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ATTUALITÀ | domenica 11 dicembre 2016, 11:12

In & Out: da Imperia ad Oxford, Parigi e Zurigo. La storia del matematico Giovanni Alberti e del suo "ritorno di cervelli"

"Sono circa 10 anni che non vivo nella mia città e probabilmente l'Imperia che conoscevo non è quella del liceo: non so come sia invecchiata in questi anni".

Una laurea in matematica e un curriculum accademico di alto livello. Eppure, dopo aver studiato e lavorato negli ambienti più prestigiosi d'Europa, tra cui Oxford, Parigi e Zurigo, ha deciso di tentare un riavvicinamento. Questa è la storia di Giovanni Alberti e del suo “ritorno di cervelli”.

Qual è stato il tuo percorso accademico? Mi sono laureato in matematica a Genova e quindi ho scelto di proseguire con un dottorato ad Oxford, per i successivi tre anni. Fin dai tempi dell'università avrei voluto cimentarmi nella ricerca. Ho quindi continuato con un post-doc a Parigi, dove ho svolto le mie ricerche. Mi sono poi trasferito a Zurigo, sempre rimanendo in ambito accademico, dove sono tutt'ora.

Pensi di tornare a casa, a Imperia, prima o poi? Non è così improbabile. Sebbene abbia iniziato il mio secondo anno da ricercatore a Zurigo, presto mi trasferirò a Genova, per ricoprire lo stesso ruolo. Inoltre mia moglie, che al momento si trova a Parigi, ha vinto il concorso come insegnate a Imperia. Un riavvicinamento a questo punto è scontato.

Obbligo o verità: come vedi questo riavvicinamento? Direi che è voluto. Lavorando all'università, Imperia non sarebbe stata una scelta possibile, almeno per la mia specializzazione. Sono circa 10 anni che non vivo nella mia città e probabilmente l'Imperia che conoscevo non è quella del liceo: non so come sia invecchiata in questi anni. Non faccio parte delle persone che vanno via da casa per poi poter dire che non faranno più ritorno. Credo però che l'aspetto familiare contribuisca molto in queste decisioni.

Qual è stata la città in cui ti sei sentito maggiormente a casa? Ho vissuto in tre diverse città e ho apprezzato ognuna a seconda di quello che facevo. Oxford è bellissima ed è facile integrarsi: se devo parlare globalmente è il posto più bello dove sia stato, anche per la facilità della lingua. A Parigi ho lavorato di più e quindi purtroppo mi sono divertito un po' meno. Zurigo è stata la più faticosa: non so nemmeno dire "buongiorno", e praticamente vivo sul treno Zurigo-Parigi.

Ti è mai capitato di incontrare altri imperiesi all'estero? Si, ad una conferenza in Korea ho ritrovato una ragazza cresciuta ad Imperia, che conoscevo.

Che ricordi hai del tuo liceo di Imperia? Credo di poter parlare di una preparazione eccezionale sotto molti punti di vista. Paradossalmente la matematica che ho imparato a scuola, nonostante sia stata di ottimo livello, è quella che mi è servita meno siccome l'ho ristudiata tutta. Quando non penso ai miei teoremi, ciò che mi è più utile sono i ricordi delle materie umanistiche, in particolare delle letterature e di filosofia.

Che opinione hanno degli italiani all'estero? Per la mia esperienza, quello che posso dire è che in ambito universitario ho sempre ricevuto un'ottima accoglienza e una grande stima per la nostra preparazione scolastica, spesso superiore alla media. È vero anche che in alcune situazioni siamo considerati semplicemente come immigrati che cercano lavoro, togliendolo quindi alle persone originarie del posto: se non sbaglio, un sentimento abbastanza diffuso anche in Italia!

 

Stefania Orengo

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