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CRONACA | sabato 22 ottobre 2016, 12:04

Tre relazioni contro la costruzione della centrale idroelettrica sul Rio Carne: "Siamo pronti ad andare anche in Procura!" (Foto e Video)

Antonio Grillo, Roberto Trutalli, Fabrizio Ottazzi, Giordana Zadro e Patrizia Boido sono tornati sulla problematica emersa qualche settimana fa e per la quale sono state organizzate altre riunioni e sopralluoghi, proprio per scongiurare la costruzione della centrale, in una zona paradisiaca, a pochi metri dal piccolo centro dell’entroterra ventimigliese.

“Se le osservazioni della Regione non prenderanno seriamente in esame le nostre relazioni, totalmente contrarie alla centrale idroelettrica, porteremo la documentazione anche in Procura”. E’ quanto sostengono i componenti del Comitato per il ‘No’ alla centrale idroelettrica di Pigna, in alta Val Nervia sul Rio Carne, che oggi hanno presentato le relazioni sviluppate da alcuni professionisti che seguono per loro la vicenda.

Antonio Grillo, Roberto Trutalli, Fabrizio Ottazzi, Giordana Zadro e Patrizia Boido sono tornati sulla problematica emersa qualche settimana fa e per la quale sono state organizzate altre riunioni e sopralluoghi, proprio per scongiurare la costruzione della centrale, in una zona paradisiaca, a pochi metri dal piccolo centro dell’entroterra ventimigliese.

“Il Rio Carne – ha detto Antonio Grillo - è una delle poche alternative che offre il paese, ma è una zona mantenuta pulita dalla gente che ci va. Noi non siamo contrari alle energie alternativa, ma lo siamo alla distruzione di una zona che non se lo merita. Le risorse economiche dei piccoli paesi sono vicine a zero e le persone che hanno deciso di ristrutturare nelle nostre zone sono molto attaccate alle nostre tradizioni e noi vorremmo che rimanessero così. In più non vediamo riscontri economici nella centrale e, infine, abbiamo verificato la presenza di circa 10mila persone che praticano sport su torrenti e rii nella nostra vallata. Una pratica che potrebbe essere contrastata da questa centrale”.

Roberto Trutalli ha evidenziato il problema relativo al ‘crollo’ della portata d’acqua dei torrenti e dei rii: “Pigna ha avuto 100mila piante di olive, così come Castelvittorio. Olive che venivano conferite in 26 frantoi, per i quali l’acqua era un motore fondamentale per l’economia. Oggi abbiamo una limitazione pari ad un terzo di quanto era fino agli anni scorsi. Una delle relazioni presentate in Regione si preoccupa di capire come abbiano calcolato le portate ed è uno dei punti che contestiamo, visto che si sono basati su calcoli matematici e teorici”.

Sono 3 le relazioni che sono state preparate: dall’Ing. Gianfranco Verrando (di Pigna ed ex dirigente dell’Italsider), dell’Ing. Barla (di Imperia) e del geologo Enrico Verrando. Il Comitato, inoltre, insiste affinchè si intervenga anche sul piano politico, in modo che la Regione modifichi la Legge. In questo momento, infatti, le centrali sotto i 100 kw/h non devono passare dalla Valutazione di Impatto Ambientale: “Guarda caso – ha detto Trutalli – sono tutte sui 92/95 Kw/h”.

Intanto è stato confermato che, il 16 novembre il Consigliere regionale Pastorino andrà a Pigna, per visitare la zona del progetto e farsi carico di questo aspetto politico. Patrizia Boido ha sottolineato alcuni aspetti delle relazioni: “C’è il problema dell’opera di presa e delle caratteristiche dimensionali. Una griglia esiste ma ne farebbero una doppia e, nel progetto, non hanno dimensionato le maglie della griglia e mancano le modalità della manutenzione. Senza dimenticare che bisogna anche creare una via per far arrivare i mezzi che dovranno lavorare. Non sappiamo quante volte verrà pulita la griglia e dove verrà conferito il materiale asportato. Andando ad indagare sono state trovate molte lacune di un progetto che non scende nei particolari”.

Ma c’è un altro problema, quello della franosità della strada per raggiungere la zona della centrale In inverno, infatti, viene solitamente chiusa proprio perché è a rischio frana. Nel progetto mancano le cartografie e gli studi sulla situazione. “C’è poi anche la mancanza della distinzione tra progetto preventivo ed esecutivo - conferma Patrizia Boido – ed è questo un altro aspetto che ci preoccupa non poco”. Le relazioni sono state presentate in Comune a Pigna ed in Regione. Quelle protocollate in Comune sono state anche portate agli uffici per la difesa del suolo della Regione che è in Provincia.

Ora cosa accadrà? Arriverà al Comitato una raccomandata con le varie osservazioni e le opposizioni alle relazioni: “Siamo particolarmente soddisfatti – hanno detto i componenti del Comitato – per quanto sentito dagli Assessori regionali Berrino e Giampedrone, che si sono dimostrati sensibili al problema, nonostante l’iter sia praticamente concluso”. Ma c’è una zona in Val Nervia dove costruire una centrale idroelettrica, senza deturpare il territorio? “Potrebbero ripristinare la vecchia centrale di Manasero che ha funzionato fino al 1964 e che si trova sul Nervia. C’è da evidenzia che, però, oggi la portata del Nervia è irrisoria rispetto agli anni ’50 ed è simile a quella del Rio Carne. Quindi non sappiamo quali risorse si possano ottenere, anche per avere un riscontro economico da un’eventuale centrale”.

(Nella gallery la presentazione di oggi, le immagini del Rio Carne durante l'ultimo sopralluogo della regione e, sotto, anche le foto della centrale idroelettrica mai terminata sul Rio Gordale, sempre a Pigna. Sotto la gallery le relazioni)

Files:
 Rio Carne - Relazione Ing. Verrando (2.3 MB)
 Rio Carne - Relazione Ing. Barla (1.3 MB)
 Rio Carne - Relazione Comitato (82 kB)

Carlo Alessi

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