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EVENTI | giovedì 18 agosto 2016, 00:21

Sanremo, UnoJazz 2016: Pian di Nave in festa per il concerto degli Incognito, intervista al leader della band Jean-Paul "Bluey" Maunick (Foto e Video)

Sul palco di Pian di Nave gli Incognito hanno presentato vecchie e nuove sonorità con quel tipico approccio alla musica che li contraddistingue e che, ieri sera, ha portato in piazza moltissimi appassionati.

Ho fondato questa band 37 anni fa nel 1979 e il motivo per cui l'ho fatto è perché volevo una grande famiglia. Nella nostra band avevamo 1005 componenti e in 37 anni abbiamo fatto 17 album.

A dirlo è Jean-Paul "Bluey" Maunick leader degli 'Incognito', che abbiamo incontrato a poche ore dal concerto, uno spettacolo che ha letteralmente infuocato Pian di Nave a ritmo di musica, quella musica che racchiude dentro di sé molte più cose di quanto si possa immaginare: “Il messaggio è: “Dire al mondo di sentire la vita, di entrare in contatto con altre culture e di fare qualcosa per gli altri” - prosegue Jean-Paul "Bluey" Maunick – è una missione e facciamo grandi cose perché ci rendiamo conto che la musica è molto più che intrattenimento, è anche una possibilità per noi di parlare una lingua internazionale che va al di là delle parole. È il linguaggio del cuore: è la musica.”

Intervista a Jean-Paul "Bluey" Maunick

Sul palco di Pian di Nave gli Incognito hanno presentato vecchie e nuove sonorità con quel tipico approccio alla musica che li contraddistingue e che, ieri sera, ha portato in piazza moltissimi appassionati: “Il nostro ultimo album è uscito di recente – continua Jean-Paul "Bluey" Maunick - il titolo è "Inside Your Better Days" ovvero dentro i tuoi giorni migliori, è un album con grandi motivazioni, ma ci si può trovare qualcosa di classico, specialmente quello che ama il pubblico italiano, ma anche qualche sorpresa.”

Dal 1979, anno del debutto discografico degli Incognito con l'innovativo Jazz Funk, al loro ultimo progetto sono trascorsi trentasei anni, nei quali più di cento artisti si sono alternati nel gruppo. Gli artisti passano, ma la passione per un genere musicale e l'aspetto culturale che porta con sé, restano e muovono motivazioni e sensibilità di Jean-Paul "Bluey" Maunick e dei musicisti che lo accompagnano.

Il jazz – prosegue il leader degli 'Incognito' - è un linguaggio che ho scoperto quando ero giovane anche se non avevo capito si trattasse di jazz! Mi piaceva ascoltare musica con ritmi africani, musica inglese come RnB e il soul e la musica americana come il Blues. Il jazz è qualcosa che arriva dai canti degli schiavi, che affonda le radici nel blues e che serviva a capire quale fosse la loro sofferenza. Però con una differenza: il jazz per loro era qualcosa con cui dimenticare i propri problemi, mentre il blues era un modo per ricordarli. Il Jazz – conclude - è libertà, è un volo libero. Molti hanno dimenticato che il jazz era una musica da ballare e ora è più da ascoltare.”

Simona Della Croce

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