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CRONACA | mercoledì 11 gennaio 2017, 12:04

A seguito dell'operazione "carboni amari" la Polizia arresta due cittadini italiani che operavano nella zona intemelia

Gli elementi a carico dei fermati, fanno ritenere agli investigatori che gli stessi siano gli autori di altre 3 rapine occorse nell’estremo ponente ligure nei primi giorni di dicembre, poste in essere con il medesimo modus operandi.

Hanno passato l’Epifania in carcere i rapinatori seriali che nel periodo delle festività natalizie hanno terrorizzato i commercianti del comprensorio intemelio. La Polizia di Stato di Imperia, infatti, nella giornata del 6 gennaio scorso, ha tratto in arresto, nei comuni di Ventimiglia e Vallecrosia, su disposizione della locale Procura della Repubblica, due cittadini italiani, Davide Frisina, classe 1982, di Bordighera, soggetto con un piccolo precedente penale e Cristian Ferraro, classe 1981, nato in Germania, ma residente a Vallecrosia. Quest'ultimo è un pluripregiudicato anche con precedenti specifici e per questo gli viene contestata la recidiva specifica. Entrambi hanno sempre agito in concorso, con il volto travisato da passamontagna ricavati artigianalmente con vecchie maglie, e armati di coltello.



I due, secondo il Gip che ha disposto la misura cautelare in carcere, sono due soggetti molto determinati e pericolosi. Nel corso delle intercettazioni è emerso infatti che progettavano di procurarsi una pistola per le prossime rapine e che sarebbero anche stati disposti a utilizzarla. Tuttavia il modus operandi, sia di Frisina che di Ferraro ha lasciato supporre agli investigatori che si trattasse di due criminali inesperti. "Due balordi con la testa devastata dalla cocaina", li ha definiti il Questore Leopoldo Laricchia. Proprio Laricchia nel corso della conferenza stampa odierna, mostrando un dettaglio del video delle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso una rapina in un supermercato, ha fatto notare come i due abbiano commesso un errore che ha permesso a due clienti dell'esercizio di fuggire.

Inconsapevoli di essere ascoltati dagli inquirenti, inoltre, Frisina e Ferraro si vantano di sfuggire alle indagini e progettavano altri colpi, puntando a espandersi anche nel savonese, forse con l'aiuto di un eventuale complice. 



IL QUESTORE LEOPOLDO LARICCHIA PRESENTA L'OPERAZIONE

I provvedimenti di fermo indiziato di delitto sono stati adottati, al termine di una rapida ed articolata attività di indagine denominata “Carboni Amari”, condotta dalla Squadra Mobile della Questura e dal Commissariato di Ventimiglia, in considerazione del grave quadro indiziario emerso a loro carico in relazione alla rapina a mano armata perpetrata ai danni del supermercato “OK Market” lo scorso 17 dicembre quando, sotto la minaccia di un coltello, uno di loro si è fatto consegnare la somma di circa 1800 euro.

IL CAPO DELLA SQUADRA MOBILE GIUSEPPE LODESERTO

Gli elementi a carico dei fermati, fanno ritenere agli investigatori che gli stessi siano gli autori di altre 3 rapine occorse nell’estremo ponente ligure nei primi giorni di dicembre, poste in essere con il medesimo modus operandi. Il 6 dicembre due individui armati di coltello e travisati avevano fatto irruzione nella farmacia “San Giorgio” di Bordighera e, dopo aver minacciato la commessa con un coltello, si erano fatti consegnare l’incasso, circa 200 euro, per poi darsi alla fuga.

Il giorno successivo, medesima sorte era toccata al supermercato “Maxi Sconto” sito in via Braie a Camporosso ; in quel frangente, era entrato all’interno dell’esercizio commerciale un solo individuo, il quale, minacciando la cassiera con un coltello, si era fatto consegnare la somma di euro 380,00 mentre il complice lo attendeva all’esterno.

Il 10 dicembre, ancora, i due rapinatori, sempre armati di coltello, avevano assaltato il “Conad City” di via Pasteur, facendosi consegnare dalla cassiera, minacciandola anche in questo caso con un coltello, la somma di euro 1800,00 circa, per poi fuggire a bordo della loro auto e far perdere le loro tracce.

Proprio in occasione di quest’ultimo episodio – ha spiegato il capo della Squadra Mobile Giuseppe Lodeserto – la bravura è consistita nel riuscire a individuare immediatamente l’autovettura con la quale si erano dati alla fuga. Era già stata utilizzata in precedenza. Si tratta di un’autovettura con targa francese rinvenuta in un parcheggio a motore ancora caldo. Tra l’altro, nei paraggi della targa posteriore sono stati rinvenuti dei pezzi di nastro adesivo nero con i quali la targa era stata contraffatta per alterare le sigle e le cifre e poter fuggire indisturbati”.

IL CAPO DEL COMMISSARIATO DI VENTIMIGLIA SAVERIO ARICO'



“Per le rapine – ha detto il capo del commissariato di Ventimiglia Saverio Aricò - non hanno dimostrato una grossa fantasia perché hanno utilizzato sempre lo stesso modo di procedere. In particolare, per le ultime due rapine si sono stabilizzati sul sabato per entrambe: il 10 e il 17 dicembre. In particolare per quanto riguarda l’ultima, quella di Ventimiglia all’OK Market, successivamente alla rapina, circa venti minuti dopo, è stata rinvenuta la macchina a Camporosso, macchina che era stata segnalata con una targa, ma che era stata contraffatta per cui ci risultavano confermate soltanto alcune lettere e alcune cifre. Tuttavia il motore era caldo, la macchina corrispondeva sia al modello che al colore, quindi era verosimile che potesse essere quella. Oltretutto i soggetti sono quasi caduti su quello che poi è stato sottoposto a fermo, (Frisina ndr) che abitava a Camporosso e aveva l’abitudine di tornare dopo le rapine sempre nel parcheggio vicino a casa, sempre di gettare durante la fuga il passamontagna che era ricavato spesso in maniera artigianale o da pantaloncini da ciclista oppure da alcune maglie che trovava in casa. La prima volta, a Bordighera aveva utilizzato addirittura la tuta della società dove lavora. Quella volta, - in quel caso intervennero i Carabinieri – si era tolto addirittura il passamontagna, quasi perché gli dava fastidio. Probabilmente non lo aveva confezionato a sua misura e lui stesso ha dichiarato che stava quasi per tornare indietro perché quando si è tolto il passamontagna aveva visto una delle commesse particolarmente spaventata. Questo la dimostra tutta, se le dichiarazioni sono reali, della forza di questi soggetti”.

L’attività investigativa compiuta dal personale della Polizia di Stato ha consentito di raccogliere i gravi elementi indiziari a carico degli indagati grazie ai quali la magistratura imperiese ha emesso i provvedimenti restrittivi, anche in ragione dei precedenti specifici di uno di loro e del concreto pericolo di reiterazione del reato.

I due, infatti, tossicodipendenti, privi di attività lavorativa e di denaro, si apprestavano a reiterare il reato progettando altre rapine da compiersi nella provincia di Imperia e nel savonese, anche con l’uso di armi da fuoco. Nel corso della perquisizione domiciliare di uno dei fermati, è stato anche rinvenuto e sequestrato un proiettile cal. 7,65.

All’esito dell’udienza di convalida dei fermi, il G.I.P. del Tribunale di Imperia ha disposto, nei confronti di entrambi gli indagati, la custodia cautelare in carcere.


Francesco Li Noce

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