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Politica | 17 gennaio 2017, 07:11

Imperia: il segretario provinciale del Pd Pietro Mannoni. "Capacci stia più tra la gente, ma sui grandi temi si sta comportando bene". L'intervista

Non esclude di continuare con Carlo Capacci anche dal 2018, ma al Sindaco rimprovera il fatto di non coinvolgere alleati e cittadini nelle sue scelte

Imperia: il segretario provinciale del Pd Pietro Mannoni. "Capacci stia più tra la gente, ma sui grandi temi si sta comportando bene". L'intervista

Non rinnega l’accordo che ha portato alla coalizione del 2013, quella che amministra la città di Imperia. Non esclude di continuare con Carlo Capacci anche dal 2018, ma al Sindaco rimprovera il fatto di non coinvolgere alleati e cittadini nelle sue scelte. Pietro Mannoni, Segretario Provinciale del Partito Democratico oggi pensa alle elezioni comunali di Taggia dove il Pd non ha ancora trovato un proprio candidato, anche se circola in maniera sempre più insistente il nome di Luca Napoli, Assessore alla Protezione Civile che nel 2012 venne eletto con Vincenzo Genduso Sindaco facendo incetta di preferenze.

Il Pd fu determinante per la vittoria di Genduso, grazie a Napoli”, spiega Mannoni, che dell’esperienza con il Sindaco, non iscritto al Pd, ma “renziano” della prima ora, racconta: “Con lui abbiamo lavorato molto in questi anni. Non è del Pd, ma fa parte di quell’area civica che va verso il centro sinistra che ha visto da subito positiva la proposta di Renzi”.

Nel futuro prossimo del Partito Democratico ci sono però le elezioni a Imperia. Mannoni non sa con chi sarà alleato il suo partito, né chi sarà il candidato Sindaco. Lo abbiamo incontrato e abbiamo parlato dell’accordo che ha portato alla candidatura di Carlo Capacci, dell’esperienza amministrativa e del futuro.

Cominciamo dalle origini, dall’alleanza con Strescino e la candidatura di Carlo Capacci. La rifarebbe?

Se tornassi indietro la rifarei. In quel momento era l’alleanza giusta. Venivamo da una situazione di grande difficoltà come quella sul porto e inoltre c’era stata una profonda frattura nel centro destra. A quel punto si era creata la possibilità di una innovazione rispetto agli ultimi 15 anni. Insieme avevamo individuato in Carlo Capacci il candidato giusto. Una figura indipendente dell’area moderata che poteva rappresentare la voglia di cambiamento, voglia che per quanto riguarda il Pd c’è sempre stata noi contro certa visione del porto e dell’amministrazione della città. Quella voglia di cambiamento l’aveva anche chi aveva sostenuto il centro destra, come Paolo Strescino, un tempo alfiere di quella vecchia politica, che aveva speso anche con parole dure nei nostri confronti. Ma ci si rende conto delle situazioni”.

Chi fu a proporre Capacci? 
Aveva fatto il vice di Strescino, ma fu un nome condiviso perché non aveva una storia politica nel suo partito.  Era un imprenditore, esponente della società civile, una figura in cui abbiamo creduto”.

E oggi che bilancio dà dell’esperienza? Difficile dare un giudizio secco. L’amministrazione prende una serie di provvedimenti, alcuni vanno bene, altri sono carenti. È normale, ma su grandi questioni il mandato si concluderà in maniera positiva, almeno lo auspichiamo, ma ci sono i tempi e i modi. Ricordiamo che Capacci, appena arrivato si è trovato sul tavolo la questione Tradeco. La gestione è stata difficoltosa, la città era sporca, le questioni sono state affrontate in maniera forte e infatti si è trovato il modo di risolvere l’appalto. Poi, dopo una serie di proroghe si è arrivati a una presa di posizione del Consiglio Comunale, approvata anche dal Pd che ritiene che la cosa migliore sia andare a fare una gestione in house. La modalità è una questione nelle mani della giunta, questo è uno dei temi che vanno chiusi”.

Gli altri sono porto turistico e l’ingresso del Comune in Rivieracqua. Sul porto è stato fatto un lavoro importante. È nata la Go Imperia e ne va dato atto all’amministrazione che ha gestito il periodo intermedio tramite l’affitto d’impresa. È evidente che l’approdo turistico, su cui, ci tengo a precisare che non siamo mai stati contrari a prescindere, ma avevamo fatto una critica a quel progetto perché lo ritenevamo e lo riteniamo ancora sovradimensionato e penso sia stato dimostrato, ma detto questo, ora va concluso e bisognerà capire come: o l’appalto può essere gestito da un privato o la Go Imperia assume una concessione pluriennale. Questa per noi è la strada giusta, ma bisogna concludere quello non ancora concluso. Se la gestione deve andare alla Go Imperia, per la conclusione dei lavori che ha valenza più privatistica, se ci sono le condizioni, credo possano anche essere portate a termine e gestite da un privato”.

