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ATTUALITÀ | sabato 13 agosto 2016, 07:11

Imperia: l'istituto zooprofilattico scopre la prima zanzara coreana, "Potrebbe arrivare nella riviera dei fiori. Potenziale problema sanitario"

“Ad oggi, fortunatamente nessuna zanzara è risultata positiva per il virus Zika - ricorda Maria Caramelli, Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico - La sorveglianza ha comunque permesso di intercettare precocemente l'arrivo di questa nuova specie di zanzara".

Marco Ballardini

E’ arrivata anche nella riviera dei fiori l’incredibile notizia del ritrovamento a Genova della zanzara coreana Aedes koreicus. Fino ad oggi questa specie era stata ‘avvistata’ nel 2011 in Veneto e successivamente in Trentino, Friuli Venezia Giulia e Lombardia. Ma perché questa notizia ha attirato l'interesse anche della provincia di Imperia? In primis perché la scoperta è avvenuta grazie all'attività di ricerca del laboratorio imperiese di entomologia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, sotto il coordinamento di Walter Mignone, in un'azione sinergica con le ASL liguri e il Comune di Genova e con il supporto della Regione Liguria.

Fig. 8. Female Aedes koreicus (Photograph: F. Schaffner). 
 
(Qui un'immagine della zanzara scattata dal fotografo F. Schaffner)

Avevamo già parlato di questa eccellenza ligure made in Imperia, per lo studio che conduce in maniera capillare sulla diffusione delle zanzare. I tempi cambiano e, con l'emergenza Zika, sono stati intensificati i controlli sulle popolazioni di questi insetti. Da metà giugno ad inizio novembre, ogni 15 giorni vengono attivate 23 trappole così suddivise: 4 in provincia di Imperia, 4 in provincia di Savona, 13 a Genova e provincia, 2 in provincia di La Spezia. 21 di queste sono collocate presso i principali porti, interporti, ospedali con reparti di malattie infettive e presso l'aeroporto di Genova. Le zanzare catturate vengono identificate per quanto riguarda la specie ad Imperia e poi vengono inviate al laboratorio di Torino per scoprire l’eventuale presenza di virus. “Ad oggi, fortunatamente nessuna zanzara è risultata positiva per il virus Zika - ricorda Maria Caramelli, Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico - La sorveglianza ha comunque permesso di intercettare precocemente l'arrivo di questa nuova specie di zanzara. Al momento, la presenza della zanzara coreana sembra essere limitata ad un solo quartiere di Genova - precisa Maria Caramelli - ma non si può escludere una sua maggiore diffusione”.

L'emergenza dettata dalla diffusione del virus Zika e la paura che possa arrivare prima o poi anche qui in Liguria ha reso necessaria qualche attenzione in più proprio sulle zanzare, essendo la nostra una regione caratterizzata da un importante flusso turistico e commerciale. Il virus Zika viene veicolato attraverso la puntura di alcune specie di zanzare del genere Aedes. La stessa zanzara tigre (il cui nome scientifico è Aedes albopictus) è potenzialmente in grado di trasmetterlo e qui in provincia di Imperia è assai diffusa. Se da un lato si è parlato molto di questo virus, in realtà ci sono diversi altri agenti patogeni che potrebbero esser veicolati in questo modo, come West Nile e Usutu, veicolati dalla zanzara comune Culex pipiens, oppure i più pericolosi Dengue e Chikungunya, veicolati dalla zanzara tigre.

La scoperta di una zanzara ‘coreana’ è un importante campanello d’allarme, considerando che si tratta di una specie che, a differenza della cugina ’tigre’, riesce a stabilirsi anche ad altitudini maggiori, in quanto sopporta meglio il freddo, ed inizia anticipatamente il suo periodo di attività. Entrambe si riproducono in piccole raccolte d’acqua, cosa che le rende purtroppo in grado di infestare i centri urbani.

“Questo ritrovamento è interessante ed allo stesso tempo preoccupante, perché preannuncia la possibilità che un giorno la 'coreana' possa trovare ambiente fertile anche qui nella riviera dei fiori” - sottolinea Marco Ballardini, il biologo dell'Istituto imperiese che ha identificato la zanzara coreana. Infatti, Aedes koreicus è un vettore dimostrato di alcune malattie dell'uomo (encefalite giapponese) e degli animali domestici (dirofilariosi del cane e del gatto). La sua presenza rappresenta a tutti gli effetti, potenzialmente, un problema sanitario che non va sottovalutato.


Stefano Michero

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