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POLITICA | giovedì 22 settembre 2016, 14:37

Imperia bene comune lancia la sfida a Capacci: "Relazioni in Consiglio su tre temi fondamentali, o presenteremo una mozione di sfiducia"

Porto, rifiuti e acqua pubblica. "Capacci porti questi tre temi in Consiglio Comunale, altrimenti presenteremo una mozione di sfiducia che servirà anche a fare uscire allo scoperto il resto delle opposizioni"

Imperia bene comune lancia una sfida all’amministrazione Capacci e si propone come forza per il rinnovamento di Imperia alle prossime elezioni che ritiene ormai imminenti.

È stato questo il tema della conferenza stampa di questa mattina a cui hanno preso parte i due consiglieri comunali Gian Franco Grosso e Mauro Servalli, Carla Nattero e Mariano Mij.

Grosso e Servalli chiedono alla maggioranza di affrontare tre temi ritenuti cruciali per la città: porto, rifiuti e acqua pubblica.

Riteniamo che la situazione dell’amministrazione sia insostenibile per i cittadini, - ha detto Grosso - per la mancanza di dignità e per i danni che la città può ricevere dall’amministrazione che è incapace di fare qualsiasi scelta e che è invece ripiegata sui battibecchi”.

Uno o più consigli dedicati ai tre temi, altrimenti una mozione di sfiducia che servirebbe anche a capire chi vuole davvero la caduta dell’amministrazione. Per far sì che passi servirebbero infatti i voti non solo della minoranza, ma anche di qualche esponente della maggioranza consiliare.

Maggioranza che, parrebbe non ci sia neanche – aggiunge Grosso - o che sia volta per volta da valutare a seconda delle pratiche. Sappiamo che i dissidenti di Imperia Cambia prendono decisioni contrarie, che Giulia la Gorlero vota secondo quello che le dice il suo fidanzato Strescino. L’unico che sta tenendo in mano la maggioranza è Antonio Russo che si è accontentato della presidenza di una commissione fantasma.

Sappiamo anche che c’è dibattito in città sul post Capacci. La stessa Forza Italia appare divisa su cosa fare e lo si vede dalla presenza in Consiglio Comunale, perché spesso ci sono assenze da parte loro decisive a non fare andare sotto la maggioranza. Con la mozione anche il resto delle opposizioni dovrebbe uscire allo scoperto”.

I tre argomenti che l’amministrazione dovrà affrontare sono il futuro del porto turistico, dell’appalto rifiuti e dell’acqua pubblica con il passaggio della gestione dell’acquedotto a Rivieracqua.

Porto:

Dopo il disastro del centrodestra, si è deciso di dare al porto una veste pubblica, ma per ora si tratta solo della gestione. Non è ancora stato fatto l’investimento vero amministrativo che metta un punto fermo sul porto pubblico e possa evitare un domani di far tornare vecchi spettri come Caltagirone”.

Rifiuti:

L’appalto è di circa 9-10milioni di euro. Il Consiglio Comunale ha già detto che vuole andare verso la gestione pubblica, ma Capacci cerca di svicolare, tenterà di firmare una nuova ordinanza contingibile e urgente ma noi non glielo permetteremo. E a gennaio il nodo arriva”.

Acqua pubblica:

Il Comune ha preso le distanze da Rivieracqua non portando a termine il processo che il referendum e i cittadini hanno voluto: acqua pubblica, quindi bisogna capire come funzionerà la gestione dell’acqua pubblica a Imperia. Questi sono i temi fondamentali, ma ce ne sono molti altri. Questa amministrazione non riesce infatti a tappare neppure una buca o a gestire la sua segreteria”.

Sull’imminenza della caduta dell’amministrazione è d’accordo il collega di Grosso in Consiglio Comunale, Mauro Servalli, che parla di un Capacci al capolinea. “In consiglio non si guardano neanche in faccia, non hanno i numeri e non stanno governando. Rispetto a questo è evidente che l’anno prossimo bisognerà andare a elezioni perché la città non è in grado di sostenere la mancanza dell’amministrazione, quindi o l’amministrazione è in grado di venire in Consiglio e riferire il programma e i passaggi alla luce del sole, o altrimenti, se non si è in grado di risolvere neanche l’amministrazione quotidiana, tanto vale che vadano a casa adesso.

Questa situazione l’avevamo predetta tre anni fa quando Imperia bene comune è nata facendo una scelta chiara in opposizione a quella fatta dal pd. Era chiaro finisse così, la città non può pensare di tornare indietro. Le ragioni e i valori con cui era nata Imperia bene comune sono ancora più forti, rispetto a un ventennio di Claudio Scajola e questa parentesi di centrodestra e centrosinistra che ha fatto solo danni. Per il futuro la città deve però avere la forza di fare una scelta di alternativa e questa alternativa siamo solo noi”.

Servalli bacchetta anche il MoVimento 5 Stelle. “Il loro candidato Sindaco, Antonio Russo è ormai la stampella del sindaco, mentre l’altra rappresentante in Consiglio (Cara Glorio ndr) è come non ci fosse. Qualcuno magari in vista delle elezioni del 2013 salirà sul carro dei vincitori, perché il simbolo attira, ma è evidente che il gruppo del 2013 sembri evaporato al sole”.

Per anni in Consiglio in rappresentanza della sinistra, Carla Nattero nel 2013 ha deciso di non ricandidarsi. Fu però in prima linea contro la decisione del Partito Democratico di cercare l’alleanza allargata con Capacci e le forze di centro destra. “Questa situazione l’avevamo prevista. La nascita di questa amministrazione è legata al fatto che il Partito Democratico aveva fatto cadere Strescino e qualche mese dopo si è messo con Strescino e Capacci. È stata una scelta con l’idea di governare tanto per farlo, e quindi prevedibilmente sbagliata. Una scelta che ha completamente distrutto la spinta innovativa dalle opposizioni, una scelta fallimentare che ha polverizzato le forze politiche di Imperia. Io credo che non ci sia città italiana che ha subito una deflagrazione come quella della città di Imperia. E con questa situazione è difficile individuare una linea futura”.

Carla Nattero prova comunque a tracciarla. “Io penso che la prima linea sia l’idea che si può governare una città non sui singoli personaggi, ma con una gioco strategico e una capacità di programmi e alleanze omogenee rispetto ai programmi. Penso che dentro al Pd, che erano quelli che avevano in mano il pallino ci dovrebbero essere fontane di autocritiche, invece non ne sto vedendo da parte di nessuno e credo loro vogliano proseguire sulla propria strada cambiando personaggi ma non sostanza. Gli assessori dicono che non ci sono soldi per pulire i fiumi o, come Podestà oggi, per la stagione teatrale. Ricordiamo la situazione Agnesi, ricordiamo che il Sindaco ha promesso per mesi di trovare una soluzione personale che era difficilissima, e poi l’unica spiegazione che è stata data in Consiglio sul fallimento della trattativa è stata che a volte le cose vanno bene e a volte vanno male.

Io però vorrei che fosse chiara una cosa: il fallimento di Scajola rimane, questo è un fallimento diverso. Per il futuro bisogna cercare di guardare a un’idea diversa di politica, bisogna che le liste civiche vere si prendano la loro responsabilità e si faccia una scelta non sulle persone ma sui progetti di ampio respiro. Più nulla nel modo di governare questa città giustifica il fatto che Imperia sia capoluogo”.

La situazione attuale – commenta Mij – conferma la bontà della scelta di tre anni fa di dar vita a Imperia bene comune. La posizione si rivela giusta visto l’operato inefficiente di questa amministrazione sostenuta dal Pd che a Imperia come da altre parti dà vita a maggioranze eterogenee, che si rivelano non uniformi per riuscire a portare avanti i più elementari punti programmatici. A questi tre temi aggiungo anche i punti come i parcheggi sotterranei, gli scheletri di cemento, le fognature, la spiaggia non bonificata davanti al parco urbano. Nessun progetto sul riutilizzo delle ferrovie, non un metro di pista ciclabile. Su Agnesi Imperia bene comune aveva promosso una mozione per mettere alle strette Colussi, mozione respinta e accettata a giochi fatti”.

Imperia bene comune sfida Capacci, dunque. Per quanto riguarda i tempi che il gruppo dà a Capacci per relazionare in Consiglio sui tre temi fondamentali: “Fino alla prossima finestra elettorale – spiega Servalli – la caduta dell’amministrazione porterebbe un commissario che durerebbe alcuni mesi, dopodiché si andrà a elezioni”.

Nel 2013 si verificò una situazione simile. Dopo che l’allora Sindaco Paolo Strescino aveva azzerato la giunta ne aveva costituito una tecnica, di cui faceva parte, come vice Sindaco lo stesso Capacci. Durò pochi mesi perché i consiglieri comunali decisero di staccare la spina di quella amministrazione. Carla Nattero era tra quelli.

All’epoca il commissario amministrò per quasi un anno. Pensavamo che la città, vista la situazione di illegalità diffusa ne avesse bisogno, ma oggi sappiamo che non è così. In questo caso però il commissariamento durerebbe solo due o tre mesi”, conclude l'ex consigliera.

Francesco Li Noce

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