Rivieracqua. La questione può andare a buon fine entro breve. Bisogna entrare in società e per questo bisogna che le due realtà: Comune di Imperia e Rivieracqua trovino il metodo per far sì che gli asset, ovvero la gestione del servizio idrico di Amat entri in Rivieracqua. Quindi, l’ingresso in società sarà il primo passo, ma deve esserci anche il passaggio degli asset per far sì che il servizio idrico possa essere gestito da Rivieracqua”.

Quali sono le cose che funzionano meno? Le macro questioni sono viste meno dal cittadino, almeno non nell’immediato. Bisogna cominciare a progettare la prossima legislatura mettendo a punto un po’ di questioni. Alcune cose sono già avviate, vedi via Cascione, che adesso può essere pesante per i commercianti però alla lunga porterà un grande vantaggio, vedi Diano Marina, Sanremo, ma anche la stessa via San Giovanni a Imperia. L’isola pedonale renderà la via un salotto e questo porterà anche turismo. Credo che in generale ci debba essere la valorizzazione del centro storico di Porto Maurizio e Oneglia. I portici, per esempio, sono il simbolo e bisogna trovare la modalità per un rilancio, magari un restyling. Anche le periferie e le frazioni vanno gestite, magari con un’ottica di dialogo”.

Manca il dialogo tra Capacci e i cittadini? Io a Capacci avevo consigliato che in una città di 40 mila abitanti, a mio avviso l’amministrazione dovrebbe stare in mezzo alla gente, fare momenti di confronto con la cittadinanza. Noi come partito le facciamo, ma non è quello che serve. Deve essere l’amministrazione a organizzare i momenti di confronto. Secondo me una volta ogni due settimane il Sindaco dovrebbe girare la città e le frazioni mettendosi a disposizione in spazi pubblici, invitando la cittadinanza e ascoltare le problematiche e portare delle risposte. Dovrebbero partecipare il Sindaco, la giunta e i consiglieri. Dei momenti istituzionali, non politici. Se questo fosse iniziato un anno e mezzo fa sarebbe stato meglio perché più ci si avvicina alle elezioni più sembra che i momenti di confronto diano un anticipo della campagna elettorale. Devo riconoscere, a giustificazione della mancanza di questi incontri, che la giunta si è trovata ad affrontare tematiche enormi”.

A detta di alcuni degli stessi alleati, Capacci non ascolterebbe neppure loro. Vorremmo sicuramente un’amministrazione più partecipata. I cittadini questo lo gradiscono e vorremmo che il dialogo fosse stato applicato con i consiglieri alleati. Ci troveremmo in una situazione migliore. Adesso la maggioranza conta su un solo consigliere in più e penso sia un problema. Forse con un’altra gestione avremmo avuto tutti una vita più tranquilla. Detto questo, il sindaco è un ruolo dato dai cittadini e bisogna averne grande rispetto. Chi ha usato parole fuori luogo nei confronti di Capacci secondo me ha sbagliato approccio, ma vero è che il ruolo si può interpretare in maniera dialogante”.

Lo ha detto a Capacci questo? Certo, più di una volta”.

La risposta? Ha detto che è una buona idea”.

Il futuro vi vedrà ancora alleati? Il Pd è sicuramente un alleato leale e abbiamo intenzione di esserlo anche per l’anno e mezzo che rimane. Ovviamente siamo un partito con delle idee che vogliamo proporre. Noi ora abbiamo un Sindaco e le idee le confrontiamo con lui. Il futuro è fatto di programmi e proposte che vanno tradotte in un’alleanza. Al momento l’attuale ha perso i pezzi. Per il futuro come schema penso vada fatto un discorso con forze civiche più o meno moderate che vogliono portare avanti il progetto. Il dialogo non esclude Capacci. Dove ci porterà il percorso però al momento non lo so”.

L’alternativa è il dialogo con gli ex Forza Italia? Con FI siamo in posizioni opposte. Detto questo, a Diano Marina c’è stato un dialogo con elementi di un’area moderata per un ragionamento che non è andato a buon fine perché il Pd in provincia, anche nel momento in cui ha fatto ragionamenti con aree moderate, come a Imperia e a Sanremo, li ha fatti sulla base di un percorso di innovazione. Le nostre sono proposte all’insegna dell’innovazione. Non si può tornare indietro e il percorso è in avanti, quindi il ragionamento con le aree moderate dovrà andare verso l’innovazione”.

Francesco Li Noce

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