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CRONACA | giovedì 22 settembre 2016, 18:38

32enne diversamente abile sanremese scrive a Matteo Renzi per chiedere un lavoro a tempo indeterminato

Le chiedo con il cuore in mano di aprirci il suo cuore – dice Stefania nella lettera a Matteo Renzi - e darmi un aiuto in quanto io e il mio compagno Pino vorremo creare una nostra vita indipendente dai suoi genitori".

Stefania Scarsi

Dopo la lettera al Sindaco di Sanremo, ha scritto anche al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, la sanremese Stefania Scarsi, diversamente abile di 32 anni, che da un anno circa ha chiesto aiuto ai servizi sociali del Comune di Sanremo, per ottenere un lavoro stabile e poter vivere serenamente con il compagno Pino.

Al Premier ha scritto quanto già evidenziato al primo cittadino matuziano e durante l’intervista rilasciata a Marco Liorni, nel corso de ‘La vita in diretta’ del 16 settembre scorso, su Rai Uno. Stefania ha scritto a Matteo Renzi le sue difficoltà: “Ho fatto vari colloqui, ho scritto al Sindaco di Sanremo ma tutti con esiti negativi e spero con il cuore che possa trovare un breve momento per me. Dopo essermi messa in mostra e dopo il caos creato pubblicamente, il comune di Sanremo, ho ricevuto una borsa di lavoro di 250 euro mensili, in attesa che qualcosa nel mondo del lavoro si sbloccasse. Ho fatto vari colloqui con il Centro per L'impiego (parte disabili) della Provincia di Imperia e anche in altri modi ma, ad oggi, nessuno è andato a buon fine”.

Stefania chiede un lavoro stabile a ‘tempo indeterminato’ anche part-time: “So che in Italia ci sono tante persone come me, ma Le chiedo di aiutare una ragazza disabile italiana e disperata. L'anno scorso con una pensione di invalidità minima di 250 euro mensili (attualmente ammonta a 249,80) non arrivavo nemmeno alla seconda settimana con tutti i debiti che ancora gravano sulla mia situazione economica. Grazie alla borsa lavoro di 250 euro va un pochino meglio ma non è la soluzione per andare avanti dignitosamente, in quanto mi aiuta ma non come un lavoro stabile. Sono anche disposta a perdere l'assegno di invalidità di 249,80 euro mensili per uno stipendio migliore”.

Stefania conferma di metterci la massima volontà per ovviare ai problemi di lavoro: “Per arrotondare e andare avanti ho ripreso a fare stagionalmente quello che facevo l'anno scorso, ovvero la dog sitter ma solo un cane. Come vede – si rivolge sempre al Premier Renzi - lavorare non mi spaventa, ma ho dovuto fare un prestito di 6.000 euro per pagare gli affitti e le bollette arretrati, quando vivevo con mia madre disoccupata provvedevo io a tutto essendo l'unica lavoratrice. Ho dovuto fare un altro prestito da 2.500 e fare così le definitive chiusure delle utenze”.

“Sono bravissima con il computer, sono diplomata Ragioniera e Perito Commerciale, ho un attestato professionale certificato di segretaria. Il mio lavoro è stato sempre nel settore amministrativo. Per mia sfortuna sono nata disabile con una emiparesi sinistra neonatale, ma nonostante la mia disabilità riconosciuta del 74%, posso fare qualunque lavoro mi venga richiesto. Le chiedo con il cuore in mano di aprirci il suo cuore – termina Stefania nella lettera a Matteo Renzi - e darmi un aiuto in quanto io e il mio compagno Pino vorremo creare una nostra vita indipendente dai suoi genitori. Non stiamo pensando di avere dei figli, ma vorremo una casa tutta nostra anche in affitto. I suoi genitori ci aiutano volentieri ma sono anziani e con la loro pensione minima come possono aiutarci a crearci un futuro? E poi sono anziani non eterni. Un domani non ci saranno più ad aiutarci economicamente, come possono fare due disabili innamorati con lui 600 euro mensili e lei una borsa lavoro di 250? Sono l'unica che possa sperare uno stipendio migliore in quanto il mio compagno Pino ha 49 anni e per lui ormai e impossibile sperare in qualcosa di meglio. Non stiamo cercando di avere una vita da ricchi ma di vivere dignitosamente il nostro amore. Io e il mio compagno siamo disposti a venire ovunque lei si trovi per parlarle di persona”.

Carlo Alessi

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