/ ATTUALITÀ

Spazio Annunci della tua città

Porto Maurizio Borgo Marina Imperia Fronte Mare bellissimo trilocale completamente ristrutturato e arredato, con aria...

Condizioni perfette diesel intergrale colore grigio scuro

J300 S.E. ABS immatricolato 09/2016 versione Limited Edition colori Kawasaki verde/nero km. 12.807 tutti effettuati...

Porto Maurizio Borgo Marina Fronte Mare bellissimo trilocale completamente ristrutturato e arredato, con aria...

Che tempo fa

Cerca nel web

ATTUALITÀ | venerdì 21 ottobre 2016, 07:21

Sanremo: ancora mistero sulla cappella russa di San Nicola. Qui è sepolto il nonno di Gustavo Zagrebelsky

Al cimitero della foce sono presenti 130 sepolture russe, alcune con nomi davvero illustri, tra cui quella di Botkin, fratello del medico dell'ultimo Zar di Russia.

La Cappella di San Nicola al Cimitero della foce di Sanremo continua a stupire. Luogo di culto della comunità ortodossa dal 1905, quasi 10 anni prima che venisse resa funzionale la Chiesa Ortodossa di via Nuvoloni, questa cappella era stata costruita da due famiglie: i Nepluiev e i Kotenev. Qui è sepolto, insieme ad altri parenti delle due famiglie, anche Vladimir Zagrebelsky, nonno di Gustavo e Vladimiro Zagrebelsky, l’uno presidente della Corte Costituzionale, l’altro membro del Consiglio Superiore della Magistratura. Una strana coincidenza? No affatto. Il nonno dei due noti giuristi, è infatti vissuto a Sanremo dal 1922 e qui è morto. Anche le sue spoglie si trovano in questa cappelletta, che versa in completo stato di abbandono, per colpa di un errore di trascrizione.

La struttura era un punto di riferimento per la comunità russa di Sanremo, considerando che fu costruita nel 1905, mentre la chiesa russa risale al 1913. Quando una discendente dei Nepluiev chiese di rientrare in possesso della tomba di famiglia, situata all'interno della cappella, per sbaglio le fu attribuita tutta la proprietà. Esiste ancora un discendente ma è irreperibile. Per questo motivo si è attivato l'iter di re-attribuzione alla comunità russa ortodossa”, spiega Marina Moretti, esperta di lingua e cultura russa di Sanremo, oltreché volontaria per la salvaguardia del cimitero.

Ma questa non è l'unica vicissitudine di appartenenza a stupire: “La stessa chiesa russa è di proprietà della comunità ortodossa di Sanremo, ma non appartiene al patriarcato di Mosca, ma a quello di Costantinopoli, e territorialmente all'arcivescovado per le chiese ortodosse russe in Europa Occidentale, che ha sede a Parigi".

Nel cimitero della foce sono presenti circa 130 sepolture russe, alcune con nomi davvero illustri, tra cui quello di Botkin, fratello del medico dell'ultimo Zar di Russia. La famiglia Botkin è stata, per tradizione, sempre vicina a quella degli Zar e lo stato in cui versa attualmente questa tomba è di grande degrado, tanto che a Sanremo sono solo pochissimi a conoscerne l'esatta ubicazione. Nel libro “I Russi a Sanremo tra Ottocento e Novecento”, pubblicato dal comune di Sanremo (autori Piero Cazzola e Marina Moretti), si ripercorre la storia delle principali tombe russe del cimitero della Foce, tra cui la cappella di San Nicola, fotografata all'epoca della sua piena attività.

"Un problema burocratico, come l’attribuzione di una tomba, non dovrebbe impedire la conservazione e l’utilizzo di un monumento che appartiene alla storia, ma che potrebbe rinascere a nuova vita, come sta avvenendo anche per la Chiesa Ortodossa Russa di Cristo Salvatore" conclude la Professoressa Moretti.

In un cimitero come quello della Foce non esiste nessuna barriera, almeno dal punto di vista spirituale: è raro trovare luoghi come questo, dove riposano assieme ortodossi, cattolici, ebrei ed altre religioni senza distinzioni di zona, ma l'uno accanto all'altro, come una sorta di comunità, che riflette la società cosmopolita vissuta a Sanremo tra Ottocento e Novecento.


Stefania Orengo

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore