno a Sanremo pagando tasse e dipendenti. Nessuno è contrario alle collaterali”.

Non resta che attendere la riunione in programma a fine mese. Quando, però, i giochi saranno ormai fatti. Il 31, infatti, scade il termine ultimo per la presentazione di osservazioni o nuove candidature oltre a quella della veronese ‘Promobenacus Produzioni’ che ha presentato la domanda al Comune.

Pietro Zampedroni

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