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CRONACA | venerdì 13 gennaio 2017, 07:14

Anche il Comune di Imperia ha utilizzato gli odiati voucher per pagare alcuni lavoratori. Capacci: "Se esistono è perché c'è un problema"

L'ente li aveva utilizzati tra il 2013 e il 2014 per retribuire i dipendenti della cooperativa Ottagono rimasti fuori dall’appalto dei rifiuti dopo il contratto di servizio con Tradeco

L’utilizzo dei voucher come metodo di pagamento dei lavoratori è oggi tra i più discussi, tanto da essere oggetto di un referendum indetto dalla Cgil che ne chiede l’abolizione. Lo stesso sindacato tuttavia, come è emerso, avrebbe utilizzato i voucher per il pagamento di alcune prestazioni pari a 750mila euro.

Nati come strumento per combattere il lavoro nero, i voucher, secondo quanto emerso, sarebbero utilizzati in modo improprio da alcune aziende, ma anche le pubbliche amministrazioni sono ricorse a questo metodo di pagamento. Tra queste anche il Comune di Imperia che li aveva utilizzati tra il 2013 e il 2014 per retribuire i dipendenti della cooperativa Ottagono rimasti fuori dall’appalto dei rifiuti dopo il contratto di servizio con Tradeco. Il sindaco, allora come oggi, era Carlo Capacci, un imprenditore che per la propria azienda dichiara di non aver mai utilizzato i voucher, tuttavia non disdegnandoli.

Li abbiamo usati raramente, in Comune. Mai usato voucher con la Uno Communications. È un discorso complesso, ma uno si deve chiedere perché siamo arrivati ai voucher. Se esistono è perché c’è un problema. In Italia abbiamo un cuneo fiscale troppo elevato, quello che spende l’azienda o l’ente, è il doppio di quello che il lavoratore riceve in busta. Abbiamo anche il problema che in Italia praticamente non si può licenziare nessuno. Né nel pubblico, né nel privato se non per giusta causa. Questo non vale solo per gli assunti dopo il Jobs Act. Questo sistema fa sì che le persone, una volta ottenuto il posto di lavoro a tempo indeterminato, che è l’obiettivo della vita, si sentano tranquille e comincino a essere meno produttive, e dall’altra parte che abbiano uno stipendio più basso rispetto a quello che spende l’azienda, quindi si immettono in circolo meno soldi nel sistema economico”.  

Francesco Li Noce

